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Cinema

Mel Brooks 100 anni: Bologna festeggia il re della parodia

Mel Brooks 100 anni: il Cinema Ritrovato di Bologna celebra il regista in Piazza Maggiore con Frankenstein Junior e il tributo di Judd Apatow.

Di Vincenzo Pollice

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Mel Brooks 100 anni festeggiati a Piazza Maggiore Bologna dal Cinema Ritrovato
Immagine generata con IA

Mel Brooks 100 anni: la festa cinematografica di Bologna

I Mel Brooks 100 anni sono diventati, domenica 28 giugno 2026, la dichiarazione d'amore più rumorosa che Bologna potesse offrire al cinema americano. In Piazza Maggiore, sotto lo schermo gigante del festival Il Cinema Ritrovato, la quarantesima edizione si è chiusa con un compleanno collettivo: il pubblico ha intonato Happy Birthday to You, un video-saluto del maestro newyorkese ha fatto da prologo e poi è partita, su pellicola restaurata, la proiezione di Frankenstein Junior. Un gesto che la Cineteca di Bologna ha trasformato in liturgia laica, perché celebrare i Mel Brooks 100 anni significava insieme festeggiare un secolo di umorismo ebraico, dissacrante e tenero.

Mel Brooks 100 anni festeggiati a Piazza Maggiore Bologna dal Cinema Ritrovato
Piazza Maggiore, Bologna: il festival Il Cinema Ritrovato celebra i cento anni di Mel Brooks con Frankenstein Junior. · Immagine generata con IA

Nato Melvin Kaminsky il 28 giugno 1926

Tutto comincia a Brooklyn, in una famiglia ebraica modesta, dove un bambino di nome Melvin Kaminsky vede la luce il 28 giugno 1926. Il padre muore quando lui ha appena due anni, la madre cuce vestiti per sopravvivere. Quel ragazzino diventerà Mel Brooks, regista, sceneggiatore, compositore, attore e — soprattutto — l'uomo che ha ridotto in cenere ogni cliché di Hollywood. Quando scoppia la Seconda guerra mondiale lo arruolano nel Genio, e tra una mina e una buca improvvisa scopre che far ridere i compagni d'arme funziona meglio di qualsiasi medaglia. Quella vocazione lo porterà, alla fine degli anni Quaranta, sui palchi del Borscht Belt, il circuito di villaggi vacanze ebraici dei monti Catskill dove l'umorismo yiddish stava modellando l'intera commedia americana.

Dal palco al piccolo schermo il passo è breve. Sid Caesar lo arruola nel parterre di sceneggiatori di Your Show of Shows (1950-1954), dove Brooks divide la stanza con Woody Allen, Neil Simon e soprattutto con Carl Reiner. Tuttavia è proprio con Reiner che nasce il numero radiofonico che gli cambierà la vita: The 2000 Year Old Man, intervista improvvisata a un anziano testimone della storia umana. La complicità con Reiner durerà settant'anni, fino alla morte dell'amico nel 2020, e diventerà il filo conduttore di una carriera che si sviluppa su due binari paralleli, comico e affettivo.

Mel Brooks 100 anni di EGOT e parodie immortali

I Mel Brooks 100 anni si misurano anche in statuette. Pochi artisti al mondo possono vantare un EGOT, l'acronimo che racchiude Emmy, Grammy, Oscar e Tony: Brooks ne fa parte da decenni, in un club che conta circa venti persone. L'Oscar arriva nel 1969 per la sceneggiatura originale di Per favore, non toccate le vecchiette, debutto registico che racconta due produttori squattrinati di Broadway intenzionati a portare in scena il musical più orribile mai concepito, dal titolo Springtime for Hitler. Una commedia che oggi resta materia di studio per chiunque si interroghi su quanto la risata possa disinnescare l'orrore.

Il 1974 è l'anno-miracolo. Brooks dirige nello stesso dodici mesi Mezzogiorno e mezzo di fuoco e Frankenstein Junior: due film capaci di smontare due generi (il western e l'horror gotico) e di riscriverne le regole. Nessun altro regista, prima o dopo, ha ottenuto un'accoppiata simile nello stesso anno solare. Lo ricorda anche Judd Apatow, oggi voce autorevole della commedia americana, secondo cui Brooks resta «il più divertente di tutti i tempi». Apatow ha firmato il documentario in otto puntate Mel Brooks: The 99 Year Old Man!, approdato su HBO Max nel gennaio 2026, un viaggio dentro la longevità comica del maestro che ha anticipato di pochi mesi il centenario.

Frankenstein Junior il film cult di Mel Brooks proiettato per i 100 anni a Bologna
Frankenstein Junior, l'omaggio gotico-comico del 1974, è stato proiettato in Piazza Maggiore al termine della cerimonia. · Immagine generata con IA

La festa in Piazza Maggiore: Cineteca, Apatow, Frankenstein Junior

L'idea della Cineteca di Bologna, guidata da Gian Luca Farinelli, è stata semplice e potente. La quarantesima edizione del festival Il Cinema Ritrovato è andata in scena dal 20 al 28 giugno 2026 tra Piazza Maggiore, Piazzetta Pasolini e le sale del Modernissimo, con oltre quattrocento titoli restaurati. La serata conclusiva, infatti, era stata pensata da mesi attorno alla data simbolica del centenario di Brooks. Alle 21.45 di domenica, di fronte a migliaia di spettatori, è partito il rituale: spegnimento delle luci, candele virtuali sullo schermo, coro improvvisato sulle note di Happy Birthday. Quindi il video-saluto registrato dal regista, ancora lucido e tagliente a cento anni, che ringraziava Bologna «per aver scelto il mio film preferito da me stesso».

Il messaggio di Brooks, sottotitolato in italiano, ha citato il restauro 4K di Frankenstein Junior e ha ricordato Gene Wilder, complice della sceneggiatura e protagonista del film. Subito dopo, l'auditorium all'aperto è entrato nel film: i sopratitoli italiani hanno restituito la celebre battuta «Igor, mettiti il cervello», e la piazza ha esploso in una risata che, a detta dei presenti, è durata quanto la sequenza del numero musicale Puttin' on the Ritz. Apatow, intervistato in collegamento, ha ribadito che il 1974 di Brooks resta «un anno irripetibile, come Sgt. Pepper per i Beatles».

Anne Bancroft, Carl Reiner e l'amore italiano del comico

Dietro il personaggio pubblico c'è un'altra storia, intima e italiana. Nel 1964 Brooks sposa Anne Bancroft, l'attrice italoamericana premio Oscar per Anna dei miracoli e icona generazionale grazie a Il laureato. Un matrimonio durato quarantun anni, fino alla morte di lei nel 2005, e raccontato dal regista in libri, talk show e interviste come la pietra angolare della sua vita. Anne, nata Anna Maria Italiano da una famiglia originaria di Muro Lucano, in Basilicata, fu coautrice di alcune delle gag più affilate di Balle spaziali. Brooks la cita spesso come «la persona che mi ha insegnato il tempo comico vero, non quello scritto».

L'eredità del regista, dunque, non è soltanto cinematografica. È anche teatrale: nel 2001 il musical di Broadway The Producers, derivato dal film del 1968, conquista dodici Tony Award, record imbattuto. È televisiva, con la serie animata Spaceballs: The Animated Series e con le sue innumerevoli apparizioni in Curb Your Enthusiasm. E continua a essere viva: Amazon MGM ha annunciato per il 23 aprile 2027 l'uscita di Spaceballs: The New One, sequel del cult del 1987 che vedrà Brooks tornare a far parlare il piccolo, saggio Yogurt, parodia di Yoda.

Cosa restano dei Mel Brooks 100 anni

Bologna, infine, non è stata una scelta casuale. Il Cinema Ritrovato è la cassaforte mondiale del restauro filmico, e celebrare proprio qui i Mel Brooks 100 anni significa riconoscere che la sua opera è ormai patrimonio da proteggere, restaurare, ridistribuire. Il maestro, di recente, ha donato migliaia di documenti, sceneggiature e fotografie al National Comedy Center di Jamestown, nello stato di New York, perché «la commedia ha bisogno di un archivio, esattamente come l'opera lirica». Una frase che a Bologna risuona doppia, città di Pavarotti e di Pier Paolo Pasolini.

Il senso politico del centenario, peraltro, è inseparabile dalla biografia del regista. Brooks ha ridotto al ridicolo Hitler in The Producers, ha smontato il razzismo del West con Mezzogiorno e mezzo di fuoco, ha presentato un mostro innamorato e gentile in Frankenstein Junior. La sua commedia, infatti, ha sempre attraversato il dolore per costringerlo a inchinarsi. In un'epoca in cui la satira viene continuamente rimessa in discussione, la lezione del maestro newyorkese resta una bussola. La sua frase più citata sintetizza l'arte di una vita intera: «sono nato per far ridere, e questo faccio ogni giorno». Quindi, infine, anche i Mel Brooks 100 anni sono solo l'inizio. Per saperne di più sui festival di restauro che ne hanno raccolto l'eredità, segnaliamo la sezione cinema del nostro magazine.

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