Milano Film Fest 2026: giurie a Bruni Tedeschi e Vicario
Milano Film Fest 2026: Valeria Bruni Tedeschi presiede la giuria lungometraggi e Margherita Vicario quella dei corti. Festival dal 4 al 9 giugno con direzione di Claudio Santamaria.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Il Milano Film Fest 2026 alza il sipario sulla sua seconda edizione e rivela il volto autoriale che orienterà i premi: la regista e attrice Valeria Bruni Tedeschi presiederà la giuria dei lungometraggi, mentre la cantautrice e regista Margherita Vicario guiderà quella dei cortometraggi. L'annuncio è arrivato il 28 aprile 2026 dal direttore artistico Claudio Santamaria, che firma il progetto per il secondo anno consecutivo dopo l'esordio del 2025.
La rassegna, in programma dal 4 al 9 giugno con quartier generale al Piccolo Teatro, si conferma come l'evento cinematografico identitario della città — pensato per intrecciare cinema, serie, fotografia e musica con il tessuto urbano milanese. Una scelta editoriale precisa, che spinge il festival fuori dalle sale tradizionali per occupare quartieri, piazze, ospedali e istituti penitenziari.
Milano Film Fest 2026: due presidenti per le giurie internazionali
La giuria del concorso lungometraggi riunisce intorno a Bruni Tedeschi quattro nomi noti del cinema italiano contemporaneo: Vinicio Marchioni, Anna Ferzetti, Federico Cesari e Silvia D'Amico. Una composizione che mescola interpretazione classica e linguaggio della serialità, con l'obiettivo di leggere le opere in concorso anche dal punto di vista produttivo, non solo estetico.
La giuria del concorso cortometraggi è invece guidata da Margherita Vicario, reduce dal successo critico del suo esordio dietro la macchina da presa con Gloria!. Con lei siedono Eduardo Scarpetta, Milena Mancini, Ludovica Rampoldi e Ludovica Nasti. Cinque interpreti di una nuova generazione di autori, sceneggiatori e attori che riflettono il carattere cosmopolita e inclusivo che il festival rivendica come tratto distintivo, come riportato da Taxidrivers.

La firma di Claudio Santamaria al Milano Film Fest 2026
Per Santamaria si tratta della seconda edizione consecutiva alla direzione artistica. Il Milano Film Fest 2026 nasce infatti nell'ottobre 2024 come iniziativa della Fondazione di Partecipazione Milano Film Fest in collaborazione con il Comune di Milano, con il sostegno dei partner fondatori Il Cinemino, Esterni, Fondazione DUDE e Perimetro. La prima edizione, ribattezzata «Scintille», debuttò nel giugno 2025 e fu raccontata dalla stampa come il tentativo riuscito di restituire a Milano un appuntamento cinematografico di respiro internazionale dopo anni di assenza.
Quest'anno la regia di Santamaria insiste sul concetto di festival come laboratorio civile: «Le scintille creative possono nascere ovunque e tutti i cittadini possono fare cultura», è stato il messaggio guida diffuso nella presentazione della seconda edizione. Inoltre la manifestazione punta a coinvolgere fasce di pubblico solitamente lontane dal grande schermo, attraverso proiezioni in luoghi non convenzionali — un dato confermato dalla stessa presentazione ufficiale del festival.
Programma e sezioni: cinema, serie, fotografia
Il programma sarà articolato in concorsi internazionali per lungometraggi e cortometraggi, una sezione anteprime, focus tematici dedicati alle serie televisive e alla fotografia, retrospettive, eventi in piazza, appuntamenti per l'industria, workshop e incontri speciali. Una struttura ibrida che dichiara apertamente di voler superare la categoria del solo film, abbracciando l'intera filiera dell'audiovisivo contemporaneo.
Tuttavia il cuore competitivo restano i due concorsi affidati alle giurie internazionali. Sei giorni di proiezioni distribuite in città — quartieri, piazze pubbliche, ospedali, istituti penitenziari — con gli eventi più istituzionali concentrati al Piccolo Teatro. Il modello replica quello inaugurato nel 2025 e attinge a un territorio editoriale già esplorato da altri festival italiani della stagione cinema 2026, che hanno scommesso sull'apertura a luoghi non convenzionali.

Un festival diffuso a Milano dal 4 al 9 giugno
La cornice scelta non è casuale. Milano vuole reggere il confronto con i grandi festival italiani — da Venezia a Torino, fino al Bif&st di Bari — proponendo però un modello diverso, più diffuso e civico. Da un lato la vetrina dei concorsi internazionali, dall'altro un palinsesto Off costruito attraverso la call rivolta a fondazioni, spazi culturali, associazioni e realtà commerciali che possono proporre eventi tematici complementari nei giorni della manifestazione.
Inoltre la struttura economica si appoggia a uno sforzo di partnership ambizioso. Il direttore generale Marco Piscopo ha più volte indicato l'obiettivo di superare i venti sponsor e raccogliere oltre un milione di euro, costruendo un modello che dialoga con grandi marchi nazionali e internazionali. Una scelta che riflette l'evoluzione dei festival italiani in chiave imprenditoriale, in linea con il dibattito sui finanziamenti pubblici al cinema che attraversa il settore in vista dei David di Donatello del 6 maggio.
Infine, la composizione delle giurie del Milano Film Fest 2026 dice molto sulla traiettoria che Santamaria ha disegnato per Milano: un festival che non vuole replicare il glamour delle grandi mostre, ma costruire una grammatica autonoma — più vicina alla città, più attenta al cinema d'autore italiano nelle sue forme nuove e più capace di ascoltare voci giovani come quelle scelte per la giuria dei corti. Bruni Tedeschi e Vicario, insieme, sintetizzano due età del cinema italiano che oggi parlano la stessa lingua.


