La Grazia Sorrentino apre Venezia 82 con Servillo
La Grazia Sorrentino inaugura la 82ª Mostra del Cinema di Venezia con Toni Servillo presidente della Repubblica: settima collaborazione tra regista e attore.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

La Grazia Sorrentino apre la 82ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia in una serata che il Lido aspettava da mesi. Il film, fuori e dentro concorso allo stesso tempo per il peso simbolico dell'apertura, riporta sullo schermo la coppia che ha definito una stagione del cinema italiano: Paolo Sorrentino dietro la macchina da presa e Toni Servillo davanti, alla loro settima collaborazione. Una tradizione che dura dai tempi de L'uomo in più e che a Venezia trova ogni volta un'amplificazione speciale.
La proiezione di gala del 27 agosto 2025 inaugura un'edizione attesissima, segnata dal ritorno in laguna di Sorrentino tre anni dopo È stata la mano di Dio e dall'anticipazione attorno a una storia che parla, in modo obliquo, dell'Italia di oggi. Il film uscirà nelle sale italiane il 15 gennaio 2026 con PiperFilm, ma la cornice del Lido resta il momento in cui il pubblico critico e quello internazionale lo incontrano per la prima volta.
La Grazia Sorrentino: il film d'apertura della Mostra 82
La Grazia Sorrentino racconta gli ultimi giorni del mandato di Mariano De Santis, Presidente della Repubblica al termine del suo settennato, interpretato da Toni Servillo. Vedovo, cattolico osservante, giurista di formazione, il protagonista vive una routine apparentemente monotona ma si trova davanti a due richieste di clemenza che diventano altrettanti dilemmi morali. Le decisioni sulla grazia presidenziale si intrecciano con il rapporto con la figlia Dorotea, interpretata da Anna Ferzetti, in un equilibrio fragile tra ruolo pubblico e fragilità privata.
L'ispirazione del film è dichiarata e documentata: Sorrentino ha citato in conferenza stampa la grazia concessa nel 2024 dal Presidente Sergio Mattarella a un uomo condannato per l'omicidio della moglie malata di Alzheimer. Da quel caso reale nasce un racconto che non è cronaca ma riflessione, in cui il regista napoletano torna ai temi che attraversano la sua filmografia: la solitudine del potere, il tempo che si dilata, la presenza ingombrante della morte.

Toni Servillo, settima volta con Sorrentino
La Grazia Sorrentino conferma un sodalizio che ha pochi paragoni nel cinema europeo recente. Servillo è già stato Andreotti ne Il divo e Berlusconi in Loro; aveva accettato di non recitare in È stata la mano di Dio per lasciare spazio al racconto autobiografico del regista. Oggi torna nei panni di un Capo dello Stato di pura finzione, scolpito però con dettagli che chiunque abbia frequentato la cronaca politica italiana riconosce. Inoltre, l'attore napoletano regge da solo lunghe sequenze di silenzio in cui la macchina da presa di Sorrentino indugia sul volto, sulle mani, sui gesti minimi di un uomo che decide della vita e della morte di altre persone.
La critica internazionale ha reagito con calore. The Guardian, per la firma di Peter Bradshaw, ha assegnato al film quattro stelle su cinque, definendo Servillo «musa maschile e alter ego» del regista, capace di evocare «abissi insondabili di tristezza» con un solo sorriso. Anche Variety e Hollywood Reporter hanno parlato di una conferma per Sorrentino e di una prova maiuscola dell'attore, con riferimenti all'eleganza compositiva delle immagini e alla colonna sonora che mescola sacro e contemporaneo.
Una Venezia 82 inaugurata sotto il segno italiano
L'apertura con La Grazia Sorrentino conferma la presenza forte del cinema italiano nella selezione ufficiale di Venezia 82. Il direttore artistico Alberto Barbera ha sottolineato in conferenza stampa la varietà del programma, che comprende anche Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi, Elisa di Leonardo Di Costanzo e Duse di Pietro Marcello. Tuttavia, è il film di apertura a catalizzare l'attenzione mediatica, complice il cast e l'ombra delle riflessioni politiche che il soggetto porta con sé.
Sul red carpet di apertura, Cate Blanchett — presidente di giuria nel 2020 e madrina del cinema d'autore al Lido — ha sfilato in Armani Privé. Il fotocall di Servillo e Anna Ferzetti, accompagnati dal regista, ha aperto ufficialmente la kermesse alle 19.30, prima della proiezione di gala in Sala Grande. Infatti, la giornata era stata preceduta dalla cerimonia inaugurale condotta da Emanuela Fanelli, con la consegna del Leone d'oro alla carriera a Werner Herzog.
Cosa aspettarsi dai prossimi giorni
La Grazia Sorrentino entra in concorso per il Leone d'Oro e in lizza per la Coppa Volpi maschile con Servillo, in un'edizione che vedrà fino al 6 settembre sfilare al Lido oltre venti titoli in competizione. La presenza di una pellicola italiana di alto profilo come film d'apertura riporta inoltre l'attenzione sul ruolo internazionale della Mostra, in un momento in cui il cinema italiano attraversa una fase delicata sotto il profilo industriale e produttivo. Quindi il successo o l'eventuale freddezza intorno al film di Sorrentino diventeranno indicatori, più o meno espliciti, dello stato di salute della filiera nazionale.
Per il momento, il Lido ha riservato a La Grazia un'accoglienza calorosa: applausi prolungati al termine della proiezione, una standing ovation per Servillo e l'unanime impressione di trovarsi davanti a un nuovo capitolo importante del percorso di Paolo Sorrentino. Le riflessioni più analitiche arriveranno con la programmazione ufficiale della Biennale nei prossimi giorni e con le recensioni che The Guardian e altre testate continuano ad aggiornare. Infine, resta da capire come il film dialogherà con la corrente politica internazionale che attraversa la Mostra, dove le proteste pro-Palestina annunciate per i prossimi giorni rischiano di catalizzare un'attenzione mediatica parallela a quella del concorso.


