Cinema Ritrovato 2026: 40 anni con Visconti e Murnau
Cinema Ritrovato 2026: la 40ª edizione del festival bolognese dal 20 al 28 giugno apre con Aurora di Murnau, celebra Visconti a 120 anni dalla nascita e dedica retrospettive a Joséphine Baker e Barbara Stanwyck.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Cinema Ritrovato 2026 taglia il traguardo della quarantesima edizione e lo fa con un programma che pesa: dal 20 al 28 giugno la Cineteca di Bologna trasforma la città in un cantiere a cielo aperto della memoria filmica, con circa cinquecento titoli, otto sale coinvolte e tre sezioni-guida che riorientano lo sguardo dello spettatore. È il festival dei restauri più importante d'Europa, quello che da quattro decenni inventa un linguaggio per parlare di film perduti e ritrovati, e la cifra dell'edizione 2026 è un duplice anniversario: i centovent'anni dalla nascita di Luchino Visconti, i cinquant'anni dalla sua morte. Una cornice che innerva l'intera rassegna e che dialoga con un'apertura altrettanto solenne, dedicata a un altro maestro che non c'è più: Friedrich Wilhelm Murnau.
Cinema Ritrovato 2026 apre con Aurora di Murnau
La serata inaugurale del Cinema Ritrovato 2026 è fissata per sabato 20 giugno in Piazza Maggiore. La piazza accoglie la prima mondiale del restauro 4K di Aurora, capolavoro del 1927 di Murnau, accompagnato dall'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Timothy Brock su una partitura originale composta espressamente per l'occasione. È un restauro che vale come dichiarazione di metodo: il negativo originale del film andò perduto in un incendio negli anni Trenta, e per riportarlo a una qualità prossima all'originale sono stati interpellati gli archivi di mezzo mondo. Hanno contribuito il British Film Institute, la Cinémathèque royale de Belgique, il MoMA di New York, l'Eye Filmmuseum di Amsterdam.
Il coordinamento è del San Francisco Film Preserve; il color grading e la finalizzazione digitale sono firmati da L'Immagine Ritrovata, il laboratorio bolognese che ha riportato in vita anche il Metti, una sera a cena di Patroni Griffi presentato a Cannes Classics da Dario Argento (qui il racconto dell'anteprima di maggio). Aurora torna così visibile in una forma vicinissima a quella vista dal pubblico americano del 1927.

Visconti: centovent'anni in cinque restauri
L'omaggio a Luchino Visconti è il cuore tematico del Cinema Ritrovato 2026. La Cineteca di Bologna porta in piazza e in sala alcuni dei restauri firmati negli anni dal proprio laboratorio: Senso, Il Gattopardo, Rocco e i suoi fratelli sono i titoli su cui poggia il percorso, in dialogo con copie da archivi internazionali. Visconti compie centovent'anni dalla nascita (Milano, 2 novembre 1906) e cinquanta dalla scomparsa (Roma, 17 marzo 1976): una doppia ricorrenza che la storiografia europea aveva già acceso e che a Bologna trova una traduzione filologica.
L'omaggio non è soltanto una vetrina celebrativa. Tuttavia, è anche un'occasione per leggere Visconti accanto ad altri due maestri del Novecento — Murnau, appunto, e Chaplin — collocando l'opera del regista milanese nella corrente lunga della modernità cinematografica europea. È il metodo che la direzione del festival, guidata da Gian Luca Farinelli con Cecilia Cenciarelli, ha consolidato in quattro decenni di programmazione: il restauro come gesto critico, non come archeologia.
Joséphine Baker, Barbara Stanwyck: due ritratti d'autrice
Accanto all'omaggio italiano, il Cinema Ritrovato 2026 dedica due percorsi monografici a due icone della cultura occidentale. Una retrospettiva completa è dedicata a Joséphine Baker: il festival raccoglie i suoi film, i frammenti d'archivio Gaumont-Pathé, le testimonianze di una carriera che ha attraversato Parigi, Berlino e l'America, fra varietà e cinema, militanza civile e leggenda. È la prima volta che una rassegna europea propone Baker nella sua interezza filmica.
Barbara Stanwyck è invece la diva dell'anno: la sezione le restituisce il ruolo che la cultura cinefila contemporanea le ha riconosciuto, fra noir, screwball, melodramma e western. Quindi non solo La fiamma del peccato di Wilder o Lady Eva di Sturges, ma un percorso che ricostruisce traiettorie meno frequentate, restituendo a Stanwyck il rango di attrice strutturale del classicismo hollywoodiano.
I cine-concerti, da Chaplin a una strega finlandese del 1929
Il filo dei cine-concerti corre lungo tutta la settimana. Dopo l'apertura con Aurora, Timothy Brock torna sul podio per dirigere l'Orchestra Senzaspine in un programma dedicato ai restauri MoMA di due cortometraggi del 1918 di Charlie Chaplin: A Dog's Life e Shoulder Arms. Una doppia proiezione che certifica anche per il 2026 la centralità del muto, da sempre laboratorio principale del festival bolognese.
Inoltre, il calendario propone un'incursione meno prevedibile: Le maledizioni della strega (Noidan kirot), film finlandese del 1929 diretto da Teuvo Puro, accompagnato dal vivo dal gruppo Cleaning Women con un sound design originale. È il tipo di operazione che il Cinema Ritrovato sa fare meglio di chiunque altro: portare alla luce un titolo dimenticato di una cinematografia minore e farne, per una sera, il centro del mondo cinefilo.

Modernissimo, Piazza Maggiore, e il festival come mappa di Bologna
Le otto sedi del Cinema Ritrovato 2026 ridisegnano la geografia del centro storico bolognese. Il fulcro resta il dittico fra il Cinema Modernissimo, riaperto dalla Cineteca dopo il restauro architettonico, e Piazza Maggiore con il maxischermo per le serate. A loro si aggiungono le sale Mastroianni e Scorsese al Lumière, il Jolly, l'Arlecchino, l'Europa, il Pasolini di San Lazzaro: un anello che tiene insieme cinema d'epoca, multisale di prossimità e luoghi di nuova fondazione.
Le tre sezioni-guida — The Cinephiles' Heaven, The Time Machine, The Space Machine — organizzano il flusso. La prima raccoglie i restauri e i ritrovamenti dell'anno; la seconda esplora la capacità del cinema di ricostruire atmosfere storiche; la terza scava nella geografia: India, Giappone, Spagna sono le tre cinematografie nazionali a cui il festival dedica focus dedicati. Il restauro in 3D di due titoli Warner del 1954 (Il fantasma della Rue Morgue e The Bounty Hunter) è la curiosità annunciata al cine-quiz di anteprima dell'11 maggio al Modernissimo, condotto come da tradizione da Farinelli, Cenciarelli e Roy Menarini.
Una festa che racconta cosa significa preservare
Quaranta edizioni hanno costruito attorno al Cinema Ritrovato una comunità internazionale di archivisti, critici, distributori e cinefili. Festival come Cannes, che quest'anno ha chiuso con la Palma a Cristian Mungiu, guardano alla rassegna bolognese come al partner naturale per i propri progetti di restauro: la sezione Cannes Classics 2026, con L'innocente di Visconti e Metti, una sera a cena, è uscita in larga parte dai laboratori che gravitano attorno alla Cineteca. Il Cinema Ritrovato 2026 è dunque anche un osservatorio sullo stato della filiera del restauro europeo, in un anno in cui i fondi pubblici alla cultura cinematografica tornano a essere oggetto di confronto politico nei principali paesi del continente. Quaranta candeline, in questo senso, suonano come un titolo di credito esteso: a Bologna si torna per capire, ancora una volta, che cosa significhi davvero conservare.


