Economia e FinanzaVoci dal mondo
Lagarde lascia la BCE: sei riunioni su otto al successore
Lagarde lascia la BCE il 7 febbraio 2027, tre giorni dopo l'ultima riunione di politica monetaria che presiederà. Il calendario di Francoforte spiega la scelta meglio del comunicato: sei decisioni sui tassi su otto passano al successore, che per Trattato ne avrà otto anni pieni.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Lagarde lascia la BCE il 7 febbraio 2027, tre giorni dopo l'ultima riunione di politica monetaria che presiederà. La data, comunicata giovedì 29 ottobre al consiglio direttivo e al presidente del Consiglio europeo António Costa, non è un dettaglio burocratico: è l'unico giorno del calendario che le consente di consegnare una decisione sui tassi completa e di andarsene senza nulla di pendente. Il comunicato della Banca centrale europea, diffuso alle 11 del mattino, non spiega però perché.
Il consiglio direttivo, si legge nelle sei righe ufficiali, «ha ringraziato calorosamente la presidente Lagarde e le ha tributato una lunga standing ovation». Nessuna motivazione. Nessun accenno a cosa farà dopo. In un video diffuso poco più tardi, Lagarde ha detto di lasciare «un'istituzione solida e finanziariamente stabile» e «una Bce pronta per il futuro». Anche lì, nessun perché.
Lagarde lascia la BCE tra due riunioni: il calendario dice tutto
La risposta più concreta sta in un documento che nessuno ha citato nelle prime ore: il calendario delle riunioni del consiglio direttivo, pubblicato dalla BCE con anni di anticipo. Dice tre cose.
La prossima riunione di politica monetaria del 2027 è fissata per il 3 e 4 febbraio, con conferenza stampa il secondo giorno. Lagarde lascia il 7. Quindi presiederà quella decisione, la illustrerà alla stampa, e tre giorni dopo non ci sarà più.
Lagarde lascia la BCE il 7; la riunione successiva è il 17 e 18 marzo. Fra l'ultima conferenza stampa di Lagarde e la prima decisione sui tassi senza di lei passano 42 giorni. Inoltre, il suo mandato naturale sarebbe scaduto il 31 ottobre 2027: se ne va con 266 giorni di anticipo.
Infine, il conto di ciò a cui rinuncia. Dopo quella di febbraio, nel perimetro del suo mandato restavano sei riunioni di politica monetaria: marzo, aprile, giugno, luglio, settembre e ottobre 2027. Lagarde lascia la BCE rinunciando a sei decisioni sui tassi su otto: le restano quella del 16-17 dicembre e quella del 3-4 febbraio.
Dal 7 febbraio presiede il vicepresidente: lo dice l'articolo 13.1
Che cosa succede il giorno in cui Lagarde lascia la BCE? Lo stabilisce lo statuto del Sistema europeo di banche centrali, articolo 13.1, in una riga: «Il presidente o, in sua assenza, il vicepresidente presiede il consiglio direttivo e il comitato esecutivo della BCE».
Il vicepresidente è il croato Boris Vujčić, in carica dal 1° giugno 2026, succeduto allo spagnolo Luis de Guindos. Al 7 febbraio 2027 avrà otto mesi di vicepresidenza alle spalle. Se il Consiglio europeo dovesse impiegare anche solo sei settimane in più del previsto, sarebbe lui a presiedere la decisione sui tassi del 18 marzo.

Costa ha provato a chiudere subito la questione: il processo per la nomina «sarà avviato oggi e procederà senza indugio, al fine di una decisione tempestiva da parte del Consiglio europeo che agisce nella sua composizione dell'area euro». Una promessa di velocità, non una garanzia.
Otto anni pieni al successore: il ciclo della BCE si sposta per sempre
Qui sta l'effetto meno visibile e più duraturo. L'articolo 283, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea — testo pubblicato in Gazzetta ufficiale dell'Unione europea C 202 del 7 giugno 2016 — prevede che presidente, vicepresidente e membri del comitato esecutivo siano nominati «dal Consiglio europeo che delibera a maggioranza qualificata, su raccomandazione del Consiglio e previa consultazione del Parlamento europeo e del consiglio direttivo». E aggiunge una frase netta: «Il loro mandato ha una durata di otto anni e non è rinnovabile».
Otto anni. Non il residuo del mandato di chi se ne va. Il successore di Lagarde non erediterà i nove mesi che restavano a lei: ne riceverà otto anni pieni a partire dalla nomina.

La conseguenza è aritmetica. Jean-Claude Trichet è entrato in carica il 1° novembre 2003, Mario Draghi il 1° novembre 2011, Christine Lagarde il 1° novembre 2019: da ventitré anni la presidenza della BCE cambia sempre nella stessa settimana dell'anno. Con un insediamento a febbraio o più tardi, quella cadenza si rompe e il ciclo presidenziale dell'Eurotower si sposta in avanti di circa nove mesi. Non per questo mandato: per tutti quelli successivi.
Mezzo comitato esecutivo cambia in 148 giorni
Lagarde lascia la BCE in un momento tutt'altro che qualsiasi. La tabella dei mandati del comitato esecutivo mostra tre scadenze ravvicinate: la tedesca Isabel Schnabel esce il 3 gennaio 2027, diretta al Fondo monetario internazionale; la presidenza si libera il 7 febbraio; l'irlandese Philip Lane, capo economista, arriva a scadenza naturale il 31 maggio. Tre poltrone su sei in 148 giorni.
Il negoziato fra capitali è già partito. Secondo Milano Finanza la Germania ha rinunciato alla corsa per la presidenza e dovrà presentare all'Eurogruppo il nome del proprio membro del board entro il 27 novembre; i favoriti per Francoforte sarebbero lo spagnolo Pablo Hernández de Cos e l'olandese Klaas Knot, che nei giorni scorsi hanno incontrato il cancelliere Friedrich Merz. La Francia, invece, punterebbe alla casella di capo economista.
Per l'Italia non è una partita astratta. Il costo del debito dipende dal sentiero dei tassi, e su quel sentiero poggiano le coperture della manovra e il calendario di rientro della clausola di salvaguardia.
L'Italia, Panetta e un prezzo che ha già un nome
Il nome italiano circola da mesi: Fabio Panetta, governatore della Banca d'Italia ed ex membro del comitato esecutivo della BCE, indicato dal febbraio 2026 come candidato sostenuto da Giorgia Meloni, Sergio Mattarella e Mario Draghi. Nel giorno in cui la casella si apre davvero, però, non compare fra i favoriti.
L'ostacolo ha una data precisa. Il seggio italiano nel comitato esecutivo è occupato da Piero Cipollone fino al 31 ottobre 2031, ed esiste una convenzione non scritta per cui un grande Paese non tiene insieme la presidenza e un posto ordinario nel board.
Com'è andata l'ultima volta lo dice la stessa tabella della BCE. Draghi diventa presidente il 1° novembre 2011. Due mesi dopo, il 31 dicembre 2011, l'italiano Lorenzo Bini Smaghi lascia il comitato esecutivo con 517 giorni di anticipo sulla scadenza. Dal 1° gennaio 2012 quel seggio è del francese Benoît Cœuré. Tradotto: l'ultima volta che l'Italia ha preso la presidenza, l'italiano che sedeva nel board se n'è andato prima del tempo, e il posto è andato a Parigi. È il prezzo che una candidatura Panetta tornerebbe a pagare — e stavolta su un mandato che scade nel 2031.
Il precedente Duisenberg: annunciò una data, e restò quattro mesi in più
C'è un solo altro caso di presidente della BCE uscito prima della scadenza, e non è rassicurante sui tempi. Wim Duisenberg annunciò nel febbraio 2002 che avrebbe lasciato il 9 luglio 2003, giorno del suo sessantottesimo compleanno. Arrivata quella data, il successore designato non era disponibile: Duisenberg rimase in carica fino al 31 ottobre 2003, quasi quattro mesi oltre la data che aveva indicato. Trichet subentrò il 1° novembre.
La differenza è sostanziale. Duisenberg aveva annunciato un'intenzione e poté adattarla ai ritardi altrui. Lagarde lascia la BCE in forza di una data notificata formalmente al consiglio direttivo e al presidente del Consiglio europeo, e il Trattato non prevede alcun meccanismo per prorogarla se la nomina del successore slitta.
Quello che il comunicato non dice
Tre avvertenze, perché il materiale di giornata è più sottile di come viene raccontato. La prima: la BCE non ha indicato alcuna motivazione, e l'ipotesi di un passaggio di Lagarde alla guida del World Economic Forum resta allo stato di indiscrezione, non confermata né da lei né dall'istituzione.
La seconda: l'annuncio è caduto nella mattina di una riunione di politica monetaria, con la decisione sui tassi attesa nel pomeriggio del 29 ottobre. Al momento in cui scriviamo l'esito non è noto, e va tenuto distinto dalla notizia delle dimissioni.
La terza, la più aperta: nessuno ha ancora spiegato che cosa accadrebbe se il 7 febbraio arrivasse senza un successore nominato. L'articolo 13.1 dice chi presiede le riunioni, ma non trasforma il vicepresidente in presidente. Fra il 7 febbraio e il 18 marzo 2027 ci sono trentanove giorni, e dentro quella finestra la più grande banca centrale dell'area euro avrebbe una guida ad interim. Quindi la domanda da porre ai capi di Stato e di governo non è chi prenderà il posto di Lagarde, ma entro quando.


