Diavolo veste Prada 2 record: 8 milioni in tre giorni
Diavolo veste Prada 2 record al box office italiano: 8,2 milioni di euro in tre giorni e oltre un milione di spettatori per il debutto del sequel firmato David Frankel.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Il Diavolo veste Prada 2 record al box office italiano: il sequel diretto da David Frankel ha incassato 8.247.507 euro nei primi tre giorni di programmazione, dal 29 aprile al 1° maggio 2026, conquistando oltre un milione di spettatori e firmando il miglior debutto dell'anno nelle sale del nostro Paese. Distribuito da Walt Disney Studios per 20th Century, il film torna a vent'anni esatti dal cult del 2006 con il quartetto originale al completo: Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci.
Diavolo veste Prada 2 record: i numeri del debutto italiano
Le cifre comunicate da ANSA raccontano una partenza che non lascia spazio a interpretazioni. Soltanto il 1° maggio il film ha portato in sala 379.474 spettatori per un incasso giornaliero di 3.146.159 euro, sfruttando il ponte e una distribuzione capillare su circa 720 schermi. In tre giorni il superamento della soglia psicologica degli 8 milioni ha cancellato di fatto qualunque rivale immediato, con un distacco abissale dal resto della classifica.

Il dato è significativo perché arriva in un mese, aprile, che secondo l'analisi di Box Office Biz ha riportato il pubblico italiano in sala con costanza. Prima del Diavolo veste Prada 2, il film campione era stato Michael, biopic dedicato al Re del Pop, partito a fine aprile e già oltre quota 8 milioni complessivi. Tuttavia il sequel firmato Frankel ha bruciato il primato del debutto in appena 72 ore, segnando un cambio di passo per l'industria distributiva.
Il fenomeno globale: 233 milioni in un weekend
L'Italia non è un caso isolato. Il sequel ha dominato anche oltreoceano, dove il debutto americano si è chiuso a 77 milioni di dollari, una cifra che secondo i dati riportati da Universal Movies stracca i 27,5 milioni del primo capitolo nel 2006. Negli Stati Uniti il film firma così il quarto miglior debutto del 2026, dietro soltanto a Super Mario Galaxy (131 milioni), Michael (97,5 milioni) e L'Ultima Missione di Ryan Gosling (80 milioni).
Sommando i 51 mercati internazionali, l'apertura globale ha toccato i 233,6 milioni di dollari: 156,6 milioni dal resto del mondo e 77 dagli Stati Uniti. Una cifra impressionante per un film con un budget produttivo stimato attorno ai 100 milioni di dollari, marketing escluso. Disney rivendica la prima posizione "in quasi tutti i mercati del pianeta", confermando la natura di evento commerciale del ritorno di Miranda Priestly sullo schermo.
Perché il Diavolo veste Prada 2 record sorprende fino a un certo punto
Inoltre il successo non era affatto scontato. La scommessa industriale di rimettere insieme il quartetto a vent'anni di distanza, con sceneggiatura aggiornata al 2026 e mondo della moda profondamente diverso da quello del primo film, presentava rischi evidenti. Tuttavia la regia di David Frankel, firma del romcom hollywoodiano contemporaneo, ha mantenuto il tono brillante che aveva fatto innamorare il pubblico due decenni fa. Meryl Streep, ottantenne tre volte Oscar, riprende i panni della direttrice di Runway con la stessa precisione chirurgica del 2006, mentre Anne Hathaway porta sul grande schermo la maturità di una protagonista cresciuta insieme al pubblico.

Un fattore decisivo è infatti il posizionamento culturale del franchise. Il film del 2006, diretto sempre da Frankel su sceneggiatura di Aline Brosh McKenna, è entrato nell'immaginario collettivo come spartiacque del filone fashion-cinema. Replicarlo significava confrontarsi con vent'anni di cult, meme, citazioni e battute diventate proverbiali. La risposta del pubblico nel weekend d'apertura segnala che la nostalgia, quando incontra una scrittura solida, paga ancora — e parecchio.
Cosa significa per il cinema italiano
Il Diavolo veste Prada 2 record arriva in un momento di confronto acceso sull'industria nazionale. La cerimonia dei David di Donatello 2026, in programma il 6 maggio agli studi di Cinecittà, si svolge sullo sfondo di un dibattito feroce sui tagli ai fondi pubblici per il cinema d'autore italiano. Mentre le sale si riempiono per un sequel hollywoodiano, il movimento #Siamoaititolidicoda chiede pubblicamente luci spente in segno di protesta verso la gestione governativa dei finanziamenti.
Quindi la domanda che attraversa la categoria è chiara: il pubblico italiano è tornato in sala, come dimostrano i numeri del Diavolo veste Prada 2, ma sceglie soprattutto blockbuster di matrice statunitense. La distribuzione domestica, dalla programmazione delle sale ai festival, fatica a intercettare lo stesso entusiasmo. Il sequel di Frankel è un caso da studiare per capire come trasformare un brand cinematografico ventennale in un evento contemporaneo, perché replicabile solo con investimenti e tempi che il cinema italiano oggi raramente può permettersi.
Le prossime settimane in classifica
Di conseguenza il calendario maggio promette battaglia. Michael continuerà la sua corsa verso quota 15 milioni complessivi in Italia, mentre il Diavolo veste Prada 2 dovrebbe consolidare il primato nelle prossime due settimane prima dell'arrivo dei titoli estivi. Il vero banco di prova sarà la tenuta sul medio periodo: i sequel di franchise nostalgici tendono a esplodere al debutto e poi calare bruscamente, come avvenuto recentemente con altri ritorni hollywoodiani.
Infine resta il dato di sistema. Tre milioni di euro in un solo giorno festivo, oltre un milione di biglietti staccati in 72 ore: numeri che la sala italiana non vedeva con questa concentrazione dai tempi di C'è ancora domani. Se il Diavolo veste Prada 2 record reggerà anche nei prossimi weekend, l'effetto traino sull'intera industria distributiva potrebbe estendersi all'estate, in un anno che il box office italiano aveva chiuso il 2025 con segnali contrastanti.


