Ondata di calore Italia: 12 città bollino arancione
Ondata di calore Italia: il Ministero della Salute attiva la sorveglianza con 12 città in bollino arancione martedì 26 maggio, 15 mercoledì 27. Picchi fino a 35°C, anticiclone subtropicale dominante per cinque-sei giorni.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

L'ondata di calore Italia ha imposto la prima allerta arancione della stagione: martedì 26 maggio 2026 il Ministero della Salute ha pubblicato il bollettino inaugurale con dodici città in bollino arancione di livello due, segno che l'estate è arrivata con largo anticipo sul calendario. Mercoledì 27 il numero salirà a quindici, nel giorno annunciato come il più caldo di questa prima fase.
Il piano operativo ministeriale, attivo come ogni anno fino al 20 settembre, monitora ventisette grandi aree urbane e funziona attraverso un semaforo a quattro livelli che traduce le previsioni meteorologiche in raccomandazioni sanitarie. Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia e Viterbo sono finite tutte nella stessa fascia di rischio elevato per la popolazione fragile.
Ondata di calore Italia: il piano del Ministero della Salute
Il sistema HHWWS — Heat Health Watch Warning System — è coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio per conto del Ministero della Salute. I bollettini vengono aggiornati ogni giorno feriale e accompagnano l'ondata di calore Italia per tutta l'estate, fornendo previsioni a settantadue ore sulle condizioni di rischio.
Il livello zero indica condizioni meteorologiche che non comportano rischio per la salute; il livello uno (bollino giallo) segnala temperature in aumento ma non ancora critiche; il livello due (arancione) corrisponde a condizioni che possono produrre effetti negativi sulla salute della popolazione, in particolare nei sottogruppi suscettibili. Il livello tre (rosso) è riservato alle ondate vere e proprie, con condizioni di rischio elevato e persistenti per almeno tre giorni consecutivi.

Da Bologna a Roma: le 12 città con bollino arancione
La mappa del 26 maggio è eloquente. L'allerta disegna un arco che attraversa l'Italia centro-settentrionale: l'Emilia-Romagna con Bologna, il Trentino-Alto Adige con Bolzano, la Lombardia orientale con Brescia, il Triveneto con Trieste e Venezia, il Piemonte con Torino, la Toscana con Firenze, l'Umbria con Perugia, il Lazio con Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo. Genova, Latina, Milano, Napoli e Verona si fermano per il momento al bollino giallo. Le restanti dieci città monitorate, in gran parte meridionali, restano in fascia verde.
Il servizio meteorologico regionale toscano Lamma prevede massime tra trentatré e trentacinque gradi nelle pianure interne, mentre la costa beneficerà di brezze marine. La Pianura Padana fa segnare valori simili, con condizioni di afa accentuate dall'alto tasso di umidità relativa che amplifica la temperatura percepita.
Mercoledì 27 maggio il picco con 15 città in allerta
La seconda giornata di questa ondata di calore Italia sarà la più intensa. Si aggiungono Latina, Milano e Verona, portando a quindici le città in bollino arancione su ventisette monitorate. Il meteorologo Federico Brescia ha definito il fenomeno «un'ondata di calore eccezionale e del tutto anomala per il periodo», precisando che il dominio incontrastato dell'anticiclone subtropicale si protrarrà per i prossimi cinque o sei giorni.
Tuttavia un primo sollievo è atteso tra giovedì 28 e venerdì 29 maggio, quando correnti più fresche dovrebbero erodere il margine settentrionale dell'anticiclone, riportando le temperature su valori più consoni alla media stagionale. Infine il weekend dovrebbe portare una decisa attenuazione dell'afa, almeno sulle regioni settentrionali.

L'anticiclone subtropicale e il quadro climatico
L'origine di questa ondata di calore Italia è chiara: una massa d'aria di matrice nord-africana ha invaso il bacino del Mediterraneo, comprimendo l'aria al suolo e producendo cieli sereni, ventilazione assente e temperature elevate per tutta la durata della giornata. È il copione meteorologico che da diversi anni accompagna le estati italiane, ma che si verifica con sempre maggior anticipo. Maggio 2026 è soltanto l'ultimo capitolo di una serie che gli osservatori climatici ormai non considerano più eccezionale.
Secondo i dati del Servizio Copernicus dell'Unione Europea, il bacino del Mediterraneo si scalda quasi al doppio della velocità media globale. Di conseguenza, sul piano della sanità pubblica, la stagione delle ondate di calore si è estesa di diverse settimane: il piano del Ministero parte ufficialmente il 15 maggio anziché in giugno, come avveniva fino a una decina d'anni fa.
Anziani, bambini, malati cronici: chi rischia di più
Le raccomandazioni del Ministero individuano cinque gruppi a rischio: persone con più di settantacinque anni, neonati e bambini, donne in gravidanza, malati cronici (cardiopatici, ipertesi, diabetici, nefropatici, pazienti psichiatrici in terapia con neurolettici) e lavoratori esposti al sole. Restare in ambienti freschi nelle ore centrali, bere almeno due litri d'acqua al giorno, evitare bevande alcoliche e zuccherate, indossare abiti chiari e leggeri sono le indicazioni più ripetute.
Resta attivo il numero verde 1500 del Ministero della Salute per informazioni sanitarie nelle prime ore di emergenza, mentre la rete dei medici di medicina generale è stata pre-allertata per sorvegliare gli assistiti più fragili. Inoltre la Protezione Civile collabora con le regioni per coordinare l'apertura di centri climatizzati e fornire assistenza nei contesti urbani più esposti. Infatti, la portata anomala del fenomeno anticipa di settimane il consueto allarme estivo, costringendo amministrazioni e servizi sanitari a una mobilitazione precoce.
Per i bollettini quotidiani è possibile consultare il portale del Ministero della Salute, l'aggiornamento di Sky TG24 e l'analisi su Quotidiano.net. La memoria collettiva di episodi simili — dall'estate del 2003 alle ondate ricorrenti dell'ultimo decennio — pesa sul calendario operativo del Servizio Sanitario, ormai abituato a fronteggiare temperature da emergenza con largo anticipo sull'inizio ufficiale dell'estate. Per un quadro complementare sulle altre emergenze sociali italiane, si veda anche il caso del recente terremoto ai Campi Flegrei, che ha messo alla prova la stessa rete istituzionale di Protezione Civile e Ministeri.


