Trussardi rilancio retail: 10 aperture entro fine 2026
Trussardi rilancio retail: il CEO Alberto Racca annuncia 10 nuove aperture entro il 2026, con debutto a Verona e Como entro fine giugno e cinque opening esteri tra Russia, Turchia e Asia Centrale.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Il Trussardi rilancio retail entra nella fase più decisiva da quando, nel marzo del 2024, il marchio del levriero è passato sotto l'ombrello del Gruppo Miroglio. Il CEO Alberto Racca ha annunciato un piano da dieci aperture monomarca entro la fine del 2026, distribuite tra l'Italia e una geografia di mercati emergenti che spazia dalla Turchia all'Asia Centrale, con un debutto già fissato per fine giugno a Verona e Como.
La strategia, anticipata a Wwd e rilanciata in Italia da Pambianconews, segna la fine della lunga fase difensiva del brand e disegna una nuova mappa distributiva pensata per ricostruire credibilità, marginalità e identità.
Trussardi rilancio retail: dieci aperture in dodici mesi
Il Trussardi rilancio retail non è un esperimento episodico, ma il perno della seconda fase del piano industriale partito con l'acquisizione targata Miroglio. Cinque opening sono previsti in Italia — tre store diretti e due in franchising — mentre altri cinque sono attesi all'estero, tutti con formula in franchising affidata a partner locali selezionati nel corso dell'ultimo anno.
Racca ha sintetizzato così la logica del piano: «Il retail è una leva centrale nel rilancio di Trussardi. Stiamo costruendo una rete più selettiva, internazionale e coerente, partendo dall'Italia e dai mercati dove il brand ha maggiore potenziale». Una formula che traduce in distribuzione la metamorfosi avviata sul prodotto, con il ritorno del menswear sartoriale e l'allargamento agli accessori e all'universo home.
Verona e Como aprono la nuova fase italiana
Le due aperture italiane più immediate sono quelle di Verona e Como, attese entro la fine di giugno e già pronte a esibire il nuovo concept architettonico del marchio. Ogni boutique avrà una superficie di circa cento metri quadrati e adotterà una palette di marroni scuri, biscotto, noce e ottoni, con pelle leggermente goffrata e cristalli a scandire le vetrine interne.
Per Racca la scelta non è casuale: «Entrambe hanno alto potenziale di crescita, sistemi produttivi solidi e forte richiamo turistico». Verona intercetta il flusso turistico del Veneto e il bacino industriale del nord-est; Como, oltre alla pressione del lusso sul lago, vanta una filiera tessile storica con cui Trussardi può dialogare. Il concept, ha aggiunto il CEO, deve essere «funzionale, non ostentato, caldo e accogliente», una direzione opposta agli store-monumenti che hanno dominato il decennio precedente del lusso.
Cinque opening esteri tra Russia, Turchia e Asia Centrale
Sul fronte internazionale, il Trussardi rilancio retail punta su geografie che molti gruppi del lusso stanno rivalutando dopo gli scossoni in Cina e Giappone. Le città scelte sono Antalya in Turchia, Tashkent in Uzbekistan, Sochi in Russia, Podgorica in Montenegro e Yerevan in Armenia: un corridoio che combina turismo balneare premium, capitali rampanti dell'Asia Centrale e mercati balcanici poco presidiati dai colossi parigini.
Inoltre il brand è oggi distribuito in oltre venti Paesi con più di dieci negozi full-price tra Europa occidentale, Balcani, Medio Oriente, India e Asia Centrale. Una rete in apparenza sottile, ma costruita per evitare la dispersione che aveva caratterizzato il vecchio modello dei punti vendita Trussardi pre-Miroglio, quando licenze e travel retail avevano diluito il posizionamento.
Trussardi Home e la deriva lifestyle
Il piano distributivo si intreccia con la strategia di trasformazione del marchio in etichetta lifestyle, senza per questo tradire le radici nella moda e negli accessori. Tuttavia il segnale più visibile arriva dal segmento home: la licenza Trussardi Home ha arredato il primo complesso residenziale del marchio a Dubai, sviluppato insieme a Luxury Living e MIRA Developments, mentre la nuova collezione è stata presentata durante la Milano Design Week.

Per Racca questo intreccio non è cosmetico: «C'è coerenza e uno scambio produttivo che sono essenziali. È una vera partnership, in cui creiamo insieme». La logica è far convivere abbigliamento, accessori e home sotto un'unica grammatica visiva, evitando la frammentazione di marchi che hanno provato a inseguire troppi mondi senza un'estetica condivisa.
Miroglio e il rilancio premium del marchio
Il contesto editoriale è quello del gruppo piemontese fondato ad Alba nel 1947, oggi proprietario di marchi come Elena Mirò, Motivi, Oltre e Fiorella Rubino. Per Miroglio, Trussardi rappresenta il salto nel segmento premium, in continuità con la logica industriale già osservata in altri family business italiani come il rilancio di Liu Jo a 500 milioni e con la stagione di consolidamenti che sta riscrivendo la moda made in Italy.

Infatti la riorganizzazione si appoggia anche su collaborazioni strategiche, come quella con il Salone Nautico di Genova, dove il levriero ha portato la sua estetica nel mondo del lifestyle marino. Quindi il Trussardi rilancio retail non è un'operazione di vetrina, ma una scommessa di posizionamento: costruire un brand premium credibile, integrato tra fashion, accessori e home, capace di competere senza imitare i giganti francesi.
Infine, in un anno in cui Confindustria Moda denuncia venti miliardi di fatturato bruciati in due esercizi e marchi storici come Tod's restano senza CEO, la mossa di Trussardi indica una direzione possibile: meno megastore, più rete coerente, e un ritorno alla precisione editoriale che aveva costruito il mito del levriero a partire dal 1911. Per altre cronache analoghe sul comparto, si rimanda alla sezione moda di AFG Magazine.


