Indagine ESN Vannacci: l'Eurocamera vota il dossier
Indagine ESN Vannacci: il Parlamento europeo autorizza l'Autorità sui partiti a verificare i valori Ue del gruppo sovranista fondato da AfD. In gioco oltre 2 milioni di euro di fondi pubblici e la registrazione stessa del partito.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

L'indagine ESN Vannacci entra nel vivo: il 7 luglio 2026 il Parlamento europeo ha autorizzato l'Autorità per i partiti politici europei a verificare se il partito di estrema destra Europa delle Nazioni Sovrane rispetti i valori fondamentali dell'Unione. Il via libera è arrivato con 414 voti favorevoli, 224 contrari e 18 astenuti, aprendo una procedura che mette a rischio la stessa registrazione della formazione e i suoi finanziamenti pubblici.
Indagine ESN Vannacci: cosa ha deciso l'Eurocamera
Con il voto di Strasburgo, l'Aula ha dato mandato all'APPF, l'Autorità per i partiti politici europei e le fondazioni, di accertare se il gruppo ESN violi l'articolo 2 del Trattato sull'Unione europea, quello che sancisce dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza e Stato di diritto. La richiesta era stata depositata a inizio giugno da un fronte di oltre 180 eurodeputati dei gruppi europeisti e della sinistra.
A schierarsi a favore sono stati Popolari, Socialisti, Renew e la Sinistra. Contro hanno votato invece i Conservatori dell'ECR e i Patrioti per l'Europa, le due famiglie della destra euroscettica. Proprio da quest'ultima, tuttavia, arriva il caso italiano che rende l'indagine ESN Vannacci un dossier tutto politico anche per Roma.

Il dossier dell'APPF e le accuse al partito sovranista
Alla base della procedura c'è un corposo dossier di quasi 300 pagine firmato dal direttore dell'APPF, Pascal Schonard. Il documento raccoglie sentenze di tribunali, screenshot e post sui social che, secondo l'Autorità, dimostrerebbero una sistematica violazione dei valori europei da parte di esponenti del gruppo.
Nel fascicolo si citano retorica antisemita, posizioni anti-LGBT — fino all'equiparazione dell'omosessualità alla pedofilia — e messaggi anti-migranti, comprese le richieste di "remigrazione" dei cittadini europei di origine straniera. Vengono inoltre menzionati striscioni razzisti attribuiti al partito ceco SPD e una sentenza tedesca che ha giudicato il programma di AfD "contrario alla dignità umana e alla libertà di religione".
Infatti l'ESN nasce nel 2024, all'indomani delle elezioni europee, proprio su iniziativa di Alternative für Deutschland, che ne resta la forza dominante. Ne fanno parte, tra gli altri, la polacca Konfederacja, i francesi di Reconquête, gli SPD cechi e i bulgari di Vazrazhdane.
Vannacci nel mirino: dai Patrioti ai Sovranisti
Il fronte italiano dell'indagine ESN Vannacci ruota attorno al generale Roberto Vannacci, eletto a Bruxelles con la Lega e oggi in aperta rotta con Matteo Salvini. A febbraio 2026 l'ex militare ha spostato la propria delegazione dai Patrioti per l'Europa al gruppo dei Sovranisti, portando in dote il neonato movimento Futuro Nazionale.
Quel passaggio, che aveva già segnato lo strappo con il Carroccio, colloca ora Vannacci al centro di una procedura che riguarda l'intera famiglia sovranista. «Con il voto odierno abbiamo avviato un'indagine che riguarda il partito europeo di Vannacci, l'Europa delle Nazioni Sovrane, dove il collega siede insieme ai neonazisti di Alternative für Deutschland», ha dichiarato l'eurodeputato del Pd Brando Benifei.
«Può ricevere ingenti finanziamenti europei una formazione politica che promuove apertamente idee razziste, misogine e con alcuni suoi esponenti anche antisemite e islamofobe?», ha aggiunto Benifei, rivendicando il principio della «nessuna tolleranza per gli intolleranti». Sul versante tedesco gli ha fatto eco Martin Schirdewan, copresidente della Sinistra: «Non ci devono essere finanziamenti pubblici per l'incitamento all'odio».
Per la Lega la vicenda è scomoda su un doppio fronte. Da un lato Salvini condivide con AfD la stessa area politica europea; dall'altro Vannacci, pur eletto nelle liste del Carroccio, ha ormai preso una strada autonoma che espone il partito alle conseguenze reputazionali dell'inchiesta. Il generale, del resto, ha costruito la propria ascesa proprio sulla radicalizzazione dei temi identitari, e nei sondaggi la sua rincorsa alla Lega è diventata un fattore di tensione permanente dentro il centrodestra.
Oltre due milioni di euro di finanziamenti a rischio
La posta in gioco non è solo simbolica. Nel solo 2026 il Parlamento europeo ha erogato al partito sovranista oltre 2 milioni di euro. Se l'APPF concluderà che l'ESN viola i valori dell'Unione, la formazione potrebbe perdere la registrazione come partito europeo e, con essa, l'accesso ai fondi pubblici, di fatto una messa al bando dal panorama politico continentale.
La procedura, quindi, non tocca direttamente i 27 eurodeputati del gruppo né i singoli parlamentari, che manterrebbero il seggio: a essere in bilico è l'infrastruttura finanziaria del partito. Dal canto suo l'ESN, tramite un portavoce, ha respinto le accuse rivendicando la «libertà di espressione come valore fondamentale dell'Unione», da difendere con il dibattito e non con le esclusioni.
Il caso, del resto, si inserisce in un clima già teso: un'inchiesta separata della Procura europea (Eppo) sta esaminando l'uso dei fondi comunitari da parte dell'ex gruppo Identità e Democrazia tra il 2019 e il 2024, con perquisizioni in Francia e in altri Paesi. Per Vannacci, reduce dallo strappo con la Lega e da dichiarazioni molto discusse, l'indagine ESN rappresenta perciò una nuova, delicata grana su scala europea. Infine, la parola passa ora all'Autorità di controllo, chiamata a decidere se e quando la procedura si tradurrà in sanzioni concrete.


