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Costituente Futuro Nazionale: Vannacci lancia il partito

Costituente Futuro Nazionale: 1.700 delegati a Roma per il battesimo del partito di Vannacci, big del centrodestra assenti e duello con la Lega di Salvini.

Di Nicola Paparusso

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Costituente Futuro Nazionale: Vannacci all'Auditorium della Conciliazione di Roma
Immagine generata con IA

La Costituente Futuro Nazionale apre i battenti all'Auditorium della Conciliazione di Roma il 13 e 14 giugno 2026, riunendo circa 1.700 fra delegati e ospiti per il battesimo ufficiale del partito di Roberto Vannacci. Il generale-europarlamentare arriva nella capitale con la promessa di un movimento autonomo, fuori dalla cornice della Lega ma con la pretesa di parlare a tutto il centrodestra. L'evento si annuncia a porte chiuse alla stampa, con esecutivo nazionale, programma politico e cariche definitive che dovrebbero uscire dall'assemblea entro la chiusura di domenica.

Costituente Futuro Nazionale: 1.700 delegati alla Conciliazione

L'ANSA e la LaPresse raccontano un Auditorium dato in anticipo per «tutto esaurito», con delegazioni territoriali arrivate da tutta Italia. La sessione del sabato è dedicata al regolamento interno, alla nomina dell'esecutivo nazionale e alla discussione delle linee programmatiche. Domenica, intorno a mezzogiorno, è atteso il discorso di chiusura affidato direttamente a Vannacci, che parlerà davanti ai delegati e con la stampa relegata a una conferenza filtrata.

La macchina organizzativa è coordinata dal deputato pisano Edoardo Ziello, eletto con la Lega ma in rotta aperta con il partito di via Bellerio. Il movimento conta oggi su otto parlamentari, quasi tutti transitati dal Carroccio, e punta a costruire entro l'autunno una rete capillare di comitati territoriali capace di reggere il confronto sulle Europee del 2029 e su possibili anticipate. Per Vannacci la Costituente non è un congresso fra altri: è il passaggio da fenomeno personale a soggetto strutturato, con statuto, organi e bilancio.

Costituente Futuro Nazionale: sala dell'assemblea con delegati e bandiere tricolori
L'aula dell'assemblea durante una sessione plenaria della Costituente Futuro Nazionale. · Immagine generata con IA

Big del centrodestra assenti, vanno solo i locali

Il dato politico più immediato è l'assenza dichiarata dei leader della maggioranza. Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi hanno scelto di non mettere piede all'Auditorium, inviando al massimo segretari romani o esponenti di base. Tradotto: nessuna foto comune, nessuna investitura simbolica, nessun gesto distensivo. La cronaca politica di queste ore conferma che la decisione è stata maturata congiuntamente nei vertici dei tre partiti di governo, per non legittimare un competitor interno mentre la legge elettorale e i ballottaggi appena chiusi pesano ancora sul calendario di palazzo Chigi.

Da Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli ha affidato a una sola frase la linea ufficiale: «spaccano il centrodestra per aiutare la sinistra a vincere». Tuttavia, dentro la Costituente Futuro Nazionale, l'accusa diventa carburante. Lo si è capito dalle parole dello stesso Ziello, che parlando con i cronisti ha rivendicato il ruolo di pungolo: «evidentemente è sotto pressione da parte dei Salvini di turno, vuole costruire lo stesso cordone sanitario, intorno a Futuro Nazionale, che il suo amico Merz ha fatto». Il riferimento al cancelliere tedesco e al cordone contro AfD serve a posizionare il movimento come la vera destra non addomesticata.

Il duello con la Lega di Salvini

Il fronte più ruvido resta quello con il Carroccio. La Lega, infatti, ha rilanciato proprio nelle ultime ore l'idea di Matteo Salvini al Viminale, mossa che il sottosegretario Claudio Durigon ha legato esplicitamente alla Costituente Futuro Nazionale. Durigon ha accusato Vannacci di «mettere un muro» non votando la fiducia in alcuni passaggi parlamentari recenti, e ha rivendicato il ministero dell'Interno come «risposta naturale» al fianco scoperto a destra. Quindi una doppia partita: dentro il governo Salvini chiede più potere, fuori i suoi attaccano Vannacci come responsabile dell'arretramento leghista.

Il generale, però, ha gioco facile a ribaltare lo schema. Ai ballottaggi amministrativi del 7 e 8 giugno, raccontati nell'analisi sui 118 comuni in voto, la sua candidatura a Vigevano aveva sfiorato il 41% al primo turno, costringendo Forza Italia a una rincorsa scomoda al ballottaggio. Quel risultato, sommato all'erosione costante dei voti leghisti, ha convinto anche Marina Berlusconi a chiedere una selezione più severa della classe dirigente del centrodestra. Lo slogan che girerà fra i delegati riassume tutto: «il problema è l'Europa, la soluzione è l'Italia».

Programma, sondaggi e prospettive elettorali

Sul terreno programmatico la Costituente Futuro Nazionale punta su famiglia, imprese e scuola, declinati con accenti identitari che hanno accompagnato Vannacci sin dalla pubblicazione del suo libro. Si parla di sostegno alla natalità e ai redditi medi, difesa del Made in Italy contro le regole comunitarie e una linea durissima su sicurezza e immigrazione, comprese le ricorrenti uscite sulla cosiddetta «remigrazione». Infatti diverse anime convivono nei comitati territoriali, dai cattolici pro vita ai movimenti sovranisti, e l'assemblea servirà a stabilire chi rappresenta il movimento nei palinsesti televisivi e nei tavoli istituzionali.

I sondaggi politici aggiornati a metà giugno descrivono un campo largo ancora avanti rispetto al centrodestra, con il Pd in lieve frenata e il Movimento 5 Stelle in crescita: in questo quadro, Futuro Nazionale si muove in una fascia compresa tra l'1 e il 3%, ancora lontana dalle soglie di sbarramento ma sufficiente per condizionare gli equilibri della coalizione di governo. Di conseguenza la sfida vera non è il consenso assoluto, ma la capacità di sottrarre voti alla Lega in regioni chiave come Veneto, Lombardia ed Emilia. Vannacci lo sa e lavora per intercettare l'elettorato deluso dal Carroccio prima che la finestra si chiuda.

Costituente Futuro Nazionale: delegati al tavolo di lavoro sul programma
Delegati al lavoro sulle linee programmatiche della Costituente Futuro Nazionale. · Immagine generata con IA

Cosa cambia per il centrodestra dopo la Costituente

Il passaggio romano lascia aperti tre nodi. Primo, la convivenza dentro il gruppo Lega al Parlamento europeo: i fedelissimi di Vannacci hanno già minacciato una scissione formale qualora la pressione di Salvini diventasse insostenibile, mentre dal Carroccio si fa sapere che la pazienza è agli sgoccioli. Secondo, l'agibilità sui media nazionali, dove i talk show stanno costruendo il duello tra premier e generale come format settimanale; ne ha avuto un assaggio anche lo scontro social fra Meloni e Conte di queste ore, che mostra quanto sia diventato fragile il filtro istituzionale. Terzo, la legge elettorale: con il sistema Stabilicum in discussione, la presenza di un nuovo partito sovranista cambia in modo significativo i calcoli sulle preferenze e sulle coalizioni.

Infine c'è il fattore tempo. La Costituente Futuro Nazionale arriva nello stesso weekend in cui il centrosinistra ha appena varato il Progetto Civico Italia di Alessandro Onorato e in cui il governo prepara le comunicazioni sul Consiglio europeo del 18-19 giugno. Quindi la cornice politica della prossima settimana sarà inevitabilmente segnata da tre attori in movimento: una Meloni che difende il perimetro, un Vannacci che lo erode da destra e un campo largo che prova a ricompattarsi a sinistra. Per chi osserva da fuori, il quadro racconta soprattutto la fine della stagione delle coalizioni cristallizzate.

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