Gruppo Damiani compra Baume & Mercier da Richemont
Il Gruppo Damiani compra Baume & Mercier da Richemont: la storica maison svizzera dell'orologeria di lusso passa al gruppo di Valenza, che entra cosi' nell'alta orologeria. Closing il 1 luglio 2026, termini riservati.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Il Gruppo Damiani compra Baume & Mercier da Richemont e porta per la prima volta un marchio storico dell'orologeria svizzera sotto il controllo di una casa italiana. L'operazione, annunciata a gennaio 2026 e perfezionata il 1° luglio, segna un passaggio raro nel lusso mondiale: non è un colosso francese o elvetico a rilevare un'eccellenza tricolore, ma un gioielliere piemontese ad acquisire una maison di Ginevra con quasi due secoli di storia.
Con questa mossa il Gruppo Damiani, terza generazione della famiglia di Valenza, entra a pieno titolo nel segmento dell'alta orologeria. Baume & Mercier affianca così i brand di gioielleria del gruppo — Damiani, Salvini, Bliss e Calderoni — insieme a Venini, la storica vetreria artistica di Murano, e a Rocca, la catena retail multimarca di orologi e gioielli.
Gruppo Damiani compra Baume & Mercier: i termini dell'operazione
L'accordo tra Richemont e il Gruppo Damiani è stato siglato il 22 gennaio 2026. Dopo il via libera delle autorità e il verificarsi delle condizioni sospensive, il closing è arrivato il 1° luglio, quando le due società hanno annunciato il completamento della cessione del 100% della maison. I termini economici restano riservati: si è trattato di una transazione privata, senza cifre ufficiali comunicate al mercato.
Richemont, il gruppo elvetico guidato da Nicolas Bos e controllato da Johann Rupert, continuerà a fornire servizi operativi a Baume & Mercier per un periodo di transizione, il tempo necessario perché il gruppo prepari l'integrazione del marchio nella propria struttura. Inoltre l'assistenza legale all'operazione è stata curata dallo studio DLA Piper.
«Siamo lieti ed entusiasti di accogliere la Maison Baume & Mercier nel portafoglio del Gruppo Damiani», ha dichiarato Guido Damiani, presidente esecutivo. Dal canto suo Bos ha sottolineato che «il Gruppo Damiani si trova in una posizione unica per realizzare il pieno potenziale di Baume & Mercier».
Chi è Baume & Mercier, la maison svizzera che passa agli italiani
Fondata nel 1830, Baume & Mercier è una delle più antiche case orologiere ancora in attività. Nata come manifattura dei fratelli Baume e diventata Baume & Mercier nel 1918 grazie all'incontro tra Guillaume Baume e Paul Mercier, la maison si è costruita una reputazione nel cosiddetto lusso accessibile: orologi di manifattura svizzera dal design sobrio, pensati per un pubblico ampio ma esigente. Richemont l'aveva in portafoglio da quasi quarant'anni.
Proprio la solidità del marchio sul mercato italiano ha reso l'incastro naturale. Baume & Mercier vanta infatti una presenza commerciale forte in Italia, dove la rete Rocca del Gruppo Damiani rappresenta uno dei principali canali di distribuzione multimarca. Di conseguenza il passaggio di proprietà non parte da zero, ma da radici già ben piantate nel Paese che accoglie la maison.
Da Valenza al lusso globale: la strategia del Gruppo Damiani
Il Gruppo Damiani nasce nel 1924 a Valenza, capitale italiana della gioielleria, per iniziativa di Enrico Grassi Damiani. Oggi l'azienda è guidata dalla terza generazione — Guido, Silvia e Giorgio Damiani — e può vantare 18 Diamonds International Awards, un primato assoluto per una singola casa. L'acquisizione di Baume & Mercier è il tassello più ambizioso della sua espansione nell'hard luxury.
La strategia è chiara. Il gruppo intende rafforzare la visibilità internazionale della maison, sfruttare la propria rete distributiva multimarca e aprire nel tempo boutique monomarca in località selezionate. Tuttavia il punto di partenza resta la solida base italiana, che il management considera un vantaggio competitivo più che un limite geografico.
Per Damiani, del resto, l'orologeria non è un territorio nuovo: con Rocca il gruppo vende da anni i grandi marchi svizzeri. Adesso, però, passa dalla parte del produttore, controllando direttamente una manifattura. Infatti possedere il marchio, e non solo distribuirlo, cambia radicalmente la posizione dell'azienda nella catena del valore del lusso.
Un tassello nel consolidamento del lusso italiano
L'operazione si inserisce in una stagione di grande dinamismo per il capitalismo del lusso tricolore. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i movimenti societari, dalla scalata di Prada su Versace ai nuovi assetti di governance di diversi marchi storici. In questo contesto la mossa del Gruppo Damiani assume un valore simbolico: un'azienda familiare italiana che acquista un pezzo di orologeria svizzera ribalta la narrazione consueta.
Il tema, inoltre, si intreccia con il dibattito sulla competitività del Made in Italy e sulla necessità di far crescere gruppi nazionali capaci di competere con i grandi conglomerati francesi. Infine, se la scommessa funzionerà, Baume & Mercier potrebbe diventare il banco di prova di un modello: quello di una filiera del lusso a guida italiana, con ambizioni globali.
Resta da capire come evolverà il posizionamento della maison. Baume & Mercier ha sempre presidiato la fascia del lusso accessibile, un segmento diverso da quello dell'alta gioielleria del gruppo. Perciò la sfida del management sarà valorizzare l'orologeria svizzera senza snaturarne l'identità, in un mercato dove oggi il tempo vale quanto le pietre preziose.


