Galantic lascia Tod's: addio al ceo dopo meno di 2 anni
Galantic lascia Tod's dopo meno di due anni alla guida del gruppo marchigiano: l'ex Chanel torna negli Usa per motivi personali, Della Valle e L Catterton senza un successore designato.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Galantic lascia Tod's dopo poco meno di due anni alla guida del gruppo marchigiano del lusso. La notizia, anticipata da Bloomberg e rilanciata in Italia dall'ANSA e da MilanoFinanza nella giornata del 26 maggio 2026, segna un'uscita tanto silenziosa quanto pesante. Il manager americano, sbarcato a Sant'Elpidio a Mare nel settembre 2024 dopo sedici anni in Chanel, ha rassegnato le dimissioni a fine aprile per «motivi personali», con il proposito di tornare negli Stati Uniti accanto alla famiglia. La poltrona dell'amministratore delegato resta vacante e nessun successore è stato ancora indicato.
Perché Galantic lascia Tod's adesso
L'addio arriva in una fase delicatissima del riassetto. Tod's SpA è uscita da Piazza Affari soltanto a giugno 2024, dopo un'OPA da 43 euro per azione — premio del 17,59% sul prezzo di chiusura precedente — condotta dalla famiglia Della Valle insieme al fondo statunitense L Catterton e a Delphine, veicolo francese controllato da LVMH. Galantic era stato scelto proprio come «ceo esterno» richiesto dai patti parasociali che hanno accompagnato il delisting: doveva essere il volto manageriale del riposizionamento, dopo decenni di gestione interamente familiare.
Diego Della Valle, ottantatreenne presidente, e il fratello Andrea, vicepresidente, restano il riferimento operativo. Tuttavia il fatto che Galantic lascia Tod's senza un nome pronto a raccogliere il testimone alimenta gli interrogativi degli investitori. Tre le incognite che gli analisti citati da Business of Fashion mettono nero su bianco: ragioni reali dell'uscita, calendario della successione e direzione strategica nei prossimi mesi.

Sedici anni in Chanel e l'arrivo a Sant'Elpidio
Galantic non era un nome qualunque. Harvard Business School alle spalle, esperienze in Procter & Gamble, GlaxoSmithKline e Coty, poi sedici anni in Chanel come president e chief operating officer fino al giugno 2023, con la responsabilità del mercato statunitense. Siede inoltre nel consiglio non esecutivo di Ferrari e collabora come operating partner con il fondo Advent. Un curriculum costruito sul connubio fra moda, beauty e luxury operations: esattamente il profilo che la famiglia Della Valle aveva dichiarato di volersi assicurare per accelerare la trasformazione digitale del gruppo. Durante la sua permanenza il manager americano è rimasto però una figura defilata, raramente presente agli eventi di brand, lasciando ai Della Valle il presidio della comunicazione pubblica.
Hogan, Roger Vivier, Fay: portafoglio in attesa
L'addio del ceo si abbatte su un portafoglio composto da Tod's, Hogan, Roger Vivier e Fay, che copre l'intero spettro del lusso accessibile italiano. Il contesto di mercato non aiuta: il sistema moda mondiale è cresciuto del 36,2% nel comparto lusso fra 2019 e 2025, ma il 2026 si è aperto con LVMH Fashion & Leather Goods a -6% nel primo trimestre e con il gruppo Kering reduce dallo sciopero del distretto pelletteria di Scandicci. In Italia, Confindustria Moda ha certificato un -3,1% di fatturato e un -5% di export per l'intero comparto nel 2025, con la frenata cinese che ha colpito in modo asimmetrico tutte le maison.
In questo scenario la scelta di affidarsi a un manager esterno con expertise digitale doveva essere la chiave di volta. Quando Galantic lascia Tod's a metà del percorso, la sensazione è che il piano industriale post-delisting torni temporaneamente nelle mani della famiglia, mentre L Catterton — che detiene il 36% del capitale e ha diritti di nomina nel CdA — non ha ancora commentato pubblicamente la mossa.

Cosa cambia per L Catterton, LVMH e i Della Valle
L'assetto azionario riflette un equilibrio delicato. Della Valle al 54% via Diego Della Valle Holding, L Catterton — gestita da affiliate di L Catterton Management e già protagonista dei dossier di lusso come il passaggio di Marc Jacobs da LVMH a WHP Global — al 36%, Delphine/LVMH al 10%. Inoltre il patto include clausole di uscita e rappresentanza in consiglio per il fondo, oltre a un diritto di prima offerta in caso di future operazioni straordinarie. Senza un ceo terzo, la dialettica fra famiglia e investitori finanziari rischia di farsi più rovente, soprattutto quando si entrerà nel vivo del nuovo piano industriale.
Infatti il rebus della successione è già al centro delle indiscrezioni di mercato. Tre le ipotesi più gettonate negli ambienti milanesi: una nomina interna di transizione, un secondo manager internazionale con esperienza digitale e americana sul modello del predecessore, oppure un ritorno temporaneo di Diego Della Valle alle deleghe operative. Quindi le prossime settimane saranno decisive per capire se il delisting si tradurrà in una vera fase 2.0 o in un ritorno alla gestione familiare di stampo classico.
Galantic lascia Tod's: prossime tappe da monitorare
Tre i banchi di prova nei prossimi mesi. Primo, i conti 2025 attesi entro l'estate: prima del delisting, Tod's aveva chiuso il 2024 oltre il miliardo di euro di ricavi e il mercato vuole capire se la crescita è proseguita nonostante la frenata cinese. Secondo, il piano industriale 2026-2028 promesso dal nuovo assetto azionario, finora soltanto accennato. Terzo, le scelte di brand su Hogan e Roger Vivier, finite più volte nel mirino degli analisti come potenziali asset da valorizzare separatamente, magari con partner finanziari diversi.
Intanto la notizia che Galantic lascia Tod's si somma a una stagione di forte turnover ai vertici del lusso europeo, dopo i recenti cambi alla guida di Versace, Kering, Burberry e Chanel stessa. Tuttavia, di tutti questi avvicendamenti, quello marchigiano è l'unico ad arrivare senza un nome di ricambio già pronto: una scelta che, da sola, racconta quanto sia complicato gestire l'eredità di un brand familiare nell'era del private equity globale.


