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Roggero in carcere, è scontro sulla grazia

Roggero in carcere a Bollate dopo la condanna a 14 anni e 9 mesi: la moglie chiede la grazia, Nordio frena e la politica si spacca sul ruolo del Colle e sui risarcimenti.

Di Nicola Paparusso

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Roggero in carcere: corridoio di un istituto penitenziario con ombre delle sbarre sul pavimento
Immagine generata con IA

Mario Roggero è in carcere. Il gioielliere di Grinzane Cavour, 72 anni, si è costituito nel penitenziario milanese di Bollate dopo la condanna definitiva della Cassazione a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo il 28 aprile 2021. La notizia di Roggero in carcere ha però subito acceso uno scontro politico e istituzionale sulla richiesta di grazia, sulla legittima difesa e sulle prerogative del Quirinale.

L'ordine di carcerazione è stato firmato dal procuratore capo di Asti, Biagio Mazzeo. Accompagnato dalla moglie e dalla figlia Laura, il commerciante ha varcato la soglia dell'istituto mostrandosi combattivo davanti a un folto gruppo di cronisti. Poche ore dopo, però, il quadro era diverso: «È molto provato, dopo essere entrato ha pianto», hanno riferito alcune fonti.

Roggero in carcere a Bollate: le prime ore da detenuto

Il 72enne è stato assegnato a una sezione «a regime ordinario». Ha raccontato di aver scelto proprio Bollate perché considerato «un buon carcere, con molte attività». Ha promesso di uscire «presto, certamente non tra 14 anni» e ha rivolto un pensiero ai nipoti, a cui aveva promesso una gita a Gardaland che ora non potrà mantenere.

Tuttavia, il tono si è fatto duro sul terreno della giustizia. «Questo è il massimo per i delinquenti, che sono facilitati a continuare a rapinare e a rubare, tanto sono impuniti e anche risarciti», ha attaccato. Sul suo gesto del 2021 ha ammesso un pentimento «col senno di poi», precisando però: «Quando uno ha una pistola puntata in faccia, ti spara per primo».

La domanda di grazia e il dietrofront di Nordio

A presentare la domanda di grazia è stata la moglie, Mariangela Sandrone, mentre il collegio difensivo guidato dagli avvocati Stefano Marcolini e Sergio Novani ha depositato un'istanza per il differimento dell'esecuzione della pena. Roggero non ha nascosto l'aspettativa: «Me l'aspetterei, la grazia». E ha polemizzato con il Capo dello Stato: «Mattarella ha graziato uno scafista e la Minetti, si metta una mano sulla coscienza».

Il caso ha però prodotto un brusco dietrofront istituzionale. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che aveva evocato un'istruttoria, ha fatto marcia indietro: «Si esclude che sia stato compiuto alcun atto in merito alla procedura di grazia», ha precisato via Arenula. Una frenata arrivata dopo un richiamo del Quirinale, che ha ricordato come la concessione della grazia sia una prerogativa esclusiva del Presidente della Repubblica. Nessuno scontro istituzionale, secondo la versione ufficiale, ma l'irritazione delle ultime ore resta.

Meloni, la Lega e le opposizioni: la politica si divide

La vicenda ha spaccato il fronte politico. Giorgia Meloni non è intervenuta direttamente sulla grazia, ma ha presidiato il tema dei risarcimenti: «Mi aggredisci, mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto». La premier ha rilanciato la regola inserita nel disegno di legge sulla sicurezza, che però non è retroattiva e quindi non vale per Roggero, condannato al pagamento di provvisionali per 480mila euro ai familiari delle vittime.

Pieno sostegno è arrivato dalla Lega, con Matteo Salvini pronto a manifestare davanti al carcere. Il partito ha perfino valutato una candidatura, subito frenata dalla legge Severino, che vieta incarichi ai condannati in via definitiva. Roberto Vannacci ha escluso l'ipotesi, e lo stesso gioielliere l'ha respinta: «Adesso l'ultima cosa è candidarmi». Più cauto Antonio Tajani, secondo cui Roggero «ha sbagliato, ma può avere il perdono». Sul fronte opposto, le opposizioni hanno fatto scudo a Mattarella: per Riccardo Magi di +Europa la destra «ha cercato di dare un colpo alle prerogative del Colle per propaganda», mentre il Pd e il M5s hanno parlato di un tentativo di delegittimare il Capo dello Stato.

Legittima difesa e risarcimenti: il nodo di fondo

Al di là della cronaca giudiziaria, il caso riapre il dibattito sulla legittima difesa e sul confine tra reazione proporzionata ed eccesso. La Cassazione ha confermato che quel giorno, dopo la rapina, Roggero non si trovava più in una situazione di pericolo attuale quando ha esploso i colpi. Di segno opposto la reazione del rapinatore ferito e sopravvissuto, Alessandro Modica, il cui legale ha commentato: «È stata fatta giustizia».

Infatti il vero terreno di scontro resta quello dei risarcimenti. La battaglia di Roggero contro l'obbligo di risarcire i familiari di chi delinque intercetta un tema che il governo ha già trasformato in bandiera. Per approfondire il contesto dei grandi casi giudiziari italiani si può consultare la sezione Società di afgmagazine.news, mentre le questioni normative sono raccolte nell'area Diritto. Quindi la partita, dalla grazia alle riforme, è destinata a proseguire ben oltre le mura di Bollate.

Il paradosso, infine, è tutto politico: un uomo entrato in carcere per una condanna definitiva è diventato in poche ore il simbolo di una destra che rivendica la difesa dell'abitazione e degli esercizi commerciali, e di un centrosinistra che difende l'autonomia del Quirinale. Un caso destinato a pesare sul cammino del nuovo decreto sicurezza.

Fonti: ANSA — Nordio frena sulla grazia, ANSA — L'ira di Roggero a Bollate, ANSA — Prime ore in carcere.

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