Clienti vulnerabili: la luce sale del 37,3% da ottobre
Clienti vulnerabili, 3 milioni di famiglie in Maggior Tutela: dal 1° ottobre 2026 la bolletta elettrica sale del 37,3%, a 43,43 centesimi al kilowattora. È il quarto aggiornamento ARERA dell'anno e porta il rincaro complessivo a +55% in nove mesi.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Dal 1° ottobre 2026 la bolletta elettrica dei clienti vulnerabili serviti in Maggior Tutela aumenta del 37,3%. Lo ha deliberato l'ARERA il 29 settembre: il prezzo di riferimento sale a 43,43 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse. I clienti vulnerabili interessati sono circa 3 milioni: famiglie che la legge considera meno attrezzate ad affrontare il mercato libero.
È l'aumento trimestrale più pesante mai deciso per i clienti vulnerabili. Tuttavia il numero che racconta meglio l'anno non è il 37,3%: è quello che si ottiene mettendo in fila i quattro aggiornamenti del 2026.
Clienti vulnerabili: come si compone la nuova bolletta
L'Autorità scompone in cinque voci i 43,43 centesimi che i clienti vulnerabili pagheranno. La spesa per la materia energia vale 27,64 centesimi, il 63,7% del totale, e da sola cresce del 63,4% rispetto al trimestre precedente. La commercializzazione al dettaglio resta a 2,11 centesimi, il trasporto e la gestione del contatore a 6,18, gli oneri generali di sistema a 3,32. Le imposte — IVA e accise — pesano 4,18 centesimi e salgono del 34,6%.
Le cinque voci sommate restituiscono esattamente i 43,43 centesimi annunciati ai clienti vulnerabili. Vale la pena notare perché le imposte crescano meno della materia energia: l'IVA è proporzionale e segue il prezzo, mentre le accise sono fisse per kilowattora e diluiscono l'aumento. Infatti l'unica componente in calo è quella dei costi di dispacciamento e del mercato della capacità, che arretra del 2,2% perché i mesi autunnali pongono meno problemi di adeguatezza al sistema elettrico rispetto all'estate e all'inverno.
La causa dichiarata è l'attesa di crescita del prezzo all'ingrosso, il PUN, unita alla formazione nel terzo trimestre di quotazioni più alte di quelle stimabili a giugno. Pesa cioè l'instabilità geopolitica, che continua a muovere il gas naturale a cui il prezzo elettrico all'ingrosso resta strettamente legato.
Il 2026 dei clienti vulnerabili: quattro aggiornamenti, +55%
I comunicati dell'Autorità permettono di ricostruire l'intera sequenza applicata ai clienti vulnerabili. Il primo trimestre 2026 si era chiuso con un calo del 2,7%. Poi il secondo trimestre ha segnato +8,1%, il terzo +4,6%, il quarto +37,3%.
Composti, quei tre rialzi consecutivi valgono per i clienti vulnerabili +55,2%. Tradotto in prezzo di riferimento, i clienti vulnerabili sono passati da circa 27,97 centesimi al kilowattora di inizio anno ai 43,43 di ottobre. Il controllo incrociato tiene: il Codacons calcola le tariffe del quarto trimestre più care del 51% rispetto allo stesso periodo del 2025, e la stima ricavata dai dati ARERA colloca il quarto trimestre 2025 a 28,73 centesimi.
C'è un dettaglio istituzionale che nessuna ripresa ha messo accanto ai numeri. Il collegio che ha firmato tutti e quattro gli aggiornamenti è nuovo: nominato con DPR del 29 dicembre 2025 ed entrato in carica il 1° gennaio 2026, è presieduto da Nicola Dell'Acqua e composto da Alessandro Bratti, Lorena De Marco, Livio de Santoli e Francesca Salvemini. Il mandato dura sette anni, e i clienti vulnerabili ne hanno visto il primo anno pieno. Il 2026 è quindi il primo esercizio pieno di questo collegio, e si chiude con la tariffa protetta cresciuta di oltre la metà.

L'invito che l'Autorità ha smesso di ripetere
Il confronto fra i tre comunicati trimestrali del 2026 sui clienti vulnerabili restituisce un'omissione precisa. Quello del secondo trimestre conteneva una frase esplicita: «Si ricorda che tutti i clienti vulnerabili che si trovano nel mercato libero hanno il diritto di passare alla Maggior Tutela». La stessa frase compare, identica, nel comunicato del terzo trimestre.
Nel comunicato del quarto trimestre quella frase non c'è. Non c'è nemmeno l'espressione «mercato libero», che in quel testo non compare mai. L'invito rivolto ai clienti vulnerabili a rientrare nel regime tutelato è stato ripetuto per due trimestri consecutivi e risulta assente proprio nell'aggiornamento che porta la tariffa a +37,3%.
L'Autorità non ha commentato la differenza, e il documento non spiega l'omissione. Resta però il dato testuale: chi avesse seguito quell'indicazione a luglio si troverebbe oggi dentro il regime che ha appena registrato il rincaro più alto della sua storia recente.
Due cifre annuali per i clienti vulnerabili, due domande diverse
Il 29 settembre sono circolati due numeri molto distanti sull'impatto annuo per i clienti vulnerabili, entrambi corretti. L'ARERA indica una spesa di 665,38 euro fra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026, in aumento del 9,3% sui 608,72 euro dell'anno precedente: circa 57 euro in più. Le associazioni dei consumatori parlano invece di 236 euro.
La differenza non è un errore, ma una diversa domanda. L'Autorità usa una finestra mobile di dodici mesi che a ogni aggiornamento avanza di un trimestre — nel comunicato di aprile era il periodo luglio 2025–giugno 2026, in quello di luglio ottobre 2025–settembre 2026, ora l'anno solare 2026. Contiene quindi tre trimestri a prezzi vecchi e uno solo a prezzi nuovi. Le associazioni invece annualizzano la tariffa nuova: 43,43 centesimi per 2.000 kilowattora fanno 868,60 euro contro i 632,60 del trimestre precedente, cioè appunto 236 euro.
Da quelle stesse cifre si ricava però la misura più pulita. Fra il comunicato di luglio e quello di settembre la finestra annuale scorre di un trimestre: esce l'ultimo trimestre 2025, entra l'ultimo trimestre 2026. La differenza fra i due totali — 665,38 meno 591,86 — vale 73,52 euro, ed è per costruzione il maggior costo di quel solo trimestre. Il riscontro arriva dalle associazioni, che stimano in 294 euro l'aggravio sui dodici mesi rispetto al 2025: un quarto di 294 fa 73,5. Nel passaggio precedente, fra aprile e luglio, lo stesso scorrimento valeva 2,52 euro.
Clienti vulnerabili e mercato libero: il divario si è rovesciato
Nelle stesse ore in cui l'Autorità annunciava il rincaro ai clienti vulnerabili, i principali operatori annunciavano sconti. Eni ha comunicato che Plenitude applicherà, a chi sottoscrive entro il 24 ottobre, il 30% di sconto sui corrispettivi di luce e gas rispetto alla propria offerta a prezzo fisso, con prezzo bloccato per due anni e un beneficio complessivo intorno ai 200 euro. Enel ha rivendicato un'offerta biennale a 108 euro per megawattora sulla componente energia, «la più bassa sul mercato nazionale tra gli operatori primari» e inferiore di circa il 50% al prezzo all'ingrosso. A2A ha ricordato di proporre dal 2023 offerte decennali a metà del prezzo medio all'ingrosso.
Il confronto merita prudenza, perché le grandezze non sono perfettamente omogenee: la voce ARERA da 27,64 centesimi — cioè 276,4 euro per megawattora — comprende approvvigionamento e dispacciamento, mentre i 108 euro di Enel riguardano la sola componente energia, e un prezzo bloccato per due anni incorpora una copertura che una tariffa aggiornata ogni tre mesi non ha. Anche tenendo conto di questo, però, l'ordine di grandezza è quello: la componente energetica del regime protetto viaggia su un multiplo di quanto il primo operatore nazionale pubblicizza sul mercato libero.
Il punto è strutturale. Per i clienti vulnerabili la Maggior Tutela non è un prezzo calmierato: è un prezzo regolato che insegue trimestre per trimestre il mercato all'ingrosso, e in una fase di picco delle quotazioni segue il picco. Il risultato è che il regime nato per proteggere è diventato, oggi, il più caro tra quelli disponibili. È lo stesso nodo che il dibattito sulla tassa sugli extraprofitti aveva già toccato dal lato dei margini industriali.

Chi sono i clienti vulnerabili e perché contano
La categoria dei clienti vulnerabili non è generica. Rientrano fra i clienti vulnerabili gli over 75, chi versa in condizioni economicamente svantaggiate e percepisce il bonus sociale, le persone con disabilità ai sensi della legge 104, chi abita in strutture di emergenza dopo eventi calamitosi e chi utilizza in casa apparecchiature elettromedicali indispensabili alla vita.
I clienti vulnerabili sono, in altre parole, la platea con meno margine di manovra: quella per cui cambiare fornitore, confrontare offerte e firmare un contratto biennale a prezzo bloccato è più difficile che per chiunque altro. Di conseguenza, l'apertura del divario con il mercato libero pesa proprio dove la mobilità è minima.
Un secondo elemento riguarda gli oneri di sistema, l'unica voce che per i clienti vulnerabili resta ferma nel quarto trimestre. L'Autorità attribuisce quella stabilità anche all'«adeguamento parziale della componente ASOS realizzato per il trimestre appena concluso»: sono cioè le famiglie ad aver già versato, in estate, quanto serviva a rafforzare la liquidità dei conti presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali. Nel secondo trimestre, invece, in attuazione del DL Bollette l'ARERA aveva ridotto l'aliquota ASOS per le utenze non domestiche non energivore.
Le reazioni: «il quarto prezzo più alto di sempre»
Marco Vignola, dell'Unione Nazionale Consumatori, ha definito quello di ottobre «il quarto prezzo più alto di sempre», avvertendo che le famiglie vulnerabili «rischiano una Caporetto». Sommando il gas, l'associazione stima in circa 2.450 euro l'esposizione annua complessiva: 869 euro di elettricità e 1.581 di gas.
Il Codacons parla di «mazzata record» sui clienti vulnerabili e arriva alle stesse cifre, contestando inoltre alla lobby del settore di aver negato per settimane i rincari. Fabrizio Ciliberto, di U.Di.Con., ha accolto positivamente lo sconto di Plenitude ma ha osservato che «serve uno sforzo maggiore», definendo i dati dell'Autorità un campanello d'allarme che richiede un intervento istituzionale e non solo commerciale.
Sullo sfondo resta l'avvertimento di Bruxelles su un inverno impegnativo e su prezzi molto alti. Commentandolo, l'ex presidente dell'ARERA Stefano Besseghini ha detto che «bisognerà probabilmente cercare di intervenire», indicando nell'andamento climatico il fattore decisivo dei prossimi mesi. Per i circa 3 milioni di clienti vulnerabili, intanto, il conto del quarto trimestre parte il 1° ottobre. Altri approfondimenti nella sezione Economia e Finanza.
Fonti: il comunicato ARERA sul quarto trimestre 2026, quello sul terzo trimestre, la nota del Codacons e la ricostruzione di Sky TG24 sulle offerte degli operatori.


