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CinemaEconomia e Finanza

Cinema a 3,50 euro: quattro giorni senza la domenica

Il cinema a 3,50 euro torna dal 21 al 24 settembre con la nona e ultima edizione di Cinema in Festa. Ma il progetto ne prometteva cinque, di giorni: manca la domenica, che nelle due edizioni del 2025 valeva fino al 35,1% delle presenze.

Di Marietou Dione

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Sala cinematografica storica vuota vista dalla platea: il cinema a 3,50 euro torna dal 21 al 24 settembre
Immagine generata con IA

Il cinema a 3,50 euro torna in tutta Italia da lunedì 21 a giovedì 24 settembre. È la nona edizione di Cinema in Festa, l'iniziativa promossa da ANEC e ANICA con il supporto del Ministero della Cultura e in collaborazione con il David di Donatello – Accademia del Cinema Italiano. Quattro giorni, un prezzo unico, tutti i film in cartellone. Tuttavia c'è un dettaglio che nessun lancio d'agenzia ha messo in fila: quest'anno la promozione dura quattro giorni e non i cinque previsti dal progetto, e il giorno che manca è la domenica.

Non è una sfumatura di calendario. Nelle edizioni in cui c'era, la domenica valeva da sola quasi un terzo dell'intera promozione.

Cinema a 3,50 euro: cinque giorni promessi, quattro realizzati

La pagina L'iniziativa del sito ufficiale cinemainfesta.it è ancora online e descrive il programma nella sua formulazione originaria: «CINEMA IN FESTA è il progetto che ha visto il suo debutto nel 2022 e che proseguirà fino al 2026: ogni anno, nei mesi di giugno e settembre, per 5 giorni dalla domenica al giovedì, il biglietto sarà accessibile a soli 3,50€ per tutti i film e in tutta Italia». Identica la formula nel comunicato ANEC della settima edizione, quella del 21-25 settembre 2025: cinque giorni, dalla domenica al giovedì.

Quello schema, fino all'anno scorso, era anche la pratica: la settima edizione del cinema a 3,50 euro è partita domenica 21 e si è chiusa giovedì 25 settembre 2025, come recita il comunicato che la annunciava. Poi qualcosa è cambiato. L'ottava si è svolta da lunedì 15 a giovedì 18 giugno 2026 e la nona va da lunedì 21 a giovedì 24 settembre: due edizioni consecutive di quattro giorni, entrambe senza il giorno di apertura previsto dal progetto.

Il cambio è passato anche nei documenti. Il comunicato ANICA di giugno descrive ormai «una pianificazione quinquennale fino a settembre 2026» che fissa «quattro giorni a giugno e a settembre». Cinque nella carta fondativa, quattro nella pratica: la formula del cinema a 3,50 euro è stata riscritta in corsa, senza che nessuno lo annunciasse.

La domenica valeva un terzo dell'edizione

Quel giorno in meno non è un giorno qualsiasi. I dati Cinetel delle due edizioni del 2025 — le ultime in cui il cinema a 3,50 euro comprendeva la domenica — dicono che era di gran lunga la giornata più forte della promozione.

Nella settima edizione, quella del settembre 2025, il cinema a 3,50 euro staccò 764.368 biglietti per 3.300.605 euro. La ripartizione per giornata, pubblicata da Box Office, è impietosa: domenica 21 settembre 228.871 presenze, lunedì 92.431, martedì 125.063, mercoledì 156.558, giovedì 161.445. La domenica da sola pesava il 29,9% dell'edizione e valeva 1,7 giornate medie del cinema a 3,50 euro.

Per giugno 2025 il conto si fa per differenza, e qui il numero diventa clamoroso. Quell'edizione del cinema a 3,50 euro chiuse a 963.029 presenze, dato ufficiale ANEC. Le quattro giornate da lunedì a giovedì, pubblicate sempre da Box Office, sommano 625.220 presenze. Ne segue che quella domenica portò in sala 337.809 spettatori: il 35,1% dell'intera edizione, più del doppio di una giornata media. È una sottrazione, non un dato dichiarato, e va letta come tale — ma i due addendi sono entrambi pubblici.

Insomma: il cinema a 3,50 euro ha rinunciato al giorno che gli portava un terzo del pubblico. E lo ha fatto in silenzio.

File di poltrone vuote in una sala: la domenica esclusa dal cinema a 3,50 euro valeva un terzo delle presenze
Nelle due edizioni del 2025 la domenica valeva il 35,1% delle presenze a giugno e il 29,9% a settembre. · Immagine generata con IA

Il +15% di giugno nasconde tre giorni in calo

L'ottava edizione, la prima di cinema a 3,50 euro senza domenica e che avevamo raccontato alla vigilia, ha chiuso a 721.777 presenze. Confrontata con le 963.029 di giugno 2025 è un −25,1%. Nessuno però l'ha raccontata così, e per una ragione tecnica difendibile: con un giorno in meno i due totali non sono paragonabili. Box Office ha quindi confrontato il lunedì-giovedì 2026 del cinema a 3,50 euro con il lunedì-giovedì 2025, ottenendo un rassicurante +15,4%. Il numero è corretto. È anche l'unico che è stato ripreso.

Perché il dettaglio giornaliero racconta un'altra storia. Lunedì 15 giugno: 124.680 presenze contro 125.728 dell'anno prima, −0,8%. Martedì 16: 144.899 contro 153.193, −5,4%. Mercoledì 17: 147.483 contro 174.468, −15,5%. Tre giorni su quattro in flessione. L'intera crescita del cinema a 3,50 euro è arrivata da giovedì 18: 304.715 presenze contro 171.831, +77,3%.

E quel giovedì ha un nome preciso. Toy Story 5, uscito proprio quel giorno, ha da solo staccato 204.684 dei 304.715 biglietti della giornata: il 67,2%. Depurando l'aritmetica dal solo titolo Pixar — un esercizio di calcolo, non una previsione — il giovedì scenderebbe a circa 100.031 presenze, cioè un −41,8% sul giovedì 2025, e l'edizione chiuderebbe intorno alle 517.000, un −17,3% sulla stessa finestra dell'anno precedente. Il segno più, quindi, è l'uscita di un film d'animazione americano.

Cinema a 3,50 euro: più spettatori, meno incassi

C'è poi la voce che una promozione dovrebbe spiegare prima di tutte le altre: quanto ha incassato. L'ottava edizione ha prodotto 2.660.663 euro. CineGuru ha messo quella cifra accanto alle settimane confinanti, ed è lì che il meccanismo del cinema a 3,50 euro si mostra per quello che è.

Nella settimana precedente, da lunedì 8 a giovedì 11 giugno, a prezzo pieno, le sale italiane avevano fatto 445.777 presenze e 3.252.970 euro. Nella settimana della promozione: 721.777 presenze e 2.660.663 euro. Tradotto: +61,9% di spettatori e 592.307 euro in meno di incasso, cioè un −18,2%. Nella settimana successiva, 22-25 giugno, ancora a prezzo pieno: 394.754 presenze e 2.749.033 euro — di nuovo più soldi con quasi la metà del pubblico.

Il biglietto medio racconta la stessa cosa in una riga sola: 7,30 euro nella settimana prima, 3,69 euro nei quattro giorni scontati, 6,96 euro nella settimana dopo. Il cinema a 3,50 euro riempie le poltrone e dimezza il ricavo per poltrona. Infatti la domanda che il quinquennio avrebbe dovuto sciogliere è proprio questa: quel pubblico in più torna a prezzo pieno, oppure impara ad aspettare lo sconto? A cinque anni dal debutto, nessuno dei due promotori ha pubblicato una risposta.

Atrio di un cinema deserto la sera: il cinema a 3,50 euro riempie le sale ma dimezza l'incasso per spettatore
Nei quattro giorni di giugno il biglietto medio è sceso da 7,30 a 3,69 euro: più pubblico, meno incasso della settimana precedente. · Immagine generata con IA

L'estate dei record e la quota italiana al 3%

I due presidenti hanno presentato la nona edizione del cinema a 3,50 euro con toni trionfali, e i numeri dell'estate glielo permettono. «Siamo reduci da un'estate storica, che ha segnato un vero e proprio punto di svolta per l'esercizio cinematografico», ha dichiarato Fabrizio Larini, presidente ANEC. «Il ritorno di Cinema in Festa sarà l'atto conclusivo di quella che si è rivelata la migliore estate cinematografica di sempre», gli ha fatto eco Paolo Orlando, presidente dell'Unione Editori e Distributori ANICA.

L'estate alle spalle del cinema a 3,50 euro è davvero da record: fra il 1° giugno e il 31 agosto le sale italiane hanno incassato 162,3 milioni di euro con 20,8 milioni di presenze, il miglior trimestre estivo mai rilevato da Cinetel, superiore del 46,5% al precedente primato del 2024. Tuttavia due soli titoli — Odissea con 54,6 milioni e Spider-Man: Brand New Day con 36,9 — valgono 91,5 milioni, cioè il 56,4% dell'intero record.

Il contraltare lo abbiamo già raccontato in questa analisi sul box office dell'estate 2026: fra il 1° giugno e il 23 agosto i film italiani hanno raccolto circa 4,5 milioni di euro, il 3% scarso del mercato, contro il 7% dell'anno precedente. Quindi l'estate migliore di sempre è anche quella in cui la quota del prodotto nazionale si è più che dimezzata. Non a caso il palinsesto del cinema a 3,50 euro di settembre mette in vetrina sia Odissea e Spider-Man: Brand New Day sia quattro titoli italiani freschi di festival: I Figli della Scimmia, The Echo Chamber, Serpenti e Ritorno a Buenos Aires.

Cinema a 3,50 euro: la nona edizione è anche l'ultima

C'è infine il fatto che rende questi quattro giorni diversi da tutti i precedenti, e che non compare in nessuno dei lanci del 18 settembre. Il progetto, per sua stessa definizione, finisce qui. «Ha visto il suo debutto nel 2022 e proseguirà fino al 2026», recita il sito ufficiale; «una pianificazione quinquennale fino a settembre 2026», ribadisce ANICA. Settembre 2026 è adesso, e questa nona tornata di cinema a 3,50 euro è l'ultima prevista dal piano.

Un indizio della transizione in corso sta nel titolo stesso della circolare con cui ANEC ha aperto l'edizione ai propri associati, la numero 081 del 16 settembre 2026: «Apertura cinema in festa e chiusura Cinema Revolution». Il testo è riservato ai soci, ma l'intestazione dice già che lo stesso documento che accende l'ultima promozione spegne la campagna estiva che la conteneva. Del resto il sito dell'iniziativa non è stato aggiornato: la pagina L'iniziativa descrive ancora la settima edizione del settembre 2025, l'home page parla di «ottava edizione» mentre in sala sta per partire la nona.

Il cinema a 3,50 euro chiude dunque un quinquennio che ha prodotto una certezza e un interrogativo. La certezza è che lo sconto porta gente: nei quattro giorni di giugno le sale hanno fatto il 61,9% di spettatori in più rispetto alla settimana precedente a prezzo pieno. L'interrogativo riguarda il resto, ed è quello che nessun comunicato affronta: se dopo cinque anni la formula ha dovuto perdere il suo giorno migliore per restare sostenibile, allora il quinquennio non ha misurato quanto il pubblico ami il cinema a 3,50 euro, ma quanto a lungo distributori ed esercenti possano permetterselo. La risposta, per ora, è: cinque anni e un giorno in meno.

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