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Economia e Finanza

OPS UniCredit Commerzbank: consolidamento al 37,68%

OPS UniCredit Commerzbank: con il 10,91% di adesioni della Phase 1 il gruppo Orcel sale al 37,68% delle azioni della banca tedesca. Prima parte dell'offerta chiude il 16 giugno.

Di Nicola Paparusso

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

OPS UniCredit Commerzbank: sale di rappresentanza bancaria con bandiere italiana e tedesca, simbolo del consolidamento al 37,68%
Immagine generata con IA

L'OPS UniCredit Commerzbank ha superato il primo banco di prova istituzionale. Martedì 9 giugno 2026 il gruppo guidato da Andrea Orcel ha comunicato che le adesioni all'offerta pubblica di scambio sono salite al 10,91% del capitale dell'istituto tedesco. Sommando il 26,77% di azioni già detenute, la banca di Piazza Gae Aulenti arriva quindi a controllare in azioni il 37,68% della seconda banca commerciale di Francoforte. La prima fase dell'offerta si chiude il 16 giugno: i numeri pubblicati nel pomeriggio sono lo stato di avanzamento intermedio richiesto dalla normativa tedesca.

OPS UniCredit Commerzbank: le cifre del consolidamento

La comunicazione ufficiale è arrivata in tarda mattinata sotto forma di disclosure obbligatoria sui risultati parziali. Il calcolo è lineare: alla quota azionaria preesistente, costruita progressivamente da settembre 2024 con acquisti diretti e conversione di derivati, si aggiungono ora le azioni di Commerzbank consegnate dagli azionisti che hanno scelto di portare i titoli in adesione. Per UniCredit è il primo segnale concreto che l'OPS UniCredit Commerzbank non resterà confinata al perimetro delle azioni già rastrellate sul mercato. Inoltre, secondo le indicazioni circolate sulla stampa finanziaria nelle ultime settimane, includendo gli strumenti derivati ancora aperti e non convertiti la posizione complessiva del gruppo italiano arriverebbe attorno al 54% del capitale di Commerzbank, ben oltre la soglia di consolidamento contabile.

Il timing è cruciale. La OPS UniCredit Commerzbank è strutturata in due tranche: la prima si chiude lunedì 16 giugno, la seconda è prevista nelle settimane successive per consentire agli azionisti rimasti indecisi di valutare la convenienza dell'operazione. Le adesioni al 10,91% raccolte fin qui dalla OPS UniCredit Commerzbank sono considerate dagli analisti milanesi un segnale di consenso istituzionale: indicano che alcuni grandi investitori internazionali, oltre alle banche legate al gruppo italiano da derivati, hanno deciso di consegnare carta contro carta accettando il rapporto di concambio offerto da Piazza Gae Aulenti.

La replica di Orcel alle accuse di Commerzbank

Il consolidamento al 37,68% arriva in un clima istituzionale tutt'altro che disteso. Il 2 giugno, dopo l'aggiornamento intermedio precedente, la stessa Commerzbank aveva contestato i conteggi di UniCredit definendo le cifre comunicate «potenzialmente fuorvianti» perché, a giudizio del management tedesco, gonfiate dai derivati e non rappresentative della reale quota di azioni in portafoglio. La presa di posizione era stata accompagnata da una segnalazione informale al regolatore tedesco BaFin.

Nel pomeriggio del 9 giugno UniCredit ha risposto per iscritto, contestualmente alla pubblicazione del dato sul 37,68%. «Qualsiasi insinuazione secondo cui UniCredit avrebbe intenzionalmente confuso le categorie di disclosure al fine di sovrastimare artificialmente il livello percepito di adesioni all'offerta è priva di qualsiasi fondamento, sia fattuale che giuridico» scrive la banca di Piazza Gae Aulenti in una nota indirizzata al mercato. Tuttavia la replica non si limita a respingere l'accusa. UniCredit precisa di operare in piena conformità con il German Securities Trading Act e con il German Takeover Act, e di essere in «un dialogo continuo, pienamente trasparente, con l'autorità di vigilanza BaFin». La classificazione delle posizioni, sostiene la banca, «riflette il quadro normativo obbligatorio di disclosure e non può quindi ragionevolmente essere qualificata come fuorviante».

Infine, in coda al comunicato, una frase che lascia intendere come la guerra di carte sia destinata a durare almeno fino alla scadenza di lunedì: l'incremento odierno delle azioni apportate all'offerta, scrive UniCredit, «sulla base dell'esperienza, lascia prevedere ulteriori accuse e iniziative da parte di Commerzbank». In altre parole, Orcel mette in conto altre puntate del braccio di ferro mediatico con la rivale tedesca guidata da Bettina Orlopp, anche se il quadro normativo viene garantito dal confronto stabile con il regolatore.

Skyline di Francoforte sul Meno al tramonto, sede del settore bancario tedesco protagonista della OPS UniCredit Commerzbank
Lo skyline di Francoforte sul Meno, capitale finanziaria della Germania: qui si gioca la partita europea dell'OPS UniCredit Commerzbank. · Immagine generata con IA

OPS UniCredit Commerzbank: l'effetto sul risiko bancario italiano

L'impatto della OPS UniCredit Commerzbank non resta confinato a Francoforte. A Milano la sessione di Borsa di martedì si è chiusa con un FTSE MIB sopra quota 51.200 punti in rialzo del 2%, miglior performance d'Europa, trainata proprio dal comparto bancario: UniCredit ha guadagnato il 3,62%, mentre Intesa Sanpaolo è salita del 2,9%, Bper del 4,63%, Banco BPM del 3% e Monte dei Paschi di Siena del 3,38%. Anche Mediobanca (+3,59%) e Generali (+1,75%) hanno beneficiato del clima di consolidamento, in una giornata in cui il mercato scommette sul fatto che Orcel non resterà fermo sul fronte tedesco e che l'operazione potrebbe avere effetti a catena anche in Italia.

Il timing del consolidamento al 37,68% si incrocia infatti con la fase più calda del risiko bancario domestico: la proposta di aggregazione di Banco BPM e MPS, la contromossa di Intesa Sanpaolo e Unipol per dividersi le spoglie senesi, l'attesa per la posizione di Crédit Agricole. In questo quadro la OPS UniCredit Commerzbank conferma che Piazza Gae Aulenti gioca su due tavoli contemporaneamente: il consolidamento europeo via Commerzbank e l'osservazione attenta del riassetto italiano. Quanto al governo di Berlino, finora la posizione è stata di neutralità misurata, anche se la quota residua del Tesoro tedesco in Commerzbank è considerata il vero ostacolo politico da sciogliere prima di una eventuale fusione transfrontaliera.

Borsa di Milano Piazza Affari: monitor con titoli bancari in rialzo dopo le adesioni OPS UniCredit Commerzbank
I monitor di Piazza Affari il 9 giugno 2026: il FTSE MIB chiude a +2% trainato dal comparto bancario in scia all'annuncio del 37,68%. · Immagine generata con IA

Le prossime tappe: dal 16 giugno all'autorizzazione BCE

Dopo la scadenza della prima parte dell'offerta, lunedì 16 giugno, UniCredit pubblicherà il dato consolidato delle adesioni della Phase 1 dell'OPS UniCredit Commerzbank e indicherà la data di apertura della seconda finestra. Perché l'operazione possa trasformarsi da consolidamento azionario in fusione vera e propria servono però ulteriori passaggi: il via libera della Banca Centrale Europea sulla qualificazione del controllo, il pronunciamento dell'antitrust comunitario sui mercati corporate e retail tedeschi e, soprattutto, il riallineamento politico con il governo di Friedrich Merz, che ha ereditato dal precedente esecutivo il dossier senza ancora aver chiarito una linea ufficiale.

Sul fronte finanziario UniCredit dispone già della copertura. Il 4 maggio scorso l'assemblea straordinaria aveva approvato con il 99,55% dei voti l'aumento di capitale a servizio dell'OPS, su una banca che ha chiuso il primo trimestre 2026 con un utile netto di 3,2 miliardi (+16,1% anno su anno) e un CET1 pro-forma al 14,8%. Quanto a Commerzbank, l'amministratore delegato Bettina Orlopp aveva aperto a inizio mese a un possibile accordo a fronte di un «rilancio», pur continuando a contestare i conteggi pubblici di UniCredit. La partita è aperta, ma il 37,68% di oggi è una soglia psicologica importante: oltre il 30% l'OPS innesca obblighi di disclosure più stringenti e rende politicamente più costoso bloccare l'operazione.

Per gli azionisti italiani la OPS UniCredit Commerzbank è ormai un dato di fatto contabile, non più un'ipotesi. Infine, dal punto di vista geopolitico, la mossa rappresenta il più ambizioso tentativo di costruire un campione bancario europeo dal vertice italo-tedesco dopo la lunga stasi post-2008. Il dibattito sulla sovranità finanziaria europea, finora confinato ai paper degli analisti, entra adesso in una fase operativa.

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