Vai al contenuto
Newsletter

SocietàSport

Morte Franco Baresi: addio alla leggenda del Milan

La morte di Franco Baresi, capitano del Milan e della Nazionale, spegne a 66 anni una leggenda del calcio italiano: carriera, palmarès, reazioni e funerali a Sant'Ambrogio.

Di Nicola Paparusso

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Morte Franco Baresi, omaggio al capitano del Milan con sciarpa e numero 6 a San Siro
Immagine generata con IA

La morte di Franco Baresi, avvenuta il 31 luglio 2026 all'età di 66 anni, ha gettato nel lutto il calcio italiano. Lo storico capitano del Milan e della Nazionale si è spento dopo una lunga malattia, lasciando un vuoto incolmabile tra i tifosi rossoneri e nel mondo dello sport. Con lui se ne va una delle bandiere più amate e rispettate nella storia del pallone, il libero che ha incarnato eleganza, sacrificio e senso di appartenenza.

La morte di Franco Baresi e l'addio del mondo del calcio

La notizia della morte di Franco Baresi è arrivata nel pomeriggio del 31 luglio, precipitando in poche ore in prima pagina su tutti i quotidiani nazionali. Soprannominato "Piscinin" per la statura minuta, Baresi era nato a Travagliato, in provincia di Brescia, l'8 maggio 1960. Da mesi combatteva contro una malattia diagnosticata nell'estate del 2025, quando si era sottoposto a un intervento per l'asportazione di un nodulo polmonare, come ricostruito dall'ANSA.

Il Milan ha dato l'annuncio con parole strazianti: "La Storia del Milan è in lacrime". La società rossonera, nel suo messaggio ufficiale, ha aggiunto che tutti i milanisti dovranno essere all'altezza della sua memoria, "perché Baresi è per sempre". Parole che sintetizzano il legame indissolubile tra l'uomo e il club di via Aldo Rossi. Tuttavia, il dolore ha travalicato da subito i confini della fede rossonera, unendo tutto il calcio.

Fiori rossoneri, candele e fascia da capitano in omaggio a Franco Baresi davanti allo stadio
L'omaggio spontaneo dei tifosi rossoneri: fiori, candele e la fascia da capitano per l'ultimo saluto a Franco Baresi. · Immagine generata con IA

Una carriera intera in rossonero

Baresi ha vestito una sola maglia in vent'anni di carriera, dal debutto nel 1977 fino al ritiro nel 1997. Difensore totale, interprete moderno del ruolo di libero, guidò la difesa del Milan degli invincibili di Arrigo Sacchi e poi di Fabio Capello. Il suo numero 6 è stato ritirato dal club, onore riservato a pochissimi campioni nella storia rossonera.

Il palmarès è impressionante: sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, oltre a Supercoppe europee e italiane. Fu il perno di una squadra che dominò l'Europa a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, simbolo dell'era che portò trofei su trofei in casa milanista. Inoltre, la sua leadership silenziosa e la straordinaria lettura di gioco lo resero un modello per intere generazioni di difensori. Non a caso veniva considerato il prototipo del libero moderno, capace di impostare l'azione e comandare il reparto con un semplice sguardo.

Il capitano della Nazionale e l'ultima apparizione

Con la maglia azzurra, Baresi fu campione del mondo nel 1982 — pur senza scendere in campo — e vice-campione ai Mondiali di USA 1994, quando tornò in campo in finale a tempo di record dopo un infortunio al menisco, prima dell'amara sconfitta ai rigori contro il Brasile. Totalizzò numerose presenze in azzurro, indossando spesso la fascia di capitano e diventando un punto di riferimento anche per la Nazionale.

La sua ultima apparizione pubblica risale al febbraio 2026, quando portò la fiaccola olimpica alla cerimonia di apertura dei Giochi di Milano-Cortina, allo stadio di San Siro, al fianco dell'amico Beppe Bergomi. Un'immagine che oggi, dopo la morte di Franco Baresi, assume un valore ancora più commovente: il capitano già provato dalla malattia che si presenta comunque davanti al suo pubblico, nel tempio del calcio milanese.

Le reazioni e i funerali dopo la morte di Franco Baresi

Il cordoglio è stato unanime. Paolo Maldini, suo erede in campo, ha scritto: "Sei stato il calciatore più forte con cui abbia mai avuto l'onore di giocare". Fabio Capello lo ha ricordato come "un capitano umile, onesto e imbattibile", mentre Roberto Baggio ha affidato ai social poche parole cariche di dolore. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ne ha sottolineato "lealtà, serietà e dedizione". Le testimonianze, raccolte anche da Sky Sport, restituiscono l'immagine di un uomo rispettato ben oltre le rivalità.

La FIGC ha disposto un minuto di silenzio prima di tutte le partite in programma nel weekend. I funerali si terranno martedì 4 agosto 2026, alle ore 11, nella Basilica di Sant'Ambrogio a Milano, preceduti da una veglia privata riservata ai familiari e agli amici più stretti. Quindi il sindaco Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino nel giorno delle esequie, mentre Travagliato, il paese natale, ha indetto tre giorni di lutto.

Nelle ore successive alla scomparsa, migliaia di tifosi si sono radunati davanti ai cancelli di San Siro, trasformando l'ingresso dello stadio in un altare improvvisato di sciarpe, fiori e messaggi. Perché Baresi non è stato soltanto un campione, ma un simbolo di identità per intere generazioni di milanisti. La sua figura, sobria e lontana dai riflettori, ha rappresentato per decenni un modello di professionalità e attaccamento ai colori sempre più raro nel calcio contemporaneo.

Per approfondire l'attualità e la cronaca italiana di questi giorni, resta aggiornato con la nostra sezione Sport e con gli altri approfondimenti di cronaca pubblicati su afgmagazine.news.

Infine, resta il ricordo di un uomo che ha fatto della coerenza la sua bandiera. La morte di Franco Baresi chiude un capitolo del calcio italiano, ma la sua eredità — fatta di silenzi, sguardi alti e fedeltà a un solo colore — resterà per sempre parte della leggenda rossonera.

Le ultime

Newsletter

Ogni articolonella tua posta

Scegli tu quanto spesso e su quali temi. Te ne vai con un clic, quando vuoi.

Quanto spesso