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Cinema

Incassi cinema italiano 2026: maggio record da trent'anni

Incassi cinema italiano 2026: maggio chiude a 59,6 milioni di euro e 7,5 milioni di spettatori, il miglior mese dell'era Cinetel dal 1995. La quota italiana consolidata vale il 34% del botteghino.

Di Vincenzo Pollice

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Incassi cinema italiano 2026: folla davanti a una sala cinematografica con luci dorate
Immagine generata con IA

Incassi cinema italiano 2026: il maggio da record dell'era Cinetel

Gli incassi cinema italiano 2026 hanno chiuso maggio con un dato che riporta indietro le lancette di trent'anni. Secondo l'elaborazione Cinetel diffusa nei primi giorni di giugno, le sale tricolore hanno totalizzato 59.643.598 euro nel solo mese di maggio, con 7.592.186 spettatori complessivi. È il miglior mese di maggio mai registrato da quando, nel 1995, Cinetel ha cominciato la rilevazione informatica del botteghino italiano. Il salto sull'anno precedente è violento: +86,38% sui ricavi di maggio 2025 e +146,08% sullo stesso periodo del 2024, mentre le presenze crescono del 72,46% e del 126,58%. Numeri che non si vedevano dall'epoca pre-multisala, prima che la frammentazione dell'offerta televisiva e poi lo streaming ridimensionassero la centralità della sala.

La novità non è soltanto contabile, è soprattutto culturale. Per la prima volta dal 2019 il consolidato dei cinque mesi torna a ridosso del livello pre-pandemia: 273,4 milioni cumulati al 31 maggio, soltanto -3,89% rispetto al 2019 e in crescita del 29,14% sull'analogo periodo 2025. Il dato fotografa una sala che ha smesso di essere considerata residuale e ricomincia a competere con il divano e con gli abbonamenti, almeno nei mesi in cui un titolo evento riesce a calamitare il pubblico.

Il traino del Diavolo veste Prada 2 e la sorpresa degli horror

Il motore del mese è hollywoodiano. Il Diavolo veste Prada 2, distribuito da Walt Disney, ha incassato 26.147.611 euro nel solo maggio con 3.265.591 spettatori, confermandosi il film del momento e trainando da solo quasi la metà del botteghino mensile. Dietro al sequel di David Frankel si è piazzato Michael, biopic Universal su Michael Jackson che ha portato a casa 14,5 milioni nel mese, mentre The Mandalorian and Grogu di Disney chiude il podio con 2,5 milioni. La componente statunitense ha così rappresentato l'85,04% degli incassi mensili, pari a 50,8 milioni di euro.

Tuttavia, la vera sorpresa di maggio non sono i blockbuster, ma due horror a basso budget. Backrooms e Obsession, secondo l'analisi Cinetel rilanciata dalla stampa di settore, hanno tenuto la corrente del passaparola per settimane e moltiplicato le presenze dei multisala periferici, dimostrando quanto sia diventato decisivo il pubblico under 25 quando intercetta un fenomeno virale. Inoltre, la programmazione del lungo ponte del 2 giugno ha allungato la coda di mercato, prolungando l'effetto sui weekend successivi.

Il consolidato Italia al 34%: Buen Camino, Sorrentino e Muccino

Sul mese, la fotografia tricolore è meno brillante: i film italiani pesano solo per il 4,82% degli incassi di maggio (5,93% includendo le coproduzioni), in arretramento rispetto al maggio 2025. Eppure, se si allarga lo sguardo ai primi cinque mesi del 2026, il quadro si capovolge. Il cinema italiano vale il 34% del botteghino consolidato, una quota che gli operatori considerano «trionfale» visto che la soglia di tenuta storica è il 30%. È il miglior dato dal 2016 ed è dovuto soprattutto allo strascico di Buen Camino di Gennaro Nunziante con Checco Zalone, uscito a Natale 2025 e arrivato a 76,5 milioni in stagione, davanti a Avatar – La via dell'acqua.

A reggere la quota italiana hanno contribuito anche La grazia di Paolo Sorrentino, distribuita da PiperFilm, e Le cose non dette di Gabriele Muccino, in sala con Vision Distribution. Infatti, in alcuni weekend di inizio anno tre film italiani sono comparsi contemporaneamente nella top ten — circostanza che non si verificava dal 2016. Il presidente Anica Alessandro Usai, in occasione della conferenza Cinetel di fine 2025, lo aveva anticipato: «Il prodotto italiano conferma la sua forza, il risultato è positivo anche senza considerare il successo di Buen Camino».

Incassi cinema italiano 2026: il consolidato accanto al 2019

Gli incassi cinema italiano 2026 raccontano dunque due velocità distinte. Da un lato, i mesi forti (gennaio con il pieno Zalone, maggio con il pieno Prada 2) si avvicinano ai picchi degli anni Novanta. Dall'altro, le presenze restano comunque inferiori del 16% rispetto al 2019: la sala ha guadagnato fatturato, ma non ha ancora recuperato gli spettatori, anche perché il prezzo medio del biglietto è cresciuto in maniera significativa. È una crescita per valore, non per volume — la stessa traiettoria osservata in Francia, Germania e Spagna nel post-pandemia.

Il dato sulla market share dei distributori conferma la dipendenza dalle major: Walt Disney ha chiuso maggio con il 48,16% (28,7 milioni), Universal con il 30,05% (17,9 milioni). Di conseguenza, quando le major rallentano l'output, il botteghino italiano risente immediatamente del vuoto, come accaduto nei mesi successivi allo sciopero di Hollywood 2023. Perciò il vero stress-test del 2026 non sarà maggio, ma l'estate: senza un titolo italiano in grado di tenere la sala calda fra giugno e agosto, la quota tricolore consolidata rischia di scivolare sotto il 30%.

Il paradosso: incassi cinema italiano 2026 in volata, fondi pubblici tagliati

La festa contabile si scontra con il quadro di politica industriale del settore. Mentre il botteghino corre, il Fondo cinema e audiovisivo è sceso dai 696 milioni effettivamente distribuiti nel 2025 a 606 milioni nel 2026, per poi stabilizzarsi a 500 milioni dal 2027. I contributi selettivi alle opere prime e seconde sono stati ridotti del 54%, gli automatici azzerati e il credito d'imposta per l'esercizio sale tagliato dell'80%. Anica, Apa e Cna Cinema parlano apertamente di «crisi strutturale» mentre Cinetel certifica il miglior maggio da trent'anni.

È un paradosso che pesa sul medio periodo. Gli incassi del 2026 raccontano il successo della produzione che era stata finanziata negli anni della dotazione straordinaria del Fondo (oltre 700 milioni con il meccanismo dello «splafonamento» 2021-2025): Buen Camino, La grazia, Le cose non dette sono tutti progetti varati quando il sistema di sostegno era pieno. La domanda che fa il presidente di Cna Cinema Gianluca Curti è proprio questa: con il Fondo dimezzato, chi produrrà nel 2027-2028 i film che oggi riempiono le sale? Per approfondire il quadro politico-industriale, si può rileggere la cronaca del comparto cinema degli ultimi mesi.

Cosa aspettarsi dall'estate degli incassi cinema italiano 2026

L'agenda di giugno offre poche certezze. Il Diavolo veste Prada 2 resta in sala con la coda di passaparola, ma l'output Disney rallenta in vista dell'autunno. Spider-Man: Brand New Day di Destin Daniel Cretton è atteso in Italia il 29 luglio (due giorni prima degli Stati Uniti) e dovrebbe coprire la fascia adolescenziale. Sul fronte italiano, la stagione delle uscite forti si riapre soltanto in autunno, con l'attesa per il nuovo Tornatore The First Dollar presentato a New York alla National Italian American Foundation e con il prossimo film di Gianni Amelio annunciato durante i David di Donatello.

Nel frattempo, la sala scommette sui festival: il Milano Film Fest si chiude proprio in questi giorni (4-9 giugno), Il Cinema Ritrovato a Bologna apre il 20 giugno con la prima mondiale del restauro 4K di Aurora di Murnau, mentre Pitti Uomo a Firenze porta in città produzioni indipendenti e premiere fuori sala. Infine, all'orizzonte resta il banco di prova di Venezia 82, con un'edizione che dovrà confermare il ritorno italiano in concorso dopo l'assenza di Cannes 2026. Quindi, il vero indicatore dell'anno non sarà il record di maggio, ma la capacità del sistema sala di reggere un'estate in cui storicamente il pubblico italiano premia altre forme di intrattenimento.

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