Maestri d'Eccellenza: il premio LVMH oltre i 10mila euro
Il premio Maestri d'Eccellenza ha incoronato quattro artigiani al Bulgari Hotel di Roma. Ma la voce più pesante della dote non sono i diecimila euro: è l'anno di mentoring dentro la maison partner. E due delle quattro maison partner del premio sono nel fascicolo milanese sulla filiera.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Il premio Maestri d'Eccellenza ha incoronato quattro artigiani italiani lunedì 14 settembre 2026, al Bulgari Hotel di Roma. Quarta edizione, quattro nomi, diecimila euro a testa, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso in prima fila. Tutte le testate hanno impaginato lo stesso comunicato. Nessuna ha letto l'ultima voce della dote, che è anche la più pesante: fino a un anno di mentoring dentro la maison partner e le visite ai suoi stabilimenti, «allo scopo di valutare eventuali collaborazioni». Il riconoscimento, in altre parole, non è un assegno. È una porta d'ingresso in una filiera. E la filiera delle maison che ai Maestri d'Eccellenza si sono alternate come partner è, esattamente, quella su cui il Tribunale di Milano lavora da due anni.
Maestri d'Eccellenza 2026: i quattro vincitori e le tre categorie
Il premio è organizzato da Mestieri d'Eccellenza LVMH in collaborazione con Confartigianato Imprese, Camera Nazionale della Moda Italiana e, per il 2026, Fondazione Bvlgari. Quest'anno è patrocinato dal Ministero della Cultura, con il supporto della Farnesina e del Mimit. Nove i finalisti dei Maestri d'Eccellenza, quattro i premiati.
Il titolo di Maestro Artigiano d'Eccellenza è andato a Carlo Colombo, co-titolare con Mario della Tessitura la Colombina di Badoere di Morgano, nel Trevigiano: nata nel 1895 come filanda di seta, passata al telaio a mano nel 1948, poi agli accessori e alla maglieria, quattro generazioni. Maestro Emergente è Lorenzo Seghezzi, brand milanese fondato nel 2021 che ha messo la corsetteria al centro di una sartoria contemporanea. Maestro dell'Innovazione è Mirei Monticelli, che realizza sculture e installazioni luminose in banaca, fibra naturale derivata dall'abaca. La quarta targa dei Maestri d'Eccellenza, la menzione speciale della giuria, è per Daniel Mauceri, terza generazione della famiglia Vaccaro-Mauceri, custode dell'Opera dei Pupi siracusana.

Le tre categorie dei Maestri d'Eccellenza sono chiare e non lasciano margini: professionisti con almeno dieci anni di esperienza, progetti nati negli ultimi dieci anni, capacità di innovazione su saperi storici. I settori ammessi dal bando sono tessile, abbigliamento, pelletteria, calzatura, sartoria, occhialeria, gioielleria, componenti del prodotto moda e arredo. Sono, uno per uno, i mestieri della subfornitura del lusso italiano.
La terza voce della dote vale più dei diecimila euro
Il comunicato di Confartigianato elenca quattro riconoscimenti per ciascun vincitore dei Maestri d'Eccellenza. Un premio economico di 10.000 euro corrisposto da Mestieri d'Eccellenza LVMH, «da reinvestire nella propria attività». L'esposizione mediatica «tramite articoli». Fino a un anno di mentoring con professionisti della Maison Bvlgari. E infine le «visite dedicate negli stabilimenti della Maison Bvlgari», con una formula che vale la pena leggere per intero: servono ad «approfondire i processi produttivi e il savoir-faire degli artigiani e tecnici coinvolti e la possibilità di valutare eventuali collaborazioni tra la Maison e gli artigiani vincitori».
Tradotto: il vincitore dei Maestri d'Eccellenza entra in contatto diretto con l'ufficio acquisti di una maison del più grande gruppo del lusso al mondo. Per un laboratorio da tre persone è un salto che diecimila euro non comprano. Infatti la cifra, presa da sola, è simbolica: quattro premi fanno 40.000 euro, contro gli 80,8 miliardi di ricavi che LVMH ha dichiarato per il 2025 e una rete di oltre 6.280 negozi. Il valore è tutto nella relazione, non nel bonifico.
Questo spiega perché i Maestri d'Eccellenza ruotino ogni anno la maison partner. Non è una staffetta di sponsor: è il modo in cui il programma Métiers d'Excellence — oltre 110.000 addetti e più di 280 mestieri nel perimetro dichiarato dal gruppo — si mette in contatto con il tessuto artigiano italiano che non ha ancora un contratto con LVMH.
Le quattro maison partner dei Maestri d'Eccellenza, una per edizione
La successione è documentata dai comunicati del gruppo. Prima edizione, 2023: Fendi. Seconda edizione, settembre 2024: Loro Piana, con più di 500 candidature dichiarate. Terza edizione, settembre 2025 al trentanovesimo piano del Palazzo della Regione a Milano: Thélios, «oltre 350 artigiani registrati». Quarta edizione dei Maestri d'Eccellenza, 14 settembre 2026 a Roma: Fondazione Bvlgari.
Quattro maison, tutte del gruppo LVMH. Ed è qui che la cronologia dei Maestri d'Eccellenza smette di essere una nota di colore.
Il fascicolo di Milano incrocia il premio due volte su quattro
Nel luglio 2025, dieci mesi dopo aver fatto da maison partner ai Maestri d'Eccellenza, Loro Piana è finita in amministrazione giudiziaria: la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano, nell'inchiesta coordinata dal pubblico ministero Paolo Storari, ha contestato l'agevolazione colposa dello sfruttamento del lavoro lungo la catena di subfornitura. La misura è stata revocata il 17 aprile 2026, quando il tribunale ha certificato circa 2.400 audit condotti dal 2024 e l'interruzione dei rapporti con oltre cento fornitori e subfornitori non conformi. Parole del provvedimento: ora è un «modello virtuoso».
Il 16 luglio 2026, due mesi prima della cerimonia romana, i carabinieri del nucleo tutela del lavoro si sono presentati alle sedi di undici marchi del lusso chiedendo la documentazione su forniture e condizioni di lavoro lungo la filiera di copriabiti, pochette e shopper. Nell'elenco, accanto a Chanel, Moncler, Etro, Brunello Cucinelli e Stefano Ricci, c'è Bulgari. Nessuno dei marchi risulta indagato: devono dimostrare quali controlli hanno adottato, e questa è una differenza che va scritta in chiaro. Ne abbiamo raccontato il meccanismo quando la procura ha acceso il faro sugli undici marchi.

C'è una terza voce, meno citata. Manufactures Dior, la società italiana che produce per Dior — anch'essa LVMH — era finita in amministrazione giudiziaria già nel 2024, per la stessa ragione, e ne è poi uscita. Il conto è presto fatto: dal 2024 a oggi, ogni anno una società italiana del gruppo è entrata nel fascicolo milanese. E dal 2023 a oggi, ogni anno una maison del gruppo ha ospitato i Maestri d'Eccellenza.
Perché il calendario non è un'accusa (e cosa dice davvero)
Va detto con precisione, perché il rischio di leggerci un nesso che non c'è è alto. I partner del premio si decidono con un anno di anticipo: Bvlgari era stata annunciata come maison partner della quarta edizione dei Maestri d'Eccellenza già nel settembre 2025, dieci mesi prima della richiesta dei carabinieri. Non c'è nessuna reazione, nessuna risposta d'immagine, nessuna manovra. La sovrapposizione è strutturale, non intenzionale.
Ed è proprio per questo che conta. I Maestri d'Eccellenza e l'inchiesta guardano lo stesso oggetto da due lati opposti. Il primo celebra il laboratorio artigiano come patrimonio culturale da preservare; la seconda verifica cosa succede quando quel laboratorio diventa l'ultimo anello di una catena di appalti. Sono la stessa filiera. Il caso Loro Piana lo dimostra meglio di qualunque comunicato: i 2.400 audit e i cento fornitori interrotti che hanno riportato l'azienda alla normalità non sono nati da un premio, ma da un provvedimento del tribunale. La misura giudiziaria ha prodotto, sul saper fare italiano, un effetto verificabile che la retorica della maestria non produce.
Il ministro Urso, al Bulgari Hotel, ha usato una formula netta: l'Italia è «la fabbrica del lusso mondiale», e «quello che tutti vogliono indossare viene fatto in questo paese». È vero. Ed è esattamente la premessa da cui parte l'inchiesta di Milano.
I numeri dei Maestri d'Eccellenza che il comunicato non dà
Le prime due edizioni dichiaravano quante persone si erano iscritte: oltre 500 nel 2024, oltre 350 nel 2025. Un calo del trenta per cento in un anno, su un premio al secondo giro. Il comunicato della quarta edizione dei Maestri d'Eccellenza, quello del 14 settembre, non dichiara alcun numero di candidature. Comunica nove finalisti e quattro vincitori. L'omissione, in un testo che per due anni aveva pubblicato il dato, è essa stessa un'informazione.
Il contesto lo fornisce lo stesso co-organizzatore. Confartigianato, che i Maestri d'Eccellenza li promuove, misura da mesi la contrazione del comparto: nel primo trimestre 2026 la produzione della moda — tessile, abbigliamento e pelli — è scesa del 2,8%, l'export del 2,2%. Nello stesso semestre il calzaturiero ha perso il 2,3% di fatturato, con un export dei primi cinque mesi giù del 2,4% in valore e del 5,8% in volume. Il presidente Marco Granelli ha parlato dal palco di «rigenerazione», citando 121mila imprese artigiane guidate da under 35 e 116mila apprendisti: numeri veri, che però riguardano l'artigianato nel suo complesso, non il perimetro della moda da cui arrivano i premiati.
Un'ultima annotazione, che nessuno ha fatto. Il Maestro dell'Innovazione dei Maestri d'Eccellenza 2026 lavora una fibra che «prende forma nelle Filippine, dove sua madre stilista collabora con una comunità di tessitrici, e trova compimento in Italia». È il comunicato stesso a scriverlo. La filiera premiata come innovazione del saper fare italiano comincia a diecimila chilometri da qui — e va benissimo così, perché l'artigianato è sempre stato un fatto di scambio. Ma è difficile tenerlo insieme, nella stessa mezz'ora e nella stessa sala, con «quello che tutti vogliono indossare viene fatto in questo paese».
Il test della quinta edizione
I Maestri d'Eccellenza funzionano: quattro laboratori che nessun ufficio stampa avrebbe mai raccontato hanno avuto una settimana di visibilità nazionale, e tre di loro entreranno in contatto con una maison che compra artigianato per mestiere. Non è poco, ed è più di quanto facciano molte politiche pubbliche dedicate al settore.
Il punto è un altro, e riguarda chi legge i comunicati dei Maestri d'Eccellenza. Un premio all'eccellenza della manifattura italiana promosso dal gruppo che in quella manifattura compra, e che negli stessi ventiquattro mesi ha visto due società italiane passare per l'amministrazione giudiziaria e una terza consegnare le carte ai carabinieri, non è una notizia di costume. È un fatto industriale. La domanda da tenere aperta per la quinta edizione non è chi vincerà, ma quale maison aprirà i suoi stabilimenti — e cosa il Tribunale di Milano avrà nel frattempo scritto su quella filiera.


