Vai al contenuto
Newsletter

SocietàVoci dal mondo

Hantavirus volo KLM: sorveglianza su 4 italiani

Hantavirus volo KLM: il ministero della Salute attiva la sorveglianza su quattro passeggeri italiani sbarcati a Roma. Una donna fiorentina in quarantena precauzionale, ECDC e OMS rassicurano sui rischi.

Di Nicola Paparusso

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Hantavirus volo KLM: sorveglianza sanitaria attivata su quattro passeggeri italiani dopo lo sbarco a Roma
Immagine generata con IA

L'allerta sanitaria che attraversa l'Europa nelle ultime ore tocca direttamente l'Italia. Sul caso Hantavirus volo KLM il ministero della Salute ha attivato i protocolli di sorveglianza su quattro passeggeri italiani che il 25 aprile scorso erano a bordo dello stesso volo Johannesburg-Amsterdam su cui aveva viaggiato la donna olandese poi deceduta a causa del virus delle Ande. Le quattro persone, sbarcate a Roma per le coincidenze interne, sono ora seguite dalle autorità sanitarie di Calabria, Campania, Toscana e Veneto. Una di loro, residente a Firenze, si trova già in quarantena precauzionale.

Nave da crociera MV Hondius attesa a Tenerife dopo il focolaio di hantavirus delle Ande
La nave MV Hondius, al centro del focolaio di hantavirus delle Ande, attesa a Tenerife per le procedure di sbarco controllato. · Immagine generata con IA

Hantavirus volo KLM: cosa è successo e perché scatta la sorveglianza

Il caso parte da lontano, dall'oceano Antartico. La donna olandese, passeggera della nave da crociera MV Hondius della compagnia Oceanwide Expeditions, si era sentita male durante una spedizione e aveva interrotto il viaggio per rientrare in Europa. Imbarcata sul volo KLM Johannesburg-Amsterdam del 25 aprile, era stata poi ricoverata e trasferita in un ospedale di Johannesburg, dove è morta il 26 aprile per una sindrome cardiopolmonare riconducibile al cosiddetto virus Andes (Andv), una variante particolarmente aggressiva di hantavirus.

Da quel volo è partita la catena di sorveglianza europea. Le autorità olandesi e l'ECDC hanno ricostruito la lista passeggeri, individuando i contatti potenzialmente esposti durante le ore di viaggio condivise. Tra loro, quattro cittadini italiani con coincidenze su Roma Fiumicino. Il ministero della Salute, una volta ricevuti i nominativi, ha trasmesso le informazioni alle Regioni di competenza per l'attivazione delle procedure di sorveglianza attiva.

Le quattro regioni coinvolte e la quarantena di Firenze

Il quadro distribuito dal dicastero parla di un caso per ciascuna delle quattro regioni indicate: Calabria, Campania, Toscana e Veneto. La Toscana è la prima a comunicare ufficialmente l'attivazione del protocollo. In una nota congiunta, il presidente Eugenio Giani e l'assessora alla Salute Monia Monni spiegano di avere «immediatamente attivato i protocolli previsti e preso contatto con la nostra concittadina», una donna fiorentina al momento asintomatica.

La quarantena domiciliare durerà fino al termine del periodo massimo di incubazione. Le altre tre regioni hanno avviato verifiche analoghe, in raccordo con le proprie aziende sanitarie locali. Il principio applicato è quello della prudenza, perché il periodo di incubazione dell'hantavirus delle Ande va dalle due alle quattro settimane, con casi che possono manifestarsi anche dopo otto. Il volo KLM è del 25 aprile: la finestra di osservazione resta dunque aperta nei prossimi giorni.

Cos'è il virus delle Ande e quali sono i sintomi

L'hantavirus delle Ande è un virus a serbatoio animale, trasmesso normalmente all'uomo attraverso il contatto con urina, feci o saliva di roditori infetti, oppure tramite superfici contaminate. La caratteristica che distingue Andv dalle altre varianti è la rara possibilità di trasmissione interumana, documentata in Argentina e Cile soprattutto in contesti di contatti stretti e prolungati con pazienti gravi.

I sintomi descritti dall'Istituto Superiore di Sanità includono mal di testa, vertigini, brividi, febbre, dolori muscolari, nausea, vomito e diarrea, seguiti da un'improvvisa difficoltà respiratoria che annuncia la sindrome cardiopolmonare da hantavirus, una condizione a rapida progressione che può colpire polmoni e cuore. Nelle Americhe il tasso di letalità registrato nel 2025 è stato del 25,7 per cento, con 229 casi e 59 decessi. In Italia, ad oggi, non risultano casi umani autoctoni.

Analisi di laboratorio per la diagnosi di hantavirus delle Ande, virus a trasmissione tramite roditori
Le analisi di laboratorio per identificare il virus Andes vengono effettuate nei centri di riferimento in raccordo con l'ECDC. · Immagine generata con IA

Hantavirus volo KLM: cosa dicono OMS, ECDC e gli esperti

La valutazione del rischio diffusa congiuntamente da Organizzazione Mondiale della Sanità ed ECDC parla di rischio «basso per la popolazione mondiale e molto basso in Europa». La nave MV Hondius, al centro del focolaio originario, è attesa proprio nelle ore notturne a Tenerife, dove il direttore generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus seguirà di persona le operazioni di sbarco controllato. A bordo è già presente da inizio maggio un medico italiano dell'ECDC.

Tra gli infettivologi italiani prevale la cautela informata. Matteo Bassetti, ordinario al San Martino di Genova, sottolinea che «il virus si trasmette solamente a contatti vicini attraverso le goccioline del respiro», definendolo «un'ottima notizia» rispetto allo scenario peggiore. Più severo Massimo Galli, già docente di Malattie infettive a Milano, che ricorda come «attualmente non vi sono farmaci di cui sia stata confermata l'attività contro Andv» e chiede una collaborazione internazionale «forte e coesa». Francesco Vaia, ex direttore dello Spallanzani, invita invece a tenere bassa la temperatura mediatica: «Abbiamo bisogno di vaccinarci? Certamente no».

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

La sorveglianza italiana procederà con controlli ravvicinati, tamponi e monitoraggio dei sintomi. Tuttavia, il fatto che la donna fiorentina e gli altri tre passeggeri siano asintomatici a oltre due settimane dal volo è un segnale incoraggiante: la finestra di incubazione media è già in larga parte trascorsa. Infatti, gli specialisti ricordano che la modalità di trasmissione tipica di Andv non si concilia con un volo di linea pressurizzato, dove il ricambio d'aria è elevato e i contatti tra passeggeri lontani sono limitati.

Quindi, perché tanta attenzione? Perché Andv è uno dei pochissimi hantavirus capaci di trasmissione interumana, perché il caso indice è morto, e perché il focolaio sulla MV Hondius non è ancora chiuso. Il cronicario delle emergenze sanitarie degli ultimi anni ha insegnato a non sottovalutare i segnali deboli. Infine, la collaborazione tra ministero, Regioni, ECDC e OMS sta funzionando: una rete di sorveglianza che, almeno per ora, sembra essere arrivata in tempo.

La prossima settimana sarà decisiva. Se nessuno dei quattro italiani svilupperà sintomi, il caso si chiuderà come una buona prova generale del sistema. In caso contrario, scatteranno i protocolli ospedalieri di livello superiore, con isolamento e supporto respiratorio. Nel frattempo, la cronaca internazionale seguirà l'arrivo della MV Hondius a Tenerife, vero punto di svolta per delimitare il focolaio.

Le ultime

Newsletter

Ogni articolonella tua posta

Scegli tu quanto spesso e su quali temi. Te ne vai con un clic, quando vuoi.

Quanto spesso