Crollo palazzina Messina: una vittima, cinque dispersi
Crollo palazzina Messina nel rione Pistunina: recuperato il corpo dell'imprenditore Carmelo Leone, restano cinque i dispersi. Vigili del fuoco al lavoro senza sosta tra le macerie, la Procura indaga per disastro colposo.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Il crollo palazzina Messina ha squarciato la sera del rione Pistunina, alla periferia sud della città dello Stretto, dove un edificio di tre piani si è accartocciato su se stesso il 30 luglio 2026 intorno alle 21.24. Sotto le macerie sono rimaste sei persone. Nelle prime ore del 31 luglio i vigili del fuoco hanno recuperato un primo corpo, quello dell'imprenditore Carmelo Leone: è la prima vittima accertata. Restano quindi cinque i dispersi, mentre le squadre continuano a scavare senza sosta tra polvere e detriti.
La palazzina ospitava alcuni negozi al piano terra e appartamenti ai piani superiori. Al momento del cedimento, in una delle attività commerciali c'erano numerosi clienti. È questo intreccio di vite — famiglie, lavoratori, avventori — a rendere il bilancio così incerto e drammatico nelle ore immediatamente successive.
Crollo palazzina Messina: cosa è successo nel rione Pistunina
Secondo le testimonianze raccolte, l'edificio è venuto giù all'improvviso. Una donna che era appena uscita dal negozio di abbigliamento "Viola" ha raccontato di aver visto «alzarsi una grande nuvola bianca di fumo» da circa 400 metri di distanza. «Non ho sentito alcun boato», ha aggiunto, definendosi «una miracolata» per essere uscita appena due minuti prima. Altri testimoni riferiscono invece di un rumore fortissimo poco prima del cedimento.
Nel negozio, ha spiegato la stessa testimone, «c'erano almeno una ventina di persone all'interno». Un dettaglio che ha fatto temere per un numero di coinvolti ben più alto, poi ridimensionato: molti clienti erano riusciti a uscire in tempo. «È venuto tutto giù», ha detto un altro cliente scampato al crollo.

Chi sono i dispersi e la prima vittima del crollo
Il corpo recuperato è quello di Carmelo Leone, imprenditore. Con lui, sotto le macerie, sono finiti i suoi familiari: le sorelle Sara e Rosa Leone, il marito di quest'ultima Santino Magazzù e il domestico che si trovava con la famiglia, il cingalese Lhairu Warnakulasuriya. Il sesto disperso è Alessandra Frazzica, commessa di origini messinesi che lavorava in un bazar al piano terra.
Il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Michele Burgio, ha chiarito il quadro delle ricerche: «Cerchiamo persone vive. Possiamo escludere la presenza di altre persone sulla base delle testimonianze e delle informazioni fornite dai lavoratori feriti». I feriti estratti nelle prime fasi sono tre, portati in ospedale ma non in pericolo di vita.
Le cause del crollo palazzina Messina al vaglio della Procura
Sulle cause del disastro, per ora, prevale la cautela. «È ancora prematuro parlare di cause», ha spiegato Burgio. Gli inquirenti lavorano su due ipotesi principali: un cedimento strutturale dell'edificio oppure un'esplosione, magari legata a una fuga di gas. La grande nuvola di fumo e l'incendio divampato subito dopo il crollo alimentano entrambe le piste.
La Procura di Messina ha aperto un fascicolo per disastro colposo. Uno dei pilastri dell'edificio è stato preservato per consentire le analisi strutturali che dovranno stabilire se il fabbricato presentasse criticità. Non è la prima volta che in Italia un cedimento improvviso riapre il capitolo della sicurezza degli edifici e delle responsabilità nei disastri strutturali, come dimostrano le inchieste che seguono ogni tragedia di questo tipo.
Infatti, l'incendio che ha continuato a bruciare tra le macerie ha reso tutto più complicato. «C'è un incendio che non ha smesso di essere acceso e quindi questo ha reso tutto più complicato», ha ammesso il comandante, spiegando le difficoltà di una macchina dei soccorsi costretta a operare in condizioni estreme.
Soccorsi senza sosta e l'appello dei familiari
Sul posto sono impegnati circa 60 vigili del fuoco, con squadre specializzate USAR, unità cinofile, droni e la squadra SAF per la ricerca tra le macerie. Le operazioni proseguono ininterrottamente da ore, nella speranza di trovare ancora qualcuno in vita sotto i cumuli di cemento e ferro.
In queste ore si è levato anche l'appello struggente dei parenti. Clelia Magazzù, figlia di Rosa Leone, ha scritto sui social: «Sono la figlia di Rosa Leone, mamma e papà sono ancora dispersi. Per piacere non chiamateli per non scaricare i loro cellulari, serve per le ricerche». I soccorritori, infatti, stanno provando a localizzare i dispersi anche attraverso il segnale dei telefoni sepolti sotto le macerie: ogni chiamata in arrivo rischia di consumare la batteria e di vanificare la triangolazione.
Tuttavia, con il passare delle ore, le speranze si assottigliano. Il crollo palazzina Messina si aggiunge alla lunga scia di tragedie edilizie che periodicamente colpiscono il Paese, riportando al centro il tema della manutenzione e della sicurezza del patrimonio abitativo. Per ora, però, la priorità resta una sola: scavare, ancora, finché c'è una possibilità. Ulteriori aggiornamenti sono attesi nelle prossime ore; nel frattempo la cronaca resta in continuo aggiornamento sulla nostra sezione Società.
Per approfondire la ricostruzione dei fatti si possono consultare le cronache di ANSA sulle ricerche in corso, la scheda su chi sono i sei dispersi e le parole del comandante dei vigili del fuoco.


