Oh Boys Cannes Quinzaine: il corto dal Cilento
Oh Boys Cannes Quinzaine 2026: il corto di Antonio Donato girato a Pisciotta è l'unica produzione interamente italiana selezionata alla Quinzaine des Cinéastes. World premiere il 21 maggio.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Oh Boys Cannes Quinzaine 2026: il corto di Antonio Donato, girato a Pisciotta, è l'unica produzione totalmente italiana selezionata quest'anno nella sezione parallela Quinzaine des Cinéastes del Festival di Cannes. Diciassette minuti, ambientati in un villaggio costiero del Cilento, per raccontare la fragilità maschile attraverso tre piccole storie di orgoglio ferito. La world premiere è fissata al 21 maggio al Théâtre Croisette.
Oh Boys Cannes Quinzaine: l'unica firma italiana del 2026
La 79esima edizione del Festival di Cannes si è aperta il 12 maggio senza film italiani nel Concorso ufficiale, e con presenze tricolori limitate per lo più alle coproduzioni internazionali. In questo quadro asciutto, il cortometraggio di Antonio Donato si è ritagliato uno spazio simbolico: è l'unica opera interamente italiana dell'intera selezione della Quinzaine des Cinéastes, la storica sezione indipendente nata nel 1969 come risposta libera al festival ufficiale.
Quindi non si tratta del Concorso e nemmeno di Un Certain Regard, ma di una vetrina che negli anni ha lanciato registi come Werner Herzog, Spike Lee, Sofia Coppola e Sean Baker. Per un corto di 17 minuti, finire qui significa entrare in un circuito industriale che dialoga direttamente con i produttori, gli sales agent e i programmer dei principali festival mondiali. La notizia Oh Boys Cannes Quinzaine ha rimbalzato sulla stampa di settore già dal 14 aprile, quando la Quinzaine ha pubblicato la lista ufficiale.

Pisciotta e Marina di Pisciotta, set di un Cilento che fa cinema
Il set di Oh Boys è il borgo di Pisciotta, in provincia di Salerno, con le sue case color ocra arroccate sul mare e la frazione di Marina di Pisciotta affacciata sul Tirreno. Una scelta non turistica: il regista usa il paesaggio come palcoscenico naturale per gli equilibri di vicinato, dove tutti sanno tutto e l'orgoglio personale diventa subito affare collettivo.
Inoltre, il film è stato sviluppato all'interno del progetto «Pisciotta Borgo Vivo», un'iniziativa di rigenerazione finanziata dal PNRR e dai fondi NextGenerationEU. Il Comune di Pisciotta ha messo a disposizione spazi, accoglienza e logistica; in cambio ha ottenuto un laboratorio di scrittura permanente, il Premiere Film Lab, che ha già prodotto il suo primo titolo destinato a Cannes. È uno dei pochi esempi italiani di filiera corta «territorio-laboratorio-festival» che funziona davvero.
Antonio Donato: da Milano a Londra, fino alla Croisette
Dietro la macchina da presa c'è Antonio Donato, classe 1996, milanese, diplomato alla London Film School. Non è un esordiente assoluto: nel suo curriculum c'è già il corto Sparare alle angurie, che ha girato il circuito festivaliero europeo. Tuttavia la selezione alla Quinzaine rappresenta per lui il primo grande riconoscimento internazionale, in una sezione che la stampa francese guarda con attenzione almeno quanto il Concorso.
Donato fa parte di una nuova generazione di registi italiani che si è formata fuori dai confini nazionali e che torna in Italia per scegliere set non scontati. Perciò il suo Cilento non è cartolina ma cornice antropologica: un luogo dove le tensioni maschili — la gelosia, la voglia di apparire, l'ansia da prestazione — diventano materia comica e dolente allo stesso tempo. Per il giovane regista, Oh Boys Cannes Quinzaine 2026 è anche il primo banco di prova davanti a un pubblico internazionale di addetti ai lavori.
Tre quadri di fragilità maschile, in 17 minuti
Il cortometraggio si articola in tre episodi intrecciati, ambientati nello stesso villaggio costiero. Nel primo, i musicisti di una banda locale si sfidano a colpi di assoli sempre più virtuosi, finché un giovane sassofonista decide di andare controcorrente e suonare per sottrazione. Nel secondo, un turista cerca disperatamente di colpire la sua nuova fidanzata durante un pranzo al mare. Nel terzo, un giocatore amatoriale di ping pong subisce una sconfitta umiliante dalle mani — anzi, dalla racchetta — di una bambina.
Il filo rosso è dichiarato: la fragilità maschile, raccontata con ironia e con uno sguardo poetico. Il tono ricorda certe commedie di costume mediterranee, ma il taglio è quello di una nuova generazione di autori europei che non ha paura di mettere in scena gli uomini nelle loro insicurezze più ridicole. Il cast mescola interpreti italiani (Luca Lacerenza, Antonio De Rosa) e britannici (Meg Bellamy, Tom Byrne) — coerente con la natura italo-anglosassone della produzione.

Premiere Film Lab, PNRR e una filiera italo-britannica
La struttura produttiva è uno dei punti più interessanti del progetto. Oh Boys è prodotto da Saverio Pesapane e Mariapia Autorino per Premiere Film, con la coproduzione di Andromeda Film (Italia), Via73 (Stati Uniti) e Courageous Donuts (Regno Unito). Tre Paesi, una sceneggiatura firmata a otto mani da Paolo Carbone, Antonio Donato, Andrea Orsenigo e Dania Rendano, una troupe tecnica italiana — fotografia di Antonio Morra, montaggio di Iacopo Calabrese, suono di Nico Palermo, musiche originali di Riccardo Veno.
Quindi un cast britannico per un film italiano girato in Cilento e poi finito alla Quinzaine. È esattamente il modello che il Festival di Cannes 2026 sta premiando di più: produzioni snelle, transnazionali, costruite intorno a un'idea forte di sceneggiatura e non a un nome di richiamo. Per il sistema italiano è anche una lezione: la Quinzaine non chiede budget faraonici, chiede sguardi nuovi.
Le date delle proiezioni alla Quinzaine
Oh Boys è in programma con due proiezioni ufficiali: la world premiere di Oh Boys Cannes Quinzaine è fissata al 21 maggio alle 11:30 al Théâtre Croisette, e una replica il 22 maggio alle 16:30 allo Studio 13 – MJC Picaud. Dopo Cannes il corto inizierà il suo giro festivaliero internazionale, con l'obiettivo dichiarato di passare per i grandi appuntamenti del cortometraggio d'autore (Locarno, Clermont-Ferrand, Vienna).
Infine, la presenza italiana alla Quinzaine non si esaurisce con Oh Boys: nella stessa sezione parallela si segnalano apparizioni di Asia Argento e Monica Bellucci in altri titoli. Ma il dato che conta, in un'edizione di Cannes che la stampa nazionale ha già etichettato come la meno italiana degli ultimi anni, è che a tenere alta la bandiera tricolore nella selezione ufficiale di una sezione storica sia un corto di diciassette minuti, girato in un borgo del Cilento, da un trentenne formatosi a Londra. Una notizia piccola che dice molto della direzione in cui si muove il cinema italiano emergente: meno tappeti rossi, più filiere intelligenti.


