Vittorio Storaro Premio Cinecittà: David 71 il 6 maggio
Vittorio Storaro Premio Cinecittà David 71: il direttore della fotografia tre volte Oscar sarà premiato il 6 maggio agli studi di Cinecittà su Rai 1 nella 71ª edizione dei David di Donatello, nei cinquant'anni di Novecento.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Il Vittorio Storaro Premio Cinecittà chiude il cerchio di una vita scritta con la luce. Il direttore della fotografia romano riceverà il Premio Speciale Cinecittà David 71 mercoledì 6 maggio 2026, durante la cerimonia dei Premi David di Donatello in diretta su Rai 1 dagli studi di via Tuscolana. Il riconoscimento, promosso da Cinecittà in collaborazione con l'Accademia del Cinema Italiano, celebra le personalità che con la loro opera hanno proiettato il cinema italiano e il marchio Cinecittà sui palcoscenici più prestigiosi del mondo.
Vittorio Storaro Premio Cinecittà: tre Oscar e il sogno di Bertolucci
La scelta non è una sorpresa, ma è un atto dovuto. Tre volte premio Oscar — per Apocalypse Now di Francis Ford Coppola (1980), Reds di Warren Beatty (1982) e L'ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci (1988) — Storaro ha riscritto la grammatica visiva del cinema mondiale. Inoltre il premio assume un valore simbolico particolare: nel 2026 ricorrono i cinquant'anni di Novecento, l'opera-fiume di Bertolucci che il direttore della fotografia illuminò con la stessa pietas dei Maestri della pittura italiana.
Piera Detassis, presidente e direttrice artistica dell'Accademia del Cinema Italiano, ha sintetizzato così la motivazione dell'omaggio: «La fotografia e la luce del maestro Storaro hanno scolpito per sempre nel nostro immaginario quella traversata magistrale attraverso la Storia d'Italia, dalla Grande Guerra al fascismo alla Liberazione visti con gli occhi degli umili, i contadini e i braccianti. E con il respiro dell'umanità».

Da Centro Sperimentale a Hollywood: settanta film e un linguaggio
Nato a Roma il 24 giugno 1940 e formatosi al Centro Sperimentale di Cinematografia, Storaro debutta come direttore della fotografia con Giovinezza giovinezza di Franco Rossi. Da allora ha firmato oltre settanta film. In Italia ha lavorato con Bernardo Bertolucci, Dario Argento, Giuseppe Patroni Griffi, Giuliano Montaldo e Luca Ronconi. All'estero il suo nome è legato a Francis Ford Coppola, Woody Allen, Carlos Saura, Richard Donner, Alfonso Arau e Paul Schrader. Tuttavia il sodalizio centrale resta quello con Bertolucci, dal Conformista a Piccolo Buddha.
Il palmarès è altrettanto sterminato. Accanto ai tre Oscar figurano un Grand Prix a Cannes, un EFA, un BAFTA, un Emmy, un Premio Goya, l'Excellence Award al festival di Locarno, un David di Donatello e otto Nastri d'Argento. A questi si aggiungono cinque lauree honoris causa rilasciate da altrettante Accademie di Belle Arti italiane.
Cinecittà come casa: il messaggio del Premio Speciale
Il Vittorio Storaro Premio Cinecittà non è soltanto una statuetta in più. Antonio Saccone, presidente di Cinecittà, ha spiegato perché la firma del direttore della fotografia romano si riconosca senza titoli di coda: «Basta vedere un fotogramma di Novecento, di Apocalypse Now, de L'ultimo imperatore, per sapere chi ci ha messo quella luce e quei colori. Sapere che ha lavorato ad alcuni capolavori dentro la nostra Cinecittà ci emoziona». Saccone insiste poi sul lavoro spesso meno visibile di Storaro: la salvaguardia del patrimonio cinematografico, la conservazione, il restauro.
Sulla stessa lunghezza d'onda Manuela Cacciamani, amministratrice delegata di Cinecittà, definisce Storaro «un bene culturale vivente». Aggiunge: «In pochi come lui hanno creato immagini così grandiose, luminose e belle, da far invidiare Cinecittà e il cinema italiano, come un tempo succedeva alle corti estere con gli artisti del Rinascimento». Una dichiarazione che lega esplicitamente il riconoscimento a un'idea di Cinecittà come polo internazionale, in piena fase di rilancio industriale dopo gli investimenti del PNRR.
«Scrivere con la luce»: il magistero e la battaglia per il diritto d'autore
Per il Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni il premio è «un tributo a un Maestro che ha saputo scrivere con la luce, trasformando la tecnica in poesia visiva». La formula non è retorica: «Scrivere con la luce» è proprio il titolo del corso che Storaro ha tenuto per dieci anni all'Accademia delle arti e delle scienze dell'immagine de L'Aquila, e il cuore del manifesto teorico con cui il direttore della fotografia ha rivendicato lo statuto autoriale del DoP.
Da decenni infatti Storaro chiede il pieno riconoscimento legislativo del diritto d'autore per gli autori della cinematografia, una battaglia che intreccia poetica, contrattualistica e tutela del patrimonio audiovisivo. Quindi il Premio Speciale Cinecittà David 71 non è solo un omaggio biografico: è la sponda istituzionale a una rivendicazione di mestiere che l'Italia tarda a regolamentare.
Una serata che pesa: David di Donatello fra premio e contestazione
La 71ª edizione dei David di Donatello andrà in onda mercoledì 6 maggio in diretta da Cinecittà su Rai 1, condotta da Flavio Insinna e Bianca Balti, con copertura su Rai Radio2 e RaiPlay. Le candidature sono state guidate da Le città di pianura di Francesco Sossai (16 nomination) e La grazia di Paolo Sorrentino (14). Infatti la stessa cerimonia ospiterà il David Speciale a Bruno Bozzetto e proprio il Premio Speciale Cinecittà a Storaro, in una sera che intreccia bilancio generazionale e protesta del mondo del cinema sui tagli ai finanziamenti pubblici.
In questo scenario la scelta di celebrare un autore della fotografia, e non un attore o un regista, è esplicita. È una rivendicazione del cinema come opera collettiva, dove l'immagine pesa quanto la sceneggiatura. Di conseguenza il Vittorio Storaro Premio Cinecittà diventa anche una dichiarazione di linea editoriale dell'Accademia: il David celebra, nel 2026, gli artigiani invisibili che fanno grande il cinema italiano nel mondo.


