Morte di Abbe Lane, la regina del cha cha cha
La morte di Abbe Lane chiude un capitolo del varietà internazionale: la regina del cha cha cha, 93 anni, conquistò l'Italia recitando con Totò, De Sica e Sordi.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

La morte di Abbe Lane chiude uno dei capitoli più scintillanti del varietà internazionale del Novecento. La diva statunitense, ricordata da generazioni di spettatori come la «regina del cha cha cha», si è spenta a 93 anni a Los Angeles: la scomparsa, avvenuta per cause naturali lo scorso 25 aprile, è stata confermata soltanto in questi giorni dal figlio Steven Leff. Cantante, ballerina e attrice, Abbe Lane fu una delle poche stelle americane capaci di conquistare Hollywood, Broadway e, soprattutto, il pubblico italiano.
Morte di Abbe Lane: si spegne la regina del cha cha cha
La notizia della morte di Abbe Lane ha fatto il giro del mondo dello spettacolo con qualche mese di ritardo, complice la volontà della famiglia di custodire un addio privato. Nata a Brooklyn il 14 dicembre 1932 come Abigail Francine Lassman, cresciuta a Manhattan e diplomata alla High School of Music and Art, Abbe Lane iniziò giovanissima come modella e cantante radiofonica.
Il talento vocale e una presenza scenica magnetica la trasformarono presto in un'icona del secondo dopoguerra. Infatti fu proprio la sua interpretazione dei ritmi latinoamericani a valerle il soprannome che l'avrebbe accompagnata per tutta la vita. Parlava quattro lingue e portava sul palco un'eleganza sofisticata, sospesa tra il glamour hollywoodiano e la sensualità del ballo caraibico.

Dalla Broadway all'Italia: gli anni di Totò e De Sica
Se negli Stati Uniti Abbe Lane recitò in pellicole come Wings of the Hawk (1953), The Americano (1955) e Chicago Syndicate (1955), fu in Italia che la sua carriera cinematografica trovò terreno fertile. Tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta girò quasi venti film, diventando un volto amatissimo della commedia all'italiana.
Recitò accanto ad Alberto Sordi in Lo scapolo (1955), poi con Totò e Vittorio De Sica in Totò, Vittorio e la dottoressa (1957) e ancora con Totò in Totò, Eva e il pennello proibito (1959), diretta da Steno. Seguirono Donatella (1956), Parola di ladro (1957), Il mio amico Jekyll (1960) e I baccanali di Tiberio (1960). Tuttavia il suo raggio d'azione non si fermava al grande schermo: a Broadway brillò nel musical Oh, Captain! (1958) al fianco di Tony Randall, mentre negli Stati Uniti fu ospite fissa dei salotti televisivi, dall'Ed Sullivan Show al Tonight Show.
La sua versatilità le permise di attraversare generi e formati diversi: comparve anche in serie leggendarie della televisione americana, da Naked City fino a un episodio di Ai confini della realtà (The Twilight Zone), a conferma di una carriera che non conobbe mai una vera battuta d'arresto. Perché, oltre alla voce, Abbe Lane possedeva un'ironia e una disinvoltura che la rendevano perfetta sia per il dramma sia per la commedia.
In Italia il pubblico la ritrovò anche in tv, da Casa Cugat a Il Giocondo, consolidando un legame affettivo che sarebbe durato decenni, come ricostruito anche da Sky TG24. La sua stella campeggia ancora oggi sulla Hollywood Walk of Fame.
Il matrimonio con Xavier Cugat e le ombre del successo
La svolta professionale porta il nome di Xavier Cugat, il celebre direttore d'orchestra spagnolo che la scoprì e la volle come voce della sua band latina. I due si sposarono nel 1952: lei aveva poco meno di vent'anni, lui ne aveva quasi cinquanta. Insieme diventarono una delle coppie più fotografate del jet set, tra dischi, tournée e apparizioni glamour.

Dietro i riflettori, però, si nascondeva un rapporto difficile. Nel romanzo autobiografico But Where Is Love? (1993) l'artista raccontò anni di controllo psicologico: «Mi diceva quando mangiare, quando dormire e quando fare qualsiasi cosa. Non aveva senso discutere: la sua volontà prevaleva sempre». La coppia divorziò nel 1964, come ricorda anche Adnkronos. Poco dopo Abbe Lane sposò l'agente Perry Leff, al suo fianco fino alla morte di lui nel 2020.
L'eredità internazionale di una diva senza confini
Perché la morte di Abbe Lane tocca una corda così profonda anche in Italia? La risposta sta nella sua capacità di fare da ponte tra due mondi. In un'epoca in cui il divismo americano guardava con distanza al cinema europeo, lei scelse Roma, imparò a muoversi tra i set di Cinecittà e regalò leggerezza a un genere, la commedia, che stava scrivendo la storia del nostro cinema.
Quindi il suo addio non è soltanto il tramonto di una star del varietà, ma anche un tassello che si aggiunge alla lunga stagione di lutti che sta segnando il grande schermo internazionale. Restano le sue canzoni, i suoi film e l'immagine di una donna che, tra glamour e fragilità, seppe reinventarsi più volte. Infine resta il ricordo di una diva che aveva fatto del ritmo la propria firma. Abbe Lane lascia i figli Steven e Andrew Leff e la nipote Kaia.


