Versace Gintzburger CEO: addio sotto Prada, Mulier al via
Versace Gintzburger CEO: il manager francese lascia il 23 giugno 2026 dopo quattro anni alla guida della Medusa. Sotto il Gruppo Prada il riassetto prosegue con Lorenzo Bertelli presidente esecutivo, Pieter Mulier nuovo chief creative officer dal 1° luglio e il bilancio del primo trimestre a 143 milioni di ricavi.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Versace Gintzburger CEO: addio dopo quattro anni alla guida della Medusa
Il riassetto di Versace sotto il Gruppo Prada accelera bruscamente. Versace Gintzburger CEO non è più una formula in vigore: la maison della Medusa ha confermato il 24 giugno 2026 le dimissioni di Emmanuel Gintzburger dalla carica di amministratore delegato, con effetto dal 23 giugno. Il manager francese, arrivato nel settembre 2022 sotto la proprietà di Capri Holdings, lascia mentre la nuova governance del marchio è ancora in fase di definizione. «Le informazioni relative alla nuova governance saranno annunciate a tempo debito», ha fatto sapere Prada in una nota laconica diffusa alle agenzie. Da Milano Finanza filtra un'indiscrezione: in pole per la successione ci sarebbe Denni Manzatto, ma nulla è ancora ufficiale.

Un riassetto annunciato: da Capri Holdings al Gruppo Prada
L'uscita di Gintzburger non arriva a sorpresa. Era stato lui, infatti, ad accompagnare la maison fondata da Gianni Versace attraverso una delle transizioni più delicate della sua storia recente: il passaggio di proprietà completato nell'aprile 2025, quando il Gruppo Prada ha rilevato la casa di moda da Capri Holdings per 1,25 miliardi di euro, sostenendo l'operazione con una nuova linea di finanziamento da 1,5 miliardi. Da quel momento il riassetto è proceduto senza pause. A novembre 2025 Lorenzo Bertelli — figlio di Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, designato futuro amministratore delegato del gruppo — ha preso le redini della Medusa diventando presidente esecutivo. Pochi giorni dopo, l'addio del direttore creativo Dario Vitale, fermatosi dopo una sola collezione.
La nomina di Pieter Mulier come chief creative officer, in arrivo dal prossimo primo luglio, ha completato il quadro stilistico. Il designer belga, reduce da cinque anni intensi alla guida di Alaïa e cresciuto a fianco di Raf Simons, presenterà le sue prime collezioni nel corso del 2027. In questo contesto, la figura di un amministratore delegato di transizione come Gintzburger — scelto a suo tempo da Capri per stabilizzare il fatturato — ha esaurito la sua funzione. Tuttavia, l'uscita resta brusca: senza un successore già operativo, la guida operativa di Versace resta al momento in mano al solo Bertelli.
Versace Gintzburger CEO: il bilancio di quattro stagioni difficili
Il mandato di Gintzburger si è svolto in una fase complicata per il lusso globale e per Versace in particolare. Prima di approdare a Milano nel 2022, il manager aveva guidato Alexander McQueen dal 2016 e ricoperto ruoli di responsabilità in Saint Laurent, Lanvin, Sephora e Louis Vuitton — un curriculum costruito tra Europa e Asia, perfetto per un brand alla ricerca di rilancio internazionale. Sotto la direzione del Versace Gintzburger CEO la maison ha cercato di rifocalizzare l'offerta, riducendo la dipendenza dalle promozioni e curando la rete retail. Tuttavia, i conti restano in territorio difficile: nel primo trimestre chiuso al 31 marzo 2026 Versace ha registrato ricavi netti per 143 milioni di euro, una crescita «in linea con le attese» del gruppo Prada. Le stime di Barclays per l'intero esercizio 2026 parlano di 559 milioni di ricavi e di una perdita Ebit attesa di 83 milioni, peggiorativa rispetto al rosso da 68 milioni del 2025.

Per questo Lorenzo Bertelli a novembre aveva già preparato il terreno, parlando esplicitamente di un orizzonte a medio termine: «molte delle sinergie produttive saranno completate in un anno o due». Insomma, la ristrutturazione affidata a Mulier non darà frutti immediati. Di conseguenza, anche la scelta del prossimo amministratore delegato dovrà rispondere a un criterio diverso da quello che portò a Gintzburger: non più un manager di stabilizzazione, ma un esecutore industriale capace di traghettare la maison verso il riposizionamento full price desiderato dalla nuova proprietà.
Cosa cambia nella strategia: Atelier Versace al centro, Jeans Couture in sordina
Le prime indicazioni sul nuovo corso della Medusa sono già emerse e raccontano una rotazione netta. Al centro della proposta torna Atelier Versace, la linea haute couture che il Gruppo Prada intende rilanciare come motore identitario del marchio. Parallelamente, alcune linee considerate meno strategiche — su tutte Versace Jeans Couture e diversi sub-brand del ready-to-wear — sembrano destinate a perdere peso nel nuovo assetto. Una scelta coerente con la filosofia industriale di Prada, che ha sempre privilegiato il pricing power della creatività rispetto all'ampiezza del portafoglio. Inoltre, il focus sul «progressivo riposizionamento verso vendite full price» segnala la volontà di staccare Versace dall'eccessiva esposizione al canale outlet e alle promozioni stagionali, ereditata dagli anni Capri.
Il momento è delicato anche per la Milano della moda. Mentre Confindustria Moda registra un settore tessile-abbigliamento in calo del 2,4% nel 2025 (vedi la categoria Moda per gli aggiornamenti sul comparto) e Pitti Uomo 110 chiude proprio in questi giorni i battenti a Firenze, le grandi maison italiane attraversano una stagione di trasformazione sincrona. Tod's resta senza CEO dopo l'addio di Galantic, Missoni ha cambiato governance con l'ingresso di FSI al 73%, Ferragamo ha visto i ricavi del primo trimestre calare del 5,5%. Il caso Versace Gintzburger CEO si inserisce in questo coro: il problema non è più solo creativo, ma di catena di comando.

Versace Gintzburger CEO: cosa attendersi nei prossimi mesi
Senza l'addio di Versace Gintzburger CEO la transizione sarebbe rimasta incompiuta, ma il vuoto operativo apre tre incognite immediate. Innanzitutto, il nome del successore: il rumor su Denni Manzatto suggerisce un profilo industriale interno al perimetro Prada, capace di dialogare direttamente con Lorenzo Bertelli senza barriere gerarchiche. In secondo luogo, il calendario imposto dal dopo Versace Gintzburger CEO: la prima collezione di Pieter Mulier per Versace è attesa fra la fine del 2026 e l'inizio del 2027, mentre l'integrazione operativa delle filiere produttive dovrebbe completarsi entro il 2027. Infine, la prova mercato: le vendite full price sono il banco di prova della nuova strategia, e i conti del secondo semestre 2026 diranno se Prada sta riuscendo a cambiare effettivamente il posizionamento percepito della Medusa.
Per HUB Style «l'attenzione del settore è ora puntata sui prossimi sviluppi manageriali e sul debutto del nuovo corso creativo». In fin dei conti, l'addio di Gintzburger non è una sorpresa né un fallimento personale: è il segnale che la fase di transizione è finita e che il vero capitolo Prada-Versace deve ancora iniziare. La Medusa cambia ancora pelle, e questa volta sotto regia interamente italiana.


