Brigata ebraica corteo Milano: cacciata, Meloni reagisce
Brigata ebraica corteo Milano: cacciata sotto scorta tra slogan antisemiti, bandiere di Hamas e la dura reazione di Meloni. Cronaca del 25 aprile 2026.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

La Brigata ebraica corteo Milano è stata costretta ad abbandonare la manifestazione del 25 aprile 2026 sotto scorta delle forze dell'ordine, dopo essere stata insultata e bloccata da gruppi antagonisti e attivisti pro-Pal. L'episodio, avvenuto all'incrocio tra Corso Venezia e via Senato, ha riacceso lo scontro politico nella Festa della Liberazione e ha provocato l'immediata reazione della premier Giorgia Meloni, che ha parlato apertamente di un "problema" democratico nel Paese.

Brigata ebraica corteo Milano: cacciata tra insulti e bandiere di Hamas
Il corteo milanese, partito da via Boschetto e via Palestro, ha visto la Brigata ebraica corteo Milano bloccata per oltre un'ora e mezza all'altezza di Corso Venezia. Secondo la ricostruzione del Giornale, militanti dei Carc, dei centri sociali Leoncavallo e Lambretta e collettivi studenteschi hanno aperto la contestazione al gruppo della Brigata, urlando "Fuori i sionisti dal corteo" e "Palestina libera dal fiume fino al mare".
Tra gli slogan più gravi è circolata la frase "Siete solo saponette mancate", evocazione esplicita della Shoah rivolta ai militanti che sfilavano con il vessillo della Brigata ebraica, l'unità del Mandato britannico che combatté nella Resistenza italiana. Inoltre nel corteo sono comparse bandiere di Hamas, Hezbollah, della Palestina e della Repubblica islamica iraniana, accanto a cartelli con la scritta "Meloni sei tu la terrorista" e "Fermiamo il genocidio".
Circa cento manifestanti pro-Pal hanno seguito la Brigata ebraica mentre veniva accompagnata fuori dal corteo verso piazza Cavour. Sul posto erano presenti anche il deputato Pd Emanuele Fiano, il presidente della comunità ebraica milanese Walker Meghnagi e il direttore del Museo della Brigata ebraica Davide Romano. Quest'ultimo, secondo Il Sole 24 Ore, ha definito l'allontanamento "un fatto grave" e ha precisato che "siamo stati espulsi dalla polizia" per ragioni di sicurezza.
Meloni: "Aggressioni da chi dice di difendere la libertà"
La reazione politica più dura è arrivata dalla presidente del Consiglio. In una nota diffusa nel pomeriggio e ripresa da Tgcom24, Meloni ha denunciato la "Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo sotto scorta delle Forze dell'ordine". La premier ha quindi rincarato la dose: "Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema".
Meloni non si è limitata al caso milanese. Ha citato anche le aggressioni a chi sfilava con la bandiera ucraina, l'anziana impedita a partecipare al corteo, i sindaci eletti insultati e le targhe dei martiri delle Foibe imbrattate. Tuttavia il cuore politico del messaggio è rimasto Milano: la Brigata ebraica corteo Milano è diventata, agli occhi del governo, il simbolo di un antifascismo che ha smarrito il proprio perimetro.

Piantedosi: "Vergognoso, isolare gli estremisti"
Sulla stessa linea il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che ha definito "vergognoso e inaccettabile" che si registrino ancora episodi di intolleranza e attacchi contro la comunità ebraica, "come avvenuto a Milano". Il Viminale ha quindi richiamato la necessità di "isolare gli estremisti e gli antagonisti" che ogni anno trasformano il 25 aprile in un terreno di scontro.
Piantedosi ha collegato i fatti milanesi a un altro episodio grave della giornata, avvenuto a Roma: tre colpi sparati con una pistola ad aria compressa contro una coppia di iscritti dell'Anpi, feriti al collo e alla spalla nei pressi di piazza San Paolo. Un uomo in scooter ha aperto il fuoco mentre la coppia indossava il fazzolettone partigiano. La procura di Roma ha aperto un fascicolo per lesioni aggravate.
Mattarella e la cornice istituzionale del 25 aprile 2026
Mentre nelle piazze divampava la tensione, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha celebrato l'81° anniversario della Liberazione a San Severino Marche. Il Capo dello Stato ha ribadito che il 25 aprile è "festa di tutti gli italiani che amano la libertà" e ha rilanciato il monito "ora e sempre Resistenza", mettendo in guardia da tentativi "antistoricamente sbagliati" di indebolire l'Onu e l'integrazione europea.
Meloni, deponendo la corona all'Altare della Patria, aveva parlato di "momento di riflessione collettiva e coesione nazionale", rivendicando il ruolo dell'Italia come "nazione forte e autorevole" sul piano europeo e internazionale. Infatti la giornata, che doveva celebrare l'unità della memoria antifascista, si è infranta sulla frattura aperta dalla guerra a Gaza.

Brigata ebraica corteo Milano: una frattura politica che si ripete
Il caso della Brigata ebraica corteo Milano non è isolato. Già nel 2024 i militanti della Brigata erano stati contestati e bloccati lungo lo stesso percorso, ma quest'anno la tensione ha raggiunto l'apice con slogan apertamente antisemiti. Il fatto che la principale scintilla arrivi dall'interno di un corteo organizzato da Anpi, Cgil, Pd e Forza Italia, con la presenza istituzionale del sindaco Giuseppe Sala, mostra la profondità della spaccatura.
Inoltre la giornata si chiude con il governo che incassa un argomento politico forte. Dopo lo scontro diplomatico con Mosca dei giorni scorsi (vedi Solovyov contro Meloni e la convocazione dell'ambasciatore) e il difficile passaggio parlamentare del decreto sicurezza con la fiducia in Camera, l'esecutivo trova nelle aggressioni del 25 aprile un terreno mediatico congeniale.
Il Pd, attraverso Fiano, ha denunciato l'espulsione "perché abbiamo la stella di David sulle nostre bandiere"; tuttavia la sinistra italiana esce dalla giornata divisa tra chi rivendica il diritto della Brigata ebraica a sfilare e chi giustifica la contestazione in nome della causa palestinese. Quindi la frattura politica resta aperta e probabilmente influenzerà il dibattito delle prossime settimane sull'antisemitismo in Italia.
Cosa aspettarsi dopo il 25 aprile 2026
Il presidente della Comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi ha annunciato che chiederà ad Anpi e organizzatori una presa di posizione netta. Infine restano sul tavolo le indagini della procura di Milano sui responsabili dei cori antisemiti e quella di Roma sull'aggressione ai due iscritti dell'Anpi.
La Brigata ebraica corteo Milano rappresenta perciò il punto di crisi di un 25 aprile che il presidente Mattarella avrebbe voluto unitario e che si è invece consumato tra commemorazioni istituzionali, slogan estremi e una premier che, dall'opposizione di un tempo al governo di oggi, ha trasformato la giornata della Liberazione nell'ennesimo banco di prova della tenuta democratica del Paese.


