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Unicredit utile record trimestre: 3,2 miliardi

Unicredit utile record trimestre a 3,2 miliardi nel primo trimestre 2026, +16,1% sul 2025. Orcel alza la guidance annuale a 11 miliardi e rilancia su Commerzbank.

Di Nicola Paparusso

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Unicredit utile record trimestre: skyscraper sede della banca a Milano al tramonto
Immagine generata con IA

Unicredit utile record trimestre: i numeri della trimestrale

L'Unicredit utile record trimestre annunciato il 5 maggio 2026 segna un nuovo capitolo nella scalata della banca guidata da Andrea Orcel. Il primo trimestre 2026 si è chiuso con un utile netto di 3,2 miliardi di euro, in crescita del 16,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo i dati comunicati dal Consiglio di amministrazione e ripresi dal comunicato diffuso da ANSA. Si tratta del ventunesimo trimestre consecutivo di crescita degli utili, una serie che la banca stessa definisce «il miglior trimestre di sempre».

I ricavi totali si sono attestati a 6,9 miliardi, in aumento del 5% sul primo trimestre 2025, mentre i ricavi netti hanno toccato i 6,7 miliardi (+3,3%). La redditività resta il vero punto di forza: il Return on Tangible Equity, l'indicatore preferito dagli analisti per misurare il rendimento del capitale tangibile, ha raggiunto il 25,8%, con un balzo di 2,7 punti percentuali. Pochissime grandi banche europee viaggiano oggi su valori simili.

Inoltre la solidità patrimoniale resta ai vertici del settore. Il coefficiente CET1 — la metrica chiave di vigilanza Bce — è al 14,2%, che diventa 14,8% applicando il cosiddetto Danish Compromise sulle partecipazioni assicurative. Tradotto: Unicredit ha ampia capacità di restituire capitale agli azionisti senza intaccare i requisiti regolamentari.

Sala operativa di una banca con grafici finanziari sui monitor, contesto del trimestre Unicredit 3,2 miliardi
Il primo trimestre 2026 di Unicredit chiude con utile netto a 3,2 miliardi e RoTE al 25,8%, livelli record per il sistema bancario italiano. · Immagine generata con IA

La leva delle commissioni e la disciplina sui costi

Dietro il nuovo Unicredit utile record trimestre c'è una composizione dei ricavi più equilibrata rispetto al passato. Il margine di interesse, voce trainante negli anni dei rialzi Bce, scende a 3,6 miliardi (-2% anno su anno) per effetto della normalizzazione dei tassi. A compensare arrivano però le commissioni nette e i risultati assicurativi: insieme valgono 2,5 miliardi, in crescita dell'8% trimestre su trimestre.

Si tratta di una transizione strategica importante, perché riduce la dipendenza del bilancio dal ciclo dei tassi e dimostra che la macchina commerciale sta funzionando anche in un contesto meno favorevole. Tuttavia il dato che colpisce di più gli analisti è la disciplina sui costi: gli oneri operativi calano dell'1% a 2,3 miliardi, in controtendenza rispetto all'inflazione salariale che sta colpendo i competitor europei.

Quindi il combinato disposto di ricavi resilienti e costi in calo spinge il rapporto cost/income ai livelli più bassi del settore italiano. Infatti è proprio questo elemento — più che il singolo numero dell'utile — a giustificare il giudizio largamente positivo arrivato dagli investitori istituzionali nelle prime ore di contrattazione a Piazza Affari.

Guidance 2026 alzata a 11 miliardi e gli azionisti

La sorpresa più rilevante della trimestrale è il rialzo della guidance annuale. Unicredit ora punta a un utile netto «pari o superiore a 11 miliardi di euro» per l'intero 2026, contro le precedenti indicazioni più caute. Andrea Orcel, in un commento ripreso anche da Askanews, ha sottolineato come i risultati «riflettano un'esecuzione disciplinata su tutte le leve» e dimostrino che «una banca ben gestita e diversificata può ottenere rendimenti eccellenti lungo tutti i cicli macroeconomici».

Il messaggio agli azionisti è chiaro: il flusso di dividendi e buyback che ha reso Unicredit uno dei titoli più amati dai gestori europei nel triennio 2023-2025 è destinato a proseguire. Per dare un termine di paragone, sull'esercizio 2024 la banca aveva già annunciato dividendi e riacquisti per circa 4,75 miliardi e gli analisti scontano ora una distribuzione complessiva 2026 ancora superiore.

Tuttavia la stessa nota mette in guardia: il contesto macro è «più complesso», con tassi in calo, tensioni geopolitiche e un'esposizione residua sulla Russia che continua a pesare sugli accantonamenti. Perché allora gli ambiziosi obiettivi 2028 restino in piedi, l'esecuzione dei prossimi trimestri dovrà essere altrettanto pulita.

OPS Commerzbank, BPM e l'addio alla Russia

La trimestrale arriva il giorno dopo un altro snodo decisivo. Lunedì 4 maggio l'assemblea straordinaria dei soci ha approvato con il 99,55% dei voti l'aumento di capitale a servizio dell'offerta pubblica di scambio su Commerzbank, l'istituto tedesco che da mesi rappresenta il dossier più ambizioso del piano industriale di Orcel. Lo riporta il Corriere della Sera citando le dichiarazioni del presidente Pier Carlo Padoan, secondo cui «la banca tedesca deve generare più valore» di quello che esprime oggi sul mercato.

Sul fronte italiano, Unicredit ha invece presentato ricorso contro la sentenza del Tar che ha bloccato l'OPS su Banco BPM, lasciando aperta la partita interna del consolidamento bancario. La presenza in Russia, infine, dovrebbe essere «praticamente eliminata» entro la fine del 2026, in linea con quanto Orcel aveva anticipato al Financial Times a novembre 2025.

Di conseguenza, il quadro che emerge è quello di una banca che non si limita a incassare i frutti del ciclo dei tassi: sta riposizionando il portafoglio geografico, accelerando sulle commissioni e tentando un salto dimensionale europeo che, se andasse in porto, ridisegnerebbe la mappa del credito continentale. Per il sistema Italia — già al centro del confronto con Bruxelles sui conti pubblici, come raccontato nelle pagine di Società — la salute della prima banca per capitalizzazione resta un asset strategico tutt'altro che secondario. Infine la prossima tappa è già fissata: il consiglio di amministrazione si riunirà a fine luglio per la semestrale, attesissima dagli investitori.

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