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Economia e Finanza

Corsa dei carburanti: gasolio a 2,2 euro nel controesodo

Corsa dei carburanti senza freni nel weekend del rientro: gasolio a 2,200 euro al litro in autostrada e sconto sulle accise in scadenza. Secondo la FIGISC agli automobilisti è arrivato meno della metà del taglio da 245 milioni.

Di Nicola Paparusso

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Traffico autostradale nel controesodo di agosto durante la corsa dei carburanti
Immagine generata con IA

La corsa dei carburanti non si ferma proprio nel fine settimana in cui milioni di italiani rientrano dalle vacanze. Sabato 22 agosto il gasolio in modalità self service ha toccato 2,200 euro al litro in autostrada e 2,128 euro sulla rete stradale ordinaria, mentre la benzina è salita a 2,085 euro in autostrada e a 2,008 euro su strada. Sono i valori dell'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, e arrivano a poche ore dalla scadenza dello sconto sulle accise del gasolio.

Il calendario, infatti, è impietoso: il taglio deciso dal governo si esaurisce esattamente mentre Anas prevede oltre ventiquattro milioni di spostamenti. Tuttavia il dato più scomodo della corsa dei carburanti non è la scadenza, ma quello che è successo allo sconto mentre era ancora pienamente in vigore.

Corsa dei carburanti: i numeri del pieno di fine agosto

I rilevamenti quotidiani restituiscono un movimento continuo verso l'alto. Il gasolio self in autostrada è passato da 2,186 a 2,200 euro al litro in ventiquattro ore, la benzina da 2,080 a 2,085. Sulla rete ordinaria il gasolio è salito da 2,122 a 2,128 euro, la verde da 2,005 a 2,008. Sono variazioni di pochi millesimi al giorno, quindi poco visibili al singolo rifornimento, che però si sommano con rapidità.

L'Unione Nazionale Consumatori ha misurato l'accelerazione sul portafoglio. Secondo il presidente Massimiliano Dona, «in appena un giorno un pieno di gasolio da 50 litri si paga 40 centesimi in più in autostrada e 30 nelle strade normali, la benzina 15 cent in entrambi i casi». Allargando la finestra, dal lunedì precedente e in soli quattro giorni, un rifornimento di gasolio è arrivato a costare 1,20 euro in più in autostrada e 1,45 euro sulle strade ordinarie. È questa progressione, più del livello assoluto, a spiegare perché la corsa dei carburanti sia diventata un tema politico in pieno agosto.

Lo sconto sul gasolio scade nel weekend del rientro

Il quadro normativo con cui il governo ha risposto alla corsa dei carburanti è più stretto di quanto racconti il dibattito. Il Consiglio dei ministri del 4 agosto ha approvato una proroga della riduzione delle accise sul solo gasolio, poi tradotta nel decreto legge 139 del 5 agosto 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo stesso giorno. Il testo fissa l'aliquota a 532,90 euro per mille litri e ne delimita la validità dal 7 al 24 agosto: il 25 agosto è dunque il primo giorno pieno senza sconto, ed è la data che la stampa cita come scadenza.

Lo sconto vale 17 centesimi al litro, cifra che circola in due forme solo apparentemente in contrasto: 14 centesimi sono la riduzione dell'accisa vera e propria, i restanti 3 derivano dal minor peso dell'IVA che si calcola su un imponibile più basso. Non sono due misure diverse, ma la stessa misura al netto e al lordo dell'imposta. La proroga è costata circa 245 milioni di euro, coperti con tagli alle spese dei ministeri: «Abbiamo tagliato un po' di spese ai ministeri», ha sintetizzato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. La benzina, come nella versione originaria in vigore dal 28 luglio, è rimasta fuori.

Erogatore di carburante in un impianto di rifornimento durante la corsa dei carburanti di agosto 2026
Contro la corsa dei carburanti lo sconto sulle accise vale 17 centesimi al litro sul gasolio: 14 di accisa più 3 di IVA. La benzina non è mai stata inclusa. · Immagine generata con IA

Corsa dei carburanti: quanto dello sconto è arrivato agli automobilisti

Qui sta il nodo dell'intera vicenda. Secondo l'analisi della FIGISC, la federazione dei gestori degli impianti stradali, confrontando il 19 agosto con il 27 luglio — cioè con il giorno precedente all'entrata in vigore del primo taglio — il prezzo del gasolio self è sceso di appena 0,077 euro al litro, a fronte di una riduzione fiscale di 0,171 euro. In altre parole, all'automobilista è arrivato «un ordine di grandezza tra il 45 ed il 47%» dello sconto.

Il resto è stato assorbito lungo la filiera: circa il 17% dalle quotazioni internazionali del prodotto raffinato e circa il 39% dall'ampliamento dei margini industriali. Tradotto sul serbatoio, con un pieno da 50 litri il beneficio effettivo vale poco meno di quattro euro invece degli oltre otto teoricamente previsti dal taglio. La corsa dei carburanti, insomma, ha eroso più della metà dello sconto pubblico prima che arrivasse al conducente.

Il dato dell'Osservatorio ministeriale conferma la lettura. Il 18 agosto il gasolio in autostrada quotava 2,173 euro al litro, esattamente lo stesso valore del 4 agosto, giorno in cui il governo decideva la proroga; sulla rete ordinaria si passava da 2,100 a 2,099 euro. Sull'autostrada, insomma, lo sconto era già stato interamente riassorbito prima ancora di scadere. La corsa dei carburanti, infatti, si è mangiata la misura mentre la misura era ancora attiva: è un esito che cambia la natura della domanda politica, perché non riguarda solo se prorogare, ma se lo strumento funzioni.

La corsa dei carburanti incontra 24 milioni di spostamenti

Il tempismo aggrava tutto, perché il picco del rincaro cade nei giorni di massimo traffico. L'Osservatorio Mobilità Stradale di Anas stima oltre 24 milioni di spostamenti nel fine settimana sulla rete gestita dalla società del gruppo FS, con Viabilità Italia che ha previsto il bollino rosso nel pomeriggio di venerdì, nella mattinata di sabato e nel pomeriggio di domenica. Per reggere l'urto la società ha sospeso o chiuso 1.175 cantieri sui 1.414 attivi, pari all'83% del totale, fino al 7 settembre, e ha mobilitato circa 2.500 tra tecnici e personale di esercizio.

L'amministratore delegato Claudio Andrea Gemme ha richiamato gli automobilisti alla prudenza, insistendo sui limiti di velocità e sulle distrazioni al volante: «Ogni secondo di distrazione può avere conseguenze irreversibili». Alla corsa dei carburanti si somma poi la coda del maltempo che ha colpito il Centro-Nord, con strade ancora interrotte in alcune vallate alpine e appenniniche.

Scie luminose del traffico autostradale notturno nel controesodo segnato dalla corsa dei carburanti
Anas prevede oltre 24 milioni di spostamenti nel weekend del rientro, con bollino rosso venerdì pomeriggio, sabato mattina e domenica pomeriggio. · Immagine generata con IA

Il conto del rientro secondo il Codacons

Il Codacons ha provato a quantificare la spesa con quello che ha battezzato «paniere del controesodo». È il modo più diretto per tradurre la corsa dei carburanti in una cifra familiare. Su un tragitto di 500 chilometri con un consumo medio, la sola voce carburante sfiora i 69 euro; il pedaggio aggiunge dai 30 ai 40 euro a seconda della tratta, così il conto supera i 100 euro prima ancora di considerare le soste. Per una famiglia di quattro persone, una pausa in area di servizio tra panini, acqua, bibite e caffè fa lievitare lo scontrino di diverse decine di euro, fino a un totale che sulle percorrenze più lunghe si avvicina ai 270 euro.

«Il viaggio di ritorno rischia di essere l'ultima, pesante stangata delle vacanze», sostiene l'associazione, che collega la corsa dei carburanti ai rincari già sostenuti per alloggi, ristorazione e servizi turistici. Il rilievo è che si tratta di una spesa non comprimibile: si può rinunciare a una cena fuori, non al ritorno a casa.

Accise mobili: il meccanismo che torna il 25 agosto

Dietro la scadenza c'è una scelta tecnica poco discussa, e potenzialmente più efficace contro la corsa dei carburanti. Con la fine del taglio straordinario si riattiva il meccanismo delle cosiddette accise mobili, sospeso il 6 agosto, che consente di ridurre le aliquote sui carburanti per compensare in tutto o in parte le maggiori entrate IVA generate dall'aumento del prezzo internazionale del petrolio.

La differenza rispetto allo sconto in scadenza è sostanziale. Il taglio da 245 milioni andava finanziato con risorse di bilancio, mentre le accise mobili si autofinanziano con il gettito che il rincaro stesso produce. È un automatismo, quindi non richiede un decreto ogni tre settimane. Resta però da vedere se e con quale intensità verrà attivato: è su questo, più che sull'ennesima proroga, che si misurerà la risposta del governo alla corsa dei carburanti nelle prossime settimane.

Cosa chiedono consumatori e imprese

Le richieste di fronte alla corsa dei carburanti convergono su due punti. Il Codacons ha chiesto di «prorogare immediatamente il taglio delle accise ed estenderlo anche alla benzina», mentre l'Unione Nazionale Consumatori ha alzato l'asticella: secondo Dona serve che «il taglio delle accise sul gasolio raddoppi» e che il governo «non faccia come Ponzio Pilato sulla benzina». L'esclusione della verde, che pure ha superato i 2 euro, è il punto su cui la pressione è più forte.

Sul fronte politico la decisione è rimasta sospesa fino all'ultimo. Interpellato il 21 agosto, il ministro Francesco Lollobrigida ha rinviato la scelta ai vertici dell'esecutivo: «Su sconto accise decideranno Meloni e Giorgetti». Già a giugno la stessa maggioranza aveva affrontato la corsa dei carburanti con una proroga del taglio delle accise annunciata da Antonio Tajani, segno che lo strumento emergenziale è ormai la modalità ordinaria di governo del prezzo alla pompa. Approfondimenti e analisi nella sezione Economia e Finanza.

I dati completi sono consultabili sull'aggiornamento quotidiano dell'ANSA sui prezzi, mentre il confronto con il periodo precedente al taglio è documentato dall'analisi sul ritorno ai livelli pre-decreto e dalle elaborazioni della FIGISC.

Il test vero arriverà martedì 25 agosto, quando i distributori applicheranno le aliquote piene sul gasolio. Se il prezzo salirà di 17 centesimi tondi, significherà che il mercato aveva già scaricato lo sconto e restituisce l'aumento per intero; se salirà di meno, vorrà dire che i margini si stanno riassorbendo. In entrambi i casi la corsa dei carburanti avrà mostrato una cosa sola: uno sconto consegnato alla pompa senza vincoli lungo la filiera arriva all'automobilista dimezzato, e per tre settimane è costato allo Stato 245 milioni di euro.

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