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Cinema

David Donatello 2026 vincitori: trionfa Le città di pianura

David Donatello 2026 vincitori: Le città di pianura di Francesco Sossai trionfa con otto statuette nella 71ª edizione. Quattordici candidature a vuoto per La grazia di Sorrentino, edizione segnata dalla protesta dei lavoratori del cinema.

Di Marietou Dione

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

David Donatello 2026 vincitori statuetta dorata su piedistallo rosso
Immagine generata con IA

I David Donatello 2026 vincitori hanno consegnato la 71ª edizione del premio nelle mani di un piccolo film veneto: Le città di pianura di Francesco Sossai porta a casa otto statuette, schiacciando La grazia di Paolo Sorrentino, che chiude a zero nonostante quattordici candidature. La cerimonia, andata in onda su Rai 1 il 6 maggio dal nuovo Teatro 23 di Cinecittà, ha incoronato un cinema d'autore di provincia, premiato attori non da copertina e dato voce a una platea di lavoratori in protesta.

David Donatello 2026 vincitori statuetta dorata su piedistallo rosso
La statuetta del David di Donatello, simbolo della 71ª edizione del premio del cinema italiano. · Immagine generata con IA

David Donatello 2026 vincitori: il trionfo di Le città di pianura

A guidare l'edizione 2026 è un dramma italo-tedesco da appena cento minuti, ambientato nel Veneto rurale, prodotto da Vivo Film con Rai Cinema. Le città di pianura conquista otto David sui sedici per cui era candidato: miglior film, miglior regia a Francesco Sossai, miglior attore protagonista a Sergio Romano, miglior sceneggiatura originale (Sossai e Adriano Candiago), miglior montaggio (Paolo Cottignola), miglior canzone originale (Krano per Ti), miglior casting e miglior produttore.

Fra i David Donatello 2026 vincitori più premiati, Sossai alla terza opera racconta due amici di bevute alle prese con la leggenda di un tesoro nascosto e un giovane architetto in cerca di sé. La Lucky Red lo aveva distribuito il 2 ottobre 2025 senza grandi clamori. Adesso è il film italiano dell'anno, in linea con quanto già lasciavano intuire le nomination presentate il 1° aprile, quando la pellicola di Sossai aveva sorpreso tutti scavalcando Sorrentino in vetta alle candidature.

Alle spalle di Le città di pianura si piazza Primavera di Damiano Michieletto con quattro David, tutti tecnici: miglior compositore (Fabio Massimo Capogrosso), miglior acconciatura, migliori costumi e miglior suono. Le assaggiatrici di Silvio Soldini e La città proibita di Gabriele Mainetti chiudono a tre statuette ciascuno. Tuttavia il dato che pesa più di ogni altro è la sconfitta totale di La grazia: Sorrentino, Toni Servillo e Anna Ferzetti escono a mani vuote dalla serata.

Aurora Quattrocchi e gli attori protagonisti dei David Donatello 2026 vincitori

Nella categoria miglior attrice protagonista vince Aurora Quattrocchi, 83 anni, per Gioia mia di Margherita Spampinato. «Mi auguro che il cinema possa avere sempre più successo, fantasia e gioia. Gioia mia!», ha gridato dal palco, con un'energia che ha messo d'accordo critica e social. Spampinato si porta a casa anche il David per il miglior esordio alla regia, confermando la forte presenza femminile fra le opere prime già segnalata in fase di candidature.

Sergio Romano, attore bresciano del 1965, batte il collega di set Pierpaolo Capovilla e si aggiudica il miglior attore protagonista. Fra i non protagonisti dominano Matilda De Angelis per Fuori di Mario Martone, unica statuetta del film, e Lino Musella per Nonostante di Valerio Mastandrea. Entrambi i discorsi hanno toccato la cronaca: De Angelis ha citato Goliarda Sapienza e la responsabilità civile dell'arte, mentre Musella ha chiuso con un netto «non smetterò mai di dire Palestina libera», ringraziando i lavoratori della Global Sumud Flotilla.

Teatro 23 Cinecittà cerimonia David di Donatello 71 platea poltrone rosse
Il nuovo Teatro 23 di Cinecittà, sede della cerimonia dei David di Donatello 2026 in diretta su Rai 1. · Immagine generata con IA

Premi alla carriera, internazionale e dello spettatore

Il David alla Carriera è andato a Gianni Amelio, accolto da una standing ovation. «Io la carriera non la conosco, è un termine che mi fa pensare a truffe», ha esordito il regista calabrese, che ha approfittato del palco per annunciare un nuovo film con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea, intitolato Nessun dolore. Il David Speciale è stato consegnato a Ornella Muti, mentre il Premio Speciale Cinecittà 71 è andato come previsto a Vittorio Storaro, omaggiato da Stefania Sandrelli con un montaggio di immagini da Apocalypse Now, Reds e L'ultimo imperatore.

Il David al miglior film internazionale è stato assegnato a Una battaglia dopo l'altra (One Battle After Another) di Paul Thomas Anderson, libero adattamento di Vineland di Thomas Pynchon con Leonardo DiCaprio e Sean Penn. Il David dello Spettatore se l'è preso invece Buen Camino di Gennaro Nunziante con Checco Zalone, sesta collaborazione fra il regista e Luca Medici e nuovo record assoluto d'incassi del cinema italiano: «Quasi dieci milioni di spettatori, a cui va il nostro grazie», ha detto Giampaolo Letta, AD di Medusa Film.

Fra i premi tecnici, allungando ancora la lista dei David Donatello 2026 vincitori, La città proibita di Mainetti porta a casa miglior fotografia (Paolo Carnera), miglior scenografia (Andrea Castorina) e migliori effetti visivi. Il miglior cortometraggio è andato a Everyday in Gaza di Omar Rammal, prodotto in collaborazione con Save the Children, e il miglior film documentario a Roberto Rossellini – Più di una vita. Bruno Bozzetto, infine, ha ritirato il Premio Speciale dell'Accademia del Cinema Italiano, ringraziando il padre «che ha creduto in me in anni in cui l'unico concorrente sulla piazza era Walt Disney».

Il presidio Controdavid e la crisi del cinema italiano

Sul tappeto rosso del Teatro 23 si è andata in scena una serata da copertina; dall'altra parte della strada, però, la realtà è stata molto diversa. Davanti agli studios di Cinecittà i lavoratori del cinema, con il sindacato Usb e il movimento #Siamoaititolidicoda, hanno organizzato il presidio dei Controdavid: maschere bianche per rappresentare gli «invisibili», striscioni per denunciare 27 anni senza rinnovo del contratto collettivo. Il movimento aveva già minacciato il boicottaggio della cerimonia con la sala vuota e oggi torna a chiedere le dimissioni della sottosegretaria Lucia Borgonzoni.

«Siamo pronti a scioperare e a fermare i set», ha detto all'ANSA Vincenzo Lauricella, delegato Usb, denunciando paghe «ai limiti dello sfruttamento» e l'assenza di tutele su sicurezza, riposi e continuità contributiva. Quindi anche all'interno della sala il malessere è arrivato sul palco: Matthew Modine, ospite americano in Italia per girare La splendida cosa, ha riassunto la serata con una frase destinata a circolare: «Non c'è Italia senza cinema. Il cinema italiano fa film per ricordarci cos'è davvero essere umani».

Lavoratori del cinema italiano con maschere bianche presidio Controdavid
Il presidio dei Controdavid: lavoratori del cinema con maschere bianche fuori da Cinecittà durante la 71ª edizione. · Immagine generata con IA

Cosa dicono i David Donatello 2026 vincitori sul cinema italiano

La 71ª edizione fotografa un panorama in evidente paradosso. Da un lato il cinema d'autore conferma la sua tenuta: Le città di pianura trionfa proprio mentre Sorrentino esce ridimensionato e mentre la cronaca dell'ANSA definisce «un'edizione delle proteste». Dall'altro, lo spettatore vero è ancora quello di Zalone, simbolo di un cinema commerciale che riempie le sale mentre il cinema indipendente cerca un proprio pubblico.

In mezzo, infine, c'è la questione politica. Le richieste di rinnovo contrattuale, i tagli previsti ai fondi del settore, il futuro di Cinecittà come polo internazionale e gli appelli ricevuti dal Quirinale (Mattarella, in apertura, ha definito il cinema «patrimonio che va sostenuto e valorizzato») rendono questo David più un manifesto politico che una semplice serata di gala. Per quanto riguarda la lista completa pubblicata da Sky TG24, la sintesi resta la stessa: vince un piccolo film veneto, e una grande parte dell'industria che lo ha prodotto chiede oggi di poter continuare a lavorare.

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