Prada tute lunari: AxEMU Lcvg per missione Artemis III
Le Prada tute lunari escono dalla fase concept: a New York Axiom Space ha svelato il Liquid Cooling and Ventilation Garment della AxEMU per Artemis III.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Le Prada tute lunari escono dalla fase concept ed entrano in quella ingegneristica. La maison milanese e Axiom Space hanno presentato a New York, nella sede SoHo del marchio, il Liquid Cooling and Ventilation Garment, lo strato interno della tuta extraveicolare AxEMU che gli astronauti della NASA indosseranno per la missione Artemis III. Non è un esercizio di branding: è il cuore di sopravvivenza del sistema, il capo a contatto con la pelle che regola temperatura, ossigeno e anidride carbonica nelle otto ore consecutive di camminata sul polo sud lunare.
Prada tute lunari: dentro la AxEMU, il sistema che fa respirare l'astronauta
Il Liquid Cooling and Ventilation Garment, sigla Lcvg, è invisibile sotto i molteplici strati protettivi della AxEMU (Axiom Extravehicular Mobility Unit). Tuttavia, gli ingegneri di Axiom lo considerano uno degli elementi più cruciali dell'intero apparato. Fa circolare acqua fredda lungo i principali gruppi muscolari, convoglia ossigeno fresco sul viso e rimuove l'anidride carbonica prodotta dalla respirazione. Inoltre, in caso di guasto un circuito ridondante garantisce continuità operativa: nello spazio profondo non esistono seconde chance.
Russell Ralston, responsabile dello sviluppo dei veicoli spaziali per Axiom Space, ha sintetizzato il concetto durante la presentazione: «La tuta spaziale è una navicella per una persona». Infatti, il design della AxEMU deve sostenere temperature estreme nelle regioni permanentemente in ombra del polo sud lunare, garantire flessibilità di movimento superiore alle generazioni precedenti e adattarsi a fisionomie diverse, comprese quelle femminili. Le Prada tute lunari dovranno reggere otto ore di attività extraveicolare consecutive senza un punto debole.

Da Milano a New York: i due capitoli della partnership con Axiom Space
La collaborazione tra Prada e Axiom Space risale all'ottobre 2023, quando la società aerospaziale di Houston scelse la maison di Patrizio Bertelli per sviluppare le tute del programma Artemis. Nella prima fase Prada aveva contribuito allo strato esterno della AxEMU, realizzando un capo resistente alle variazioni termiche estreme e all'ambiente ricco di micrometeoriti del polo sud lunare. Quindi, l'estensione al Lcvg rappresenta il secondo capitolo: il gruppo di Milano passa dall'apparenza alla fisiologia, dalla pelle esterna agli organi interni del sistema di sopravvivenza.
Lorenzo Bertelli, Chief Marketing Officer e responsabile della sostenibilità del Gruppo Prada, ha presentato il progetto dalla sede newyorkese del marchio a SoHo. Le scelte sono dettate, ha spiegato, «da passione e dal desiderio di innovare». Tuttavia, dietro la formula c'è una mossa industriale precisa: portare il know-how italiano di materiali, ergonomia e prestazioni tecniche dentro una filiera, quella aerospaziale, finora preclusa al lusso europeo. Il tessile-abbigliamento italiano, che vale 58,39 miliardi nel 2025, trova così un nuovo terreno di legittimazione tecnologica.
Matt Ondler, ex presidente di Axiom Space, l'ha detta chiara durante l'evento: «Abbiamo rotto gli schemi. La partnership fra Axiom Space e Prada segna un precedente che ci aiuterà a ripensare le collaborazioni fra settori, aprendo nuove strade per i servizi spaziali commerciali». Il CEO Jonathan Cirtain ha scelto un proverbio africano per descriverne l'approccio: «Se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano vai insieme».
Artemis III diventa demo in orbita, lo sbarco slitta ad Artemis IV nel 2028
Il calendario, però, è cambiato. La NASA ha rivisto la sequenza del programma: Artemis III non effettuerà più l'allunaggio ma sarà una missione dimostrativa in orbita terrestre bassa nella seconda metà del 2027, dedicata al test dei sistemi di rendezvous e docking con i lander di Blue Origin e SpaceX. Il primo sbarco lunare vero e proprio è ora atteso con Artemis IV, previsto nel 2028. Di conseguenza, le AxEMU saranno collaudate durante Artemis III per poi diventare protagoniste del ritorno umano sulla superficie del satellite.

L'equipaggio di Artemis III, annunciato il 9 giugno 2026, comprende il comandante Randy Bresnik, gli specialisti di missione Frank Rubio e Andre Douglas e — unico astronauta non statunitense — il pilota italiano Luca Parmitano, in qualità di rappresentante dell'ESA. Per l'astronauta di Catania, classe 1976, colonnello dell'Aeronautica Militare e già comandante della Stazione Spaziale Internazionale, è la terza missione in orbita: la prima però con prospettiva lunare. Parmitano, visibilmente commosso durante la conferenza, ha ringraziato «le scuole e l'aviazione italiana» per la formazione ricevuta.
Made in Italy nello spazio: perché Prada ha rotto la barriera del lusso aerospaziale
È la prima volta che un grande nome del lusso europeo entra in modo strutturale nell'industria aerospaziale, contribuendo non solo all'estetica ma all'ingegneria di un sistema di sopravvivenza. Le Prada tute lunari spostano l'asticella: la moda italiana smette di essere solo passerella, archivio o capitale culturale e diventa fornitore tier-one di una filiera tecnologica globale. Il segnale è coerente con quanto sta accadendo nel sistema: il patto Italia-Francia sulla filiera del lusso firmato a Parigi a inizio giugno racconta lo stesso desiderio di posizionare il Made in Italy lungo catene del valore strategiche.
Per Prada, in particolare, l'operazione completa un riposizionamento iniziato anni fa con la nautica (la Coppa America con Luna Rossa) e proseguito con l'archivio Fondazione Prada come laboratorio culturale. Adesso lo spazio, l'ultima frontiera industriale del XXI secolo. Inoltre, nel pieno della contrazione del lusso globale, scegliere un palcoscenico tecnologico anziché un'altra capsule collection è una dichiarazione di metodo: si compete sulla materia prima della credibilità, non sui drop. Fonti italiane di settore parlano già di un terzo capitolo della partnership in costruzione, con focus su materiali compositi per l'habitat lunare di lungo periodo.
La conferenza stampa di New York ha quindi messo nero su bianco un asse che fino a tre anni fa sembrava inconcepibile: la couture milanese che disegna l'organo interno di una tuta spaziale americana, con un astronauta italiano in cabina di pilotaggio. Infine, il 2027 dirà se la promessa regge la prova del vuoto. Per ora, la AxEMU è il manifesto industriale più ambizioso firmato dal lusso italiano nel decennio.


