Globo d'oro 2026 Sorrentino: La Grazia vince tutto
Globo d'oro 2026 Sorrentino: La Grazia vince Miglior Film e Miglior Attore alla 66ª edizione della Stampa Estera. Carriera a Salvatores, Gran Premio a Guerritore.
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Il Globo d'oro 2026 Sorrentino lo prende con una laconica soddisfazione: la 66ª edizione dello storico premio della Stampa Estera in Italia, celebrata mercoledì 1° luglio 2026 nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, incorona La Grazia come Miglior Film e assegna a Toni Servillo la statuetta di Miglior Attore. La serata, condotta dalla voce di Radio Capital Betty Senatore, ha certificato ancora una volta l'asse Sorrentino-Servillo come il centro di gravità del cinema italiano contemporaneo, con un palmarès che intreccia autori affermati, esordi coraggiosi e i grandi riconoscimenti alla carriera.
Globo d'oro 2026 Sorrentino: doppietta per La Grazia
La corsa al Miglior Film si giocava fra tre titoli: 40 Secondi di Vincenzo Alfieri, La Grazia di Paolo Sorrentino e La Gioia di Nicolangelo Gelormini. La giuria internazionale, composta da oltre quaranta corrispondenti dei principali media stranieri accreditati in Italia, ha scelto il film che ha aperto Venezia 82 lo scorso agosto, confermando la traiettoria festivaliera dell'autore napoletano. Toni Servillo, il protagonista, era assente e il regista ha ritirato entrambi i premi con poche parole. Con questo doppio riconoscimento il Globo d'oro 2026 Sorrentino aggiunge un tassello importante al percorso internazionale de La Grazia, atteso nelle sale statunitensi dal 5 dicembre.
Le co-responsabili del premio, Francesca Biliotti, corrispondente per San Marino RTV, e Constanze Templin, giornalista e producer tedesca, hanno inquadrato il palmarès in una cornice precisa. Le opere selezionate, hanno spiegato, «testimoniano la vitalità di un settore che continua a dialogare con il pubblico internazionale» e la premiazione è «un'occasione per rafforzare il ponte tra il cinema italiano e il mondo». Il messaggio arriva in una stagione che l'industria italiana sta chiudendo con incassi in crescita significativa, tra i migliori risultati dell'ultimo trentennio.

40 Secondi, La Gioia e la nuova stagione d'autore
Il palmarès premia anche i due film che hanno diviso la scena con Sorrentino. 40 Secondi, il lungometraggio sulla morte di Willy Monteiro Duarte, si aggiudica la Miglior Regia per Vincenzo Alfieri e il premio Giovane Promessa per Justin De Vivo, che nel film veste i panni proprio del ragazzo di Paliano ucciso a Colleferro nel 2020. La commozione in sala per il riconoscimento a De Vivo, appena maggiorenne, è stata uno dei momenti più intensi della serata.
Da La Gioia di Nicolangelo Gelormini arriva invece il Globo per la Miglior Sceneggiatura, firmata dallo stesso regista con Giuliano Scarpinato, Benedetta Mori e Chiara Tripaldi. Tuttavia il premio più simbolico per il talento nuovo va a Margherita Spampinato, che vince il Globo d'oro per la Migliore Opera Prima con Gioia mia, dopo aver conquistato anche il David di Donatello per il miglior esordio alla regia lo scorso maggio. La sceneggiatrice-regista siciliana si conferma la scoperta della stagione. Miglior Attrice è invece Barbara Ronchi per Elisa, mentre Primavera di Damiano Michieletto porta a casa la Fotografia grazie a Daria D'Antonio, collaboratrice storica proprio di Sorrentino.
Salvatores, Guerritore e i grandi omaggi
Il cuore emotivo della cerimonia è stato riservato ai riconoscimenti alla carriera. Gabriele Salvatores ha ritirato il Globo d'oro alla Carriera con l'ironia dei suoi personaggi: «Ogni volta che comincio un nuovo film ho paura, non sono sicuro di esserne capace», ha detto, prima di aggiungere davanti alla platea un lapidario «speriamo non sia finita qui». Il Comitato Cinema della Stampa Estera, motivando la scelta, ha ricordato «un regista che ha saputo raccontare l'Italia con profondità, visione e respiro internazionale, capace di attraversare generi e generazioni, mantenendo uno sguardo sempre riconoscibile e autentico».
Monica Guerritore ha ricevuto il Gran Premio della Stampa Estera per il contributo straordinario alla scena italiana, riconoscimento che unisce cinema, teatro e televisione in un'unica traiettoria d'autrice. Il Comitato Cinema 2026, oltre a Biliotti e Templin, riunisce Antonino Galofaro di Le Temps in Svizzera per la sezione serie TV, Alba Kepi di Ora News dall'Albania per il cortometraggio, e Mary Villalobos di NTN 24 per il documentario, un ventaglio geografico che restituisce la vocazione globale del premio.

Il palmarès completo della 66ª edizione
Sul fronte della commedia il Globo d'oro 2026 va a Il Dio dell'amore di Francesco Lagi, che raddoppia con la Miglior Colonna Sonora affidata a Stefano Bollani, salito al pianoforte in sala per un breve intervento musicale. La Miglior Serie TV è Portobello di Marco Bellocchio, dedicata al calvario giudiziario di Enzo Tortora, mentre il Miglior Documentario è Elvira Notari – Oltre il silenzio di Valerio Ciriaci, prodotto da Antonella Di Nocera con Luce Cinecittà e interpretato da Teresa Saponangelo nel ruolo della pioniera napoletana del cinema muto.
Chiudono il palmarès il Miglior Cortometraggio, Jusqu'au prochain souffle di Andrea Di Salvatore, e il Globo Verde a L'estate dell'orsa maggiore di Andrea D'Ambrosio, che continua la vocazione ambientale della categoria. Infine, la scelta della Sala della Protomoteca in Campidoglio non è casuale: la Stampa Estera l'ha voluta per «rafforzare il valore culturale del riconoscimento e il suo radicamento nella Città eterna», un ancoraggio simbolico che il Globo d'oro 2026 Sorrentino vince e restituisce come apertura, non come chiusura, di stagione.
Fonti: ANSA, LaPresse, Cinecittà News.


