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Cinema

Palma d'Oro Cannes 2026: Fjord di Mungiu trionfa

La Palma d'Oro Cannes 2026 va a Cristian Mungiu per Fjord, secondo riconoscimento dopo il 2007. Best Director ex aequo a La Bola Negra con Lorenzo Zurzolo nel cast italiano.

Di Vincenzo Pollice

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Palma d'Oro Cannes 2026: red carpet del Grand Théâtre Lumière al tramonto
Immagine generata con IA

La Palma d'Oro Cannes 2026 è di Cristian Mungiu, che con Fjord conquista il suo secondo massimo riconoscimento dopo il trionfo del 2007 con 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni. La giuria presieduta da Park Chan-wook ha annunciato il verdetto sabato 23 maggio nella cerimonia di chiusura al Grand Théâtre Lumière, condotta dall'attrice Eye Haïdara. Un'edizione politica, attraversata dalle guerre in corso e dalle battaglie sui diritti civili, in cui il cinema europeo torna a vincere a sorpresa contro pronostici che davano per favoriti Almodóvar, Hamaguchi e i fratelli Dardenne.

Palma d'Oro Cannes 2026: red carpet del Grand Théâtre Lumière al tramonto
La Croisette al tramonto: il sipario sulla 79ª edizione del Festival. · Immagine generata con IA

Palma d'Oro Cannes 2026 a Mungiu: Fjord, il film più scomodo della Croisette

Fjord è un dramma morale di 146 minuti girato tra i ghiacci della Norvegia, con Sebastian Stan e Renate Reinsve protagonisti. Mungiu si ispira a una vera vicenda giudiziaria — il caso della famiglia rumeno-norvegese Bodnariu, che nel 2015 si vide separare dai cinque figli dai servizi sociali con l'accusa di maltrattamenti — e la trasforma in un legal drama freddo, asciutto, attraversato da un'inquietudine costante.

Mihai (Stan) è romeno, Lisbet (Reinsve) norvegese del villaggio dove la famiglia si è trasferita per ricominciare. Sono molto religiosi: pregano ogni giorno, niente internet né videogiochi per la prole. Quando l'insegnante di ginnastica scopre alcune escoriazioni sul collo della figlia secondogenita Elia, i servizi sociali separano i bambini dai genitori in via precauzionale. Comincia un'estenuante battaglia legale.

Il regista rumeno, raccogliendo il premio, ha spiegato: «È importante parlare di temi rilevanti che ci aiutino a capire dove sta andando il mondo». Tolleranza, inclusione, empatia: tre parole che, nelle sue mani, diventano un atto d'accusa contro «ogni forma di fondamentalismo», quello religioso ma anche quello laico delle procedure burocratiche che soffocano la diversità. Per il distributore americano Neon questa Palma d'Oro Cannes 2026 è la settima consecutiva, un record industriale senza precedenti.

Cerimonia segnata dalla guerra: l'appello di Zvyagintsev a Putin

Il momento più carico politicamente della serata arriva quando il Gran Premio della Giuria viene assegnato a Minotaur di Andrey Zvyagintsev, ritorno al cinema del regista russo. Dal palco, riferendosi all'invasione dell'Ucraina, Zvyagintsev pronuncia parole che gelano la sala: «Milioni di persone sognano una sola cosa: che i massacri finiscano. L'unica persona che può fermare questa carneficina è il Presidente della Federazione Russa. Il mondo attende». Un'esortazione che il cinematografo.it ha definito «il discorso politico più diretto di questa Croisette».

Fjord di Cristian Mungiu: paesaggio di fiordo norvegese all alba
I fiordi norvegesi sono il paesaggio chiuso e gelido in cui Mungiu ambienta il suo thriller morale. · Immagine generata con IA

Il presentatore Xavier Dolan ha citato il poeta palestinese Mahmoud Darwish. Isabelle Huppert ha ritirato in video la Palma d'Onore per Barbra Streisand, ferma a casa per un infortunio al ginocchio. L'altra Palma onoraria, già assegnata in apertura, è andata a Peter Jackson. La giuria, oltre a Park Chan-wook, ha riunito Demi Moore, Ruth Negga, Laura Wandel, Chloé Zhao, Diego Céspedes, Isaach De Bankolé, Paul Laverty e Stellan Skarsgård.

Italia laterale: Best Director a La Bola Negra con Lorenzo Zurzolo

L'edizione si chiude senza film italiani nel Concorso ufficiale, ma con un'eco tricolore nel palmares principale. Il premio per la miglior regia è andato ex aequo a Paweł Pawlikowski per Fatherland e ai catalani Javier Calvo e Javier Ambrossi (Los Javis) per La Bola Negra: nel cast del film coprodotto da Pedro Almodóvar c'è anche l'attore romano Lorenzo Zurzolo, che riporta un volto italiano sulla rampa più visibile della Croisette. Sul red carpet di chiusura era inoltre presente Pierfrancesco Favino con la compagna Anna Ferzetti, chiamato a consegnare il premio per la migliore interpretazione femminile.

Il resto del palmares della Palma d'Oro Cannes 2026 conferma la vocazione politica della giuria. Premio per la miglior sceneggiatura a Emmanuel Marre per Notre salut (Un uomo del suo tempo), lettura del regime di Vichy come avvertimento contemporaneo. Migliori interpretazioni maschili ex aequo a Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per Coward di Lukas Dhont, melò di guerra a tema LGBTQ+. Migliori interpretazioni femminili ex aequo a Virginie Efira e Tao Okamoto per All of a Sudden di Ryusuke Hamaguchi. Premio della Giuria a The Dreamed Adventure di Valeska Grisebach. Camera d'Or a Ben'Imana della regista ruandese Marie-Clémentine Dusabejambo. Palma d'Oro corto a Para Los Contrincantes di Federico Luis.

Cerimonia di chiusura Cannes 2026 al Grand Theatre Lumiere
Il palco del Grand Théâtre Lumière, teatro della cerimonia di premiazione. · Immagine generata con IA

Fjord arriva in Italia con BIM, distribuzione da definire

La distribuzione italiana di Fjord è affidata a BIM Distribuzione, data di uscita ancora da annunciare. La critica italiana che ha visto il film alla Croisette parla di un'opera «sottile, arguta, molto difficile da leggere»: Mungiu, come sempre, preferisce le domande alle risposte e indaga la zona grigia tra giusto e sbagliato. La fredda efficienza nordica finisce sulla graticola fin dalla prima inquadratura, mentre il modello oscurantista della famiglia Bodnariu non ne esce indenne. Due universi chiusi e autoreferenziali che si scontrano inevitabilmente, senza che lo spettatore possa tifare per nessuno dei due.

Il regista è uno dei volti più riconoscibili del cosiddetto «nuovo cinema rumeno» degli anni 2000, insieme a Cristi Puiu e Corneliu Porumboiu. Inoltre, con questa seconda Palma entra in un club ristrettissimo che comprende Bille August, Emir Kusturica, Shohei Imamura, i fratelli Dardenne, Michael Haneke e Ken Loach. Per il cinema d'autore europeo è una conferma: nonostante le pressioni delle piattaforme streaming e la centralità crescente del cinema americano in selezione, la Palma resta una bussola che premia la complessità etica.

Verso Cannes 80: cosa lascia questa edizione

La 79ª edizione del Festival passa alla storia per tre ragioni. Primo, il ritorno del cinema dell'Est al massimo riconoscimento, dopo anni dominati da Francia (Anatomia di una caduta 2023, Anora francofono 2024), Stati Uniti e Asia. Secondo, l'esplicita politicizzazione dei discorsi sul palco — da Zvyagintsev a Dolan a Macchia — in un'edizione attraversata dalle proteste pro-Palestina e dalle lettere aperte degli oltre 4.700 cineasti europei contro i tagli al programma Media. Terzo, la conferma del modello «festival politico» voluto dal delegato generale Thierry Frémaux e dal presidente Iris Knobloch.

Per l'Italia, l'eco del palmares è agrodolce. Nessun film tricolore in Concorso, ma un attore romano in un'opera premiata, due restauri italiani in Cannes Classics (Metti, una sera a cena di Patroni Griffi con cosceneggiatura Argento e Vittorio De Sica – La vita in scena) e una pioggia di coproduzioni con Cinecittà, Rai Cinema e Leone Film Group. Quindi la Croisette ricorda all'industria italiana che le scorciatoie del successo passano dall'integrazione produttiva europea, non dal ripiegamento nazionalista. La Palma d'Oro Cannes 2026 chiude il cerchio: appuntamento all'ottantesima edizione dal 12 al 23 maggio 2027.

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