Liu Jo 500 milioni: Venezia, denim e la capsule Elodie
Liu Jo 500 milioni: il brand di Carpi chiude il 2025 a 497 mln, sfila per la prima volta a Venezia e lancia la capsule con Elodie.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Liu Jo 500 milioni di euro entro fine 2026: è la soglia che il brand di Carpi vuole superare dopo aver chiuso il 2025 a quota 497 milioni. L'obiettivo è stato confermato dal CEO Maurizio Croceri a margine del primo fashion show ufficiale della maison, andato in scena mercoledì scorso alla Scuola Grande della Misericordia di Venezia. Una scelta non casuale: la città lagunare diventa il secondo capitolo di "Liu Jo Ora", il progetto-manifesto inaugurato a novembre 2025 al Palazzo del Ghiaccio di Milano.
Liu Jo 500 milioni: la prima sfilata a Venezia accelera il piano
La passerella veneziana ha presentato la collezione primavera/estate 2027, costruita attorno a un guardaroba contemporaneo e versatile. Il denim è stato il protagonista assoluto, con ricami in cristallo, effetti trompe-l'oeil e richiami al power dressing degli anni Ottanta. La proposta dialoga con influenze street, completi in maglieria e giacche d'ispirazione militare dalle spalle scolpite, alla ricerca di un equilibrio fra costruzione e fluidità.
«Venezia è una città straordinaria. Prima di tutto è una cornice italiana, ma è anche un luogo che il mondo internazionale visita molto volentieri. C'è poi un altro aspetto: Venezia rappresenta davvero la capacità imprenditoriale italiana di riconoscersi nel tempo», ha spiegato Croceri ai media specializzati. Il CEO ha aggiunto che la traiettoria verso i Liu Jo 500 milioni passa da un riposizionamento dell'immagine e da un consolidamento del rapporto con il consumatore, soprattutto attraverso web, e-commerce e store fisico.

Croceri, Exelite e la fase 2.0 del brand di Carpi
Quarantadue anni, originario di Corridonia, Maurizio Croceri è stato nominato amministratore delegato della holding Exelite – che controlla Liu Jo, Blumarine, Eli e Digital Boite – nell'ottobre 2025 dal fondatore Marco Marchi. Una promozione naturale: nei dieci anni precedenti aveva guidato Eli, la divisione calzature, portandola da 10 a oltre 70 milioni di euro di ricavi. Marchi ha presentato il passaggio come la fase 2.0 del gruppo, indicando in Croceri un «manager e imprenditore ambizioso» che gli ricorda i propri esordi del 1995.
Il quadro finanziario su cui poggia l'obiettivo Liu Jo 500 milioni è solido. L'Italia continua a valere circa il 45% dei ricavi, mentre il Middle East è in difficoltà come per gran parte del comparto: «Stiamo compensando con la parte digitale», ha precisato il CEO. La strategia è in controtendenza rispetto al settore: Confindustria Moda stima per il 2025 italiano un fatturato moda a -3,1% e l'export a -5%, dopo i 95,8 miliardi del 2024.
La capsule con Elodie e il nuovo dialogo con la community
Tassello centrale della nuova fase è la collaborazione di lungo periodo con Elodie. La cantautrice romana, già vincitrice di un David di Donatello per la migliore canzone originale e di un Nastro d'argento come miglior attrice non protagonista, è entrata nell'universo Liu Jo come co-creator, non come semplice ambassador. Il primo drop della capsule "Liu Jo feat. Elodie" è uscito ad aprile 2026 ed è centrato proprio sul denim, fra tagli relaxed, riferimenti Y2K, dettagli couture e un'estetica che alterna rigore e sensualità.
«La co-creazione è un aspetto fondamentale. Abbiamo creduto in un talento del mondo della musica, con cui abbiamo iniziato un percorso di lunga durata: quattro drop in due anni. Non crediamo più nelle operazioni spot, ma nel coltivare relazioni», ha spiegato Croceri. Una visione che si discosta dalla logica delle collaborazioni mordi-e-fuggi e che ricorda la traiettoria di altri marchi italiani che hanno scelto continuità invece dello spot, come dimostra la recente riconfigurazione della governance di Missoni con il fondo Fsi al 73%.

Quattro aperture, digitale e mercati: la mappa Liu Jo per il 2026
Il piano di evoluzione passa anche dal retail. Liu Jo conta oggi 220 punti vendita nel mondo e prevede quattro nuove aperture o restyling a partire da settembre: la flagship di Milano in corso Vittorio Emanuele II, più Parigi, Madrid e Istanbul. «Saranno spazi in cui l'esperienza e il denim saranno al centro. Sarà un concept alto, pensato come una casa più che come un negozio», ha aggiunto il CEO. Inoltre l'e-commerce viene riposizionato in chiave esperienziale, con un linguaggio più vicino alle generazioni Z e Alpha.
Il bilanciamento è chiaro: l'Italia resta la base, i mercati internazionali compensano la frenata del Middle East, il digitale spinge il fatturato verso i Liu Jo 500 milioni e oltre. Tuttavia il vero terreno di prova sarà l'autunno: nuove flagship, secondo drop con Elodie e prima consegna a wholesale della collezione vista a Venezia diranno se la maison di Carpi è effettivamente entrata in una nuova maturità. Infine resta da capire come il marchio gestirà i prossimi appuntamenti, dalla settimana milanese di settembre alla prossima edizione di "Liu Jo Ora", che Croceri ha già anticipato come parte di un universo «più articolato».
Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla copertura di Pambianconews sulla strategia post-Venezia, all'analisi di Milano Finanza sulla capsule con Elodie e alla ricostruzione della testata carpigiana Voce sulla nomina di Croceri. Per altri scenari del comparto resta utile la sezione moda di afgmagazine.news.


