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Economia e Finanza

Proroga taglio accise: Tajani conferma fino a fine giugno

Proroga taglio accise: Tajani annuncia a Rapallo l'estensione fino al 30 giugno con decreto Giorgetti finanziato dall'extragettito Iva. Salvini chiede contributo alle banche.

Di Nicola Paparusso

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Proroga taglio accise: il governo ha sciolto la riserva nelle ore decisive prima della scadenza di mezzanotte. Ad annunciarlo è stato il vicepremier Antonio Tajani, intervenuto al convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Rapallo. Le agevolazioni in vigore dal 18 marzo verranno estese fino al 30 giugno con un decreto ministeriale firmato dal titolare del Mef, Giancarlo Giorgetti.

Il prezzo politico della misura, tuttavia, è altissimo. Senza l'intervento, da domattina i listini sarebbero saliti di sei centesimi al litro sulla benzina e di dodici sul diesel, traducendosi in tre euro in più per ogni pieno di verde e in sei euro su un pieno di gasolio. Una stangata che Palazzo Chigi non poteva permettersi a ridosso dell'esodo estivo, soprattutto dopo i numeri preoccupanti dell'ultimo Economic Outlook OCSE sull'Italia.

Proroga taglio accise: la decisione di Tajani a Rapallo

«Le agevolazioni in corso verranno estese fino a fine mese», ha detto il leader di Forza Italia ai giovani industriali liguri, come riportato dall'agenzia ANSA. La proroga, ha precisato, sarà finanziata con l'extragettito Iva incassato a maggio e attivata tramite il meccanismo delle accise mobili: un decreto del solo ministro dell'Economia, senza passaggio parlamentare, che consente di muovere le aliquote in tempi rapidi.

Il vicepremier non ha nascosto i limiti dell'operazione. «I provvedimenti sulle accise sono molto costosi, possono durare un mese o due mesi al massimo», ha ammesso. Infatti dal 18 marzo lo Stato ha già speso circa due miliardi di euro per tenere fermi i prezzi alla pompa, con un'incidenza mensile che sfiora i cinquecento milioni, secondo i conteggi di Sky TG24. Una voragine che, perciò, non può restare aperta a lungo nelle casse di una manovra costretta a marciare verso il target di deficit al 2,9 per cento.

Il costo della misura e la trincea del Mef

Il decreto Giorgetti, secondo quanto trapela dal Tesoro, potrebbe contenere una stretta: lo sconto sul gasolio scenderebbe sotto i dieci centesimi al litro per ridurre il fabbisogno. È il compromesso che il ministro dell'Economia ha imposto al resto della maggioranza per evitare di sfondare i saldi e ripetere l'imbarazzo di pochi mesi fa, quando il governo dovette gestire un altro cortocircuito sulla manovra correttiva dopo le esternazioni di Tajani.

Sul fronte europeo, tuttavia, la cornice resta ostile. Bruxelles ha già chiarito che la flessibilità concessa all'Italia sui parametri di bilancio (circa quattordici miliardi su tre anni) non potrà essere usata per sussidiare il consumo di combustibili fossili: i fondi sono vincolati a investimenti in rinnovabili. La Commissione, di conseguenza, considera le accise una partita interamente domestica, che pesa sul «puro bilancio» dello Stato.

Salvini chiede un contributo alle banche

A complicare il quadro è arrivata la mossa di Matteo Salvini. Il segretario della Lega, intervistato a margine di un evento di partito, ha rilanciato l'idea di un contributo straordinario degli istituti di credito alla crescita del Paese, citando i numeri delle trimestrali. «Unicredit e Intesa Sanpaolo chiuderanno l'anno con venti miliardi di utili: la Lega chiederà agli istituti che stanno facendo guadagni senza precedenti un contributo allo sviluppo economico», ha detto il vicepremier.

Il dossier è esplosivo. Una nuova tassa sugli extraprofitti bancari, dopo quella già introdotta nell'ultima legge di bilancio, agita i mercati e mette in allarme gli investitori istituzionali. Inoltre Forza Italia ha sempre frenato su questo terreno e via XX Settembre, secondo fonti vicine a Giorgetti, non ha al momento alcun provvedimento del genere nell'agenda. Salvini, però, vuole forzare la mano per intestarsi la copertura della prossima ondata di interventi sul carburante.

Mercato unico energia e nucleare: la sfida strutturale

Tajani, dal palco di Rapallo, ha provato a spostare il fuoco sul medio periodo. «Il problema del caro energia non è solo legato all'emergenza, è un problema molto contingente ma anche complessivo, perciò chiediamo il mercato unico europeo dell'energia», ha spiegato. La richiesta del vicepremier va di pari passo con la riapertura del dossier nucleare, indicato dal governo come una delle leve di lungo periodo per riportare le bollette italiane in linea con quelle francesi e tedesche.

Sul versante imprenditoriale, l'ex presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha bocciato l'impianto del decreto. «Servono incentivi immediati per le imprese che investono in rinnovabili, non un'altra spruzzata di accise», ha detto a margine dell'assemblea ligure. Anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha liquidato la misura come «una soluzione cerotto»: per il sindacato, finché non arriveranno investimenti veri nelle energie pulite, il caro carburanti continuerà a divorare i salari reali.

Opposizione divisa tra Conte, Paita e il fronte sindacale

Sul fronte parlamentare, l'opposizione è entrata in pressing. Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, ha parlato di «fallimenti accumulati» e ha chiesto un'informativa urgente alle Camere. Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva al Senato, ha definito «indecoroso» il rinvio della decisione fino alle ultime ore disponibili.

Il Partito Democratico, infine, attacca il governo per la sua mancanza di una strategia complessiva: rinnovare di un mese il taglio significa rimandare il problema a luglio, quando si concentreranno la scadenza del decreto, il tavolo dell'autotrasporto e le pressioni di Confindustria per i bonus benzina ai dipendenti. Quest'ultima ipotesi — un voucher carburante veicolato dai datori di lavoro con uno sconto fiscale — è quella che piace al Mef perché spalmerebbe il costo su un platea selezionata di lavoratori della classe media. La «Carta Dedicata a Te» è invece tornata in soffitta: la valutazione di un sussidio da cento euro per le famiglie con Isee sotto i quindicimila euro è stata respinta dal Consiglio dei ministri per il suo costo di circa centoventi milioni.

Proroga taglio accise oltre giugno: gli scenari di luglio

Quindi cosa accadrà dopo il 30 giugno? Tre sono gli scenari sul tavolo. Il primo prevede una nuova proroga di un mese con extragettito Iva e una riduzione strutturale dello sconto sul diesel: la soluzione più conservativa, ma anche la più costosa nel medio termine. Il secondo, sostenuto da Salvini, lega la prosecuzione del taglio a un prelievo straordinario sugli utili bancari, scaricando sulla finanza il costo politico della misura. Il terzo, infine, vede il superamento dell'accisa mobile con un intervento più ampio sulla fiscalità energetica, eventualmente in coordinamento con Parigi e Berlino al prossimo Ecofin.

Sullo sfondo restano le tensioni geopolitiche: la chiusura dello Stretto di Hormuz minacciata dall'Iran continua a tenere il Brent sopra i cento dollari, mentre i dazi americani sui mercati esteri rendono la bolletta energetica ancora più pesante per le filiere manifatturiere. La proroga taglio accise, in questo quadro, è un palliativo che compra tempo. Ma il prezzo politico, infine, lo pagherà chi non riuscirà a costruire una vera politica energetica europea.

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