Festival del Tempo 2026: a Roma 48 film e Cieli Aperti
Festival del Tempo 2026: la settima edizione apre il 27 maggio a Roma allo Studio Campo Boario con il documentario Ensemble, 48 film selezionati e la mostra Cieli Aperti.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Il Festival del Tempo 2026 alza il sipario sulla sua settima edizione mercoledì 27 maggio alle 18:00 allo Studio Campo Boario di Roma, e inaugura un mese e mezzo di cinema, video art e mostre diffuse fino al 30 giugno. La rassegna, diretta da Roberta Melasecca e promossa dall'associazione culturale blowart, sceglie quest'anno una formula ancora più ampia: quattro spazi cittadini coinvolti, quarantotto film selezionati su 2.582 candidature internazionali raccolte tramite FilmFreeway e una visione che, citando i curatori, «non spiega il tempo: lo fa sentire».
Festival del Tempo 2026: dove, quando e come funziona
La macchina del Festival del Tempo 2026 coinvolge quattro luoghi diversi della capitale, ciascuno con una propria identità visiva e una funzione precisa nel calendario. Lo Studio Campo Boario di viale del Campo Boario 4A ospita l'apertura del 27 maggio e le serate inaugurali; la Kou Gallery e l'AAIE Center for Contemporary Art accolgono le proiezioni successive; il Logical Space chiude il percorso con la cerimonia di premiazione fissata per il 10 giugno alle 18:30. L'ingresso è gratuito a tutti gli eventi.
Le proiezioni vere e proprie si concentrano fra il 28 maggio e il 6 giugno, distribuite su sei serate tematiche. Una coda espositiva di tre giorni, dal 26 al 28 giugno, riporta il pubblico nello spazio blowart per le installazioni finali, prima della chiusura ufficiale del 30 giugno. Tutto resta a Roma, ma il festival si sposta come un piccolo organismo nomade, e ogni tappa offre un'inquadratura diversa sul tema dell'anno.

La selezione ufficiale: cortometraggio, animazione, video art
Quarantotto opere distribuite su sei categorie raccontano un'attenzione editoriale rara nel panorama dei festival indipendenti italiani. Il cortometraggio domina con dodici titoli, tra cui spiccano l'italiano Comodini, Nereide con Giulio Scarpati e il cinese First Snow. L'animazione è la sezione più nutrita: tredici lavori, dove convivono opere italiane come La casa sul mare, la co-produzione Shelter (Italia-Libano) e il giapponese What Remains. Sette titoli compongono la sezione sperimentale e di video art, firmati tra gli altri da Lorenzo Papanti e Sergio Mario Illuminato.
A completare il quadro, cinque cortometraggi musicali, sei documentari brevi e cinque documentari lungometraggio. I paesi rappresentati spaziano dall'Italia alla Turchia, dalla Francia alla Cina, fino a Portogallo, Russia, Australia, Belgio e Giappone: una mappa che restituisce l'ampiezza dello sguardo della direzione artistica. Inoltre la valutazione è doppia, perché al voto del pubblico si affianca una giuria tecnica chiamata a indicare miglior film per categoria, miglior interpretazione, miglior sceneggiatura e premi speciali.
Ensemble e Cieli Aperti: l'apertura del Festival del Tempo 2026
L'inaugurazione del 27 maggio porta in scena due eventi che funzionano da dichiarazione di poetica. Il primo è la prima internazionale del documentario Ensemble di Manuel Cundari ed Eugenio Piluso, due autori cosentini che firmano un lavoro sul tempo come dimensione collettiva. Il secondo è la mostra Cieli Aperti di Alessandra Di Francesco, in dialogo con l'immagine simbolo del festival, Costellazioni di Sara Ciuffetta, ispirata al rapporto tra memoria, percezione e futuro.
La scelta di aprire con un documentario non è casuale. Tuttavia, in un'edizione che dedica spazio crescente al non-fiction, l'anteprima di Ensemble diventa anche un manifesto sul ruolo del documentario nel cinema italiano contemporaneo, fra ricerca formale e racconto delle comunità. Perciò la serata inaugurale alterna proiezione, conversazione con gli autori e visita guidata all'esposizione: un format pensato per tenere insieme cinema e arti visive in un'unica esperienza.

blowart, Melasecca e la rete dei partner
Dietro la macchina del festival c'è l'associazione culturale blowart, che dal 2020 cura una programmazione costante tra cinema, arti visive e ricerca curatoriale. La direzione artistica di Roberta Melasecca è il filo rosso che lega le edizioni: una scelta editoriale orientata al cinema d'autore breve, all'indipendente di ricerca e alla contaminazione con l'arte contemporanea. Sul fronte istituzionale il festival raccoglie il patrocinio della Regione Lazio, di Roma Capitale e del Municipio VII, oltre alla collaborazione con Cittadellarte Fondazione Pistoletto Onlus e con il Movimento VulnerarTe APS.
Il modello operativo è quello tipico dei festival diffusi: ingresso gratuito, attenzione al territorio e una rete di spazi alternativi alle sale tradizionali, che restituisce alla periferia urbana — soprattutto all'area di Testaccio e dintorni — una funzione culturale attiva. Di conseguenza il pubblico atteso è trasversale: studenti, addetti ai lavori, abitanti del quartiere, ma anche curiosi attratti dall'incontro fra schermo e installazione. Per chi desidera approfondire l'agenda romana di cinema indipendente, conviene tenere d'occhio anche la nostra sezione cinema.
Cosa aspettarsi dal Festival del Tempo 2026
La settima edizione arriva in un momento in cui l'offerta dei festival italiani è satura, eppure il Festival del Tempo 2026 mantiene un posizionamento riconoscibile. Infatti la rassegna non insegue il red carpet né i grandi nomi: punta sulla qualità della selezione e su un'idea forte di curatela, con un volume di candidature che la colloca tra i festival short-form più attrattivi in Italia. I numeri parlano chiaro: 2.582 candidature, 48 selezionati, un tasso di accettazione inferiore al 2 per cento.
La cerimonia di premiazione del 10 giugno chiuderà il ciclo delle proiezioni, ma la coda espositiva di fine mese e le serate fino al 30 giugno offriranno ulteriori finestre di approfondimento. Quindi chi non riuscirà a essere alla serata inaugurale del 27 maggio avrà comunque un calendario denso a disposizione. Per il programma completo e l'aggiornamento sui titoli giorno per giorno, sono attivi i canali dell'ufficio stampa Melasecca, mentre EZ Rome e MeloBox hanno già pubblicato approfondimenti sull'edizione.
Infine, il Festival del Tempo 2026 conferma una vocazione: misurare il tempo non con i minuti delle proiezioni, ma con la densità dell'esperienza che riesce a costruire. Una scommessa coerente, in un anno che ha già messo in calendario eventi importanti per il cinema italiano e internazionale.


