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Moda

Gucci Sinner Made in Italy: Claridge's brinda al re

Gucci Sinner Made in Italy: la cena privata al Claridge's di Londra con Salma Hayek-Pinault inaugura la nuova campagna alla vigilia di Wimbledon 2026.

Di Marietou Dione

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Gucci Sinner Made in Italy: still life editoriale con racchetta e tessuti italiani in un palazzo fiorentino
Immagine generata con IA

La Gucci Sinner Made in Italy è la nuova campagna che la maison fiorentina ha scelto di lanciare a Londra, alla vigilia di Wimbledon. Lunedì 22 giugno 2026 il ristorante Dante del Claridge's a Mayfair ha ospitato una cena privata in onore di Jannik Sinner, numero uno del mondo e ambasciatore Gucci dal 2022. A fare gli onori di casa è stata Salma Hayek-Pinault, mentre il tavolo riuniva un parterre di amici della maison destinato a far rumore sui social. Una mossa precisa: trasformare un brindisi al campione in un manifesto del nuovo corso, quello che mette l'italianità contemporanea al centro della comunicazione globale del brand.

Gucci Sinner Made in Italy: cosa è successo al Claridge's

La serata londinese è stata pensata come anteprima della campagna, non come red carpet. La Gucci Sinner Made in Italy non è infatti il classico spot sportivo: nei visual il tennista posa in un abito bianco impeccabile su uno sfondo verde e rosso, riferimento cromatico immediato al tricolore. A cena, invece, Sinner si è presentato con un look più sobrio, completo nero, mentre Hayek-Pinault ha dominato la scena con un maxi dress in seta stampa leopardo della collezione Pre-Fall 2026 e una Horsebit 1955, abbinati a gioielli Boucheron. Un montaggio che la stampa internazionale ha definito «glamour, eccessivo e totalmente over-the-top», con un richiamo esplicito al jet set degli anni Settanta.

Al tavolo del Dante hanno preso posto Valentina Pinault, Naomi Ackie, Sabine Getty, Lila Moss, Alton Mason, il produttore Kaytranada, l'attore Fabien Frankel, Maria Olympia di Grecia, Saura Lightfoot Leon e Nia Smith. Menù studiato per essere fotogenico ma leggero: gazpacho al cetriolo, sogliola alla griglia, sorbetto al limone, Champagne. Tutto perfettamente in linea con la disciplina alimentare di un atleta in vigilia di Slam, e tutto perfettamente in linea con l'estetica calibrata che WWD ha raccontato come "una cena intima per blindare un'amicizia di brand".

Interno del ristorante Dante al Claridge's di Mayfair, Londra, allestito per una cena privata
L'atmosfera art déco del Dante Mayfair, sede della cena privata Gucci con Sinner alla vigilia di Wimbledon. · Immagine generata con IA

Una partnership che parte dal 2022

Il sodalizio tra Sinner e Gucci non è nato ieri. La maison aveva firmato il contratto da Global Brand Ambassador già nel 2022, «molto prima che diventasse numero uno», come ricorda l'analisi pubblicata su Cronache di. Il momento di svolta arriva però a Wimbledon 2023, quando l'altoatesino entra sul Centre Court tenendo in mano un borsone Gucci: un'immagine che ha riscritto le regole della convergenza tra tennis e moda di lusso. Da lì in poi il rapporto si è strutturato con la regolarità delle stagioni Slam, fino al passaggio del 2025 con la collezione Gucci Altitude (la prima linea sciistica della maison) e ai tre tempi del 2026: il borsone in monogramma GG con i mocassini Horsebit primaverili, l'installazione "The Original Sinner" davanti alla Bibliothèque François-Mitterrand di Parigi durante il Roland Garros, e ora la cornice londinese.

I numeri raccontano perché Gucci continua a investire. Sinner ha oggi 14 contratti di endorsement attivi per un valore stimato intorno ai 35 milioni di euro l'anno, bonus esclusi: nel suo portafoglio convivono Lavazza, La Roche-Posay, De Cecco, Explora Journeys, Allianz, Nike e Rolex. Il suo profilo Instagram ha superato i 5,5 milioni di follower, e il 40% del pubblico è fuori dall'Italia. Per un marchio che deve riconquistare il pubblico internazionale dopo gli ultimi due anni complicati, è esattamente l'identikit che serve.

Dopo "The Original Sinner", l'evoluzione

La campagna di maggio aveva spiazzato per il gioco di parole: una pallina da tennis che si trasforma in mela, citazione del peccato originale ribaltata sul cognome del campione. Il dispositivo era diventato virale, con un'installazione fisica davanti alla Bibliothèque François-Mitterrand e un'apparizione speciale nello store di Avenue Montaigne, in concomitanza con le finali del Roland Garros. La Gucci Sinner Made in Italy sceglie invece il registro opposto: niente metafora visiva, niente ironia. Solo il tennista, l'abito bianco, il fondale tricolore, e l'idea di un'italianità che non ha bisogno di stereotipi per imporsi.

«Il direttore creativo è andato un po' più creativo del solito e a me piace molto quando si crea insieme», ha raccontato Sinner ai cronisti londinesi, riferendosi al lavoro fatto sul brief della campagna. Sull'eredità di Demna alla direzione creativa di Gucci, l'altoatesino è stato altrettanto netto: «È qualcosa che si può indossare quotidianamente, ed è molto, molto importante che vada bene per ogni età». Tradotto: la rifondazione lanciata a Palazzo Gucci a Firenze non è un esercizio di stile riservato ai red carpet, ma una linea editoriale di prodotto che deve funzionare nelle vetrine quotidiane.

Dettaglio still life di abito leopardato in seta e borsa con chiusura horsebit della collezione Fall 2026
L'abito leopardato Pre-Fall 2026 e la Horsebit 1955 indossati da Salma Hayek-Pinault al Claridge's. · Immagine generata con IA

L'italianità contemporanea come asset

Il Chief Client Officer di Gucci ha sintetizzato così le ragioni della scelta di Sinner: «Disciplina, precisione, compostezza» da un lato, «un'idea di italianità contemporanea, raffinata e mai stereotipata» dall'altro. È esattamente la traiettoria su cui Pieter Mulier (chief creative officer dal 1° luglio 2026) e Lorenzo Bertelli (presidente esecutivo dal novembre 2025) stanno provando a rimettere Gucci, dopo l'acquisizione da parte di Prada finalizzata nell'aprile 2025. La maison fiorentina deve riposizionarsi su un lusso più sobrio e meno esposto al ciclo veloce dello streetwear, e Sinner — con la sua sobrietà nordica e il suo passaporto italiano — è il testimonial che meglio firma questa transizione.

Inoltre Wimbledon 2026, la sesta partecipazione consecutiva di Sinner, offre alla campagna una vetrina globale che vale più di qualunque billboard. La macchina mediatica del torneo amplifica i contenuti per due settimane, e la cena al Claridge's è stata pensata per occupare il news cycle proprio nei giorni in cui i tabloid londinesi cominciano a costruire la narrazione dello Slam. Tuttavia la mossa non è solo tattica: parla anche ai mercati asiatici, dove Sinner ha consolidato la sua popolarità con le Atp Finals di Torino e con la rincorsa al titolo agli Australian Open.

Lo specchio del nuovo lusso italiano

La Gucci Sinner Made in Italy arriva in un momento in cui l'intero comparto del lusso italiano si interroga sul perimetro del proprio messaggio. Dalle nomine in Altagamma al passaggio di consegne in Versace, il filo conduttore è lo stesso: trasformare la geografia in valore, ricordare che "italiano" non significa folklore ma cultura industriale e codici estetici. Gucci sceglie di scriverlo a chiare lettere con un campione che incarna la stessa idea, e di farlo a Londra perché è lì che, da settimane, il pubblico globale ha gli occhi puntati. Infine la cena al Claridge's diventa una metafora: una tavola apparecchiata con cura, gli amici giusti, il vino italiano accanto al silver service inglese, e la quiete di chi sa che il vero lavoro inizia domani, sull'erba.

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