Piano Casa legge: 100mila alloggi calmierati in 10 anni
Piano Casa legge dopo il sì del Senato con 106 voti: 10 miliardi per 100mila alloggi calmierati e 60mila case popolari da riqualificare, con il commissario Squitieri alla guida della fase operativa.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Piano Casa legge: la fiducia in Senato chiude la partita
Il Piano Casa legge è realtà: mercoledì 1° luglio 2026 il Senato ha convertito definitivamente il decreto 66/2026 con 106 voti favorevoli, 62 contrari e 2 astenuti, dopo aver dato la fiducia al governo. Il testo passa senza modifiche rispetto alla versione della Camera, dove era stato blindato con lo stesso strumento la settimana precedente. In Aula, per la votazione decisiva, sono presenti Giorgia Meloni e Matteo Salvini, che rivendica in prima persona il provvedimento come una delle bandiere della legislatura.
«Dalle parole ai fatti», scandisce la premier al termine del voto, promettendo «casa a prezzi calmierati per le giovani coppie». Il pacchetto vale complessivamente 10 miliardi di euro in dieci anni per l'edilizia integrata, ai quali si aggiungono 4,3 miliardi destinati alla rigenerazione urbana. Sulla carta è la risposta più ambiziosa alla crisi abitativa italiana da almeno un decennio; sul piano politico è la prima grande promessa della coalizione di centrodestra a essere trasformata in legge dopo l'approvazione del Piano casa proposto nel Consiglio dei ministri n. 173.

Le cifre del Piano Casa legge: 100mila alloggi e 60mila case popolari
Il provvedimento poggia su due gambe. La prima è la costruzione di 100mila nuovi alloggi in dieci anni, con prezzi almeno del 33% inferiori a quelli di mercato e vincoli precisi: almeno 70 unità su 100 dovranno essere assegnate in edilizia convenzionata. La seconda è un piano straordinario di ristrutturazione su 60mila alloggi di edilizia pubblica oggi sfitti o inagibili, da rimettere sul mercato entro dodici mesi. Confedilizia, non tenera con l'esecutivo, ha definito «importante» proprio il recupero delle case popolari vuote, considerato uno dei tasselli più concreti dell'impianto.
Sul fronte fiscale e amministrativo il testo introduce lo sconto minimo del 33% rispetto ai listini nelle operazioni di affitto e vendita convenzionata, il dimezzamento degli oneri notarili per gli acquirenti che rientrano nei requisiti, procedure edilizie accelerate e restrizioni all'ingresso dei fondi esteri sul residenziale calmierato. Per gli studenti fuori sede è previsto un fondo dedicato da 8,5 milioni di euro nel 2026, con soglia ISEE fissata a 20mila euro.
Chi beneficia del Piano Casa legge: la «zona grigia» degli italiani
Il perimetro dei destinatari è stato esteso in Aula con l'emendamento 1.31 all'articolo 1, che include esplicitamente «personale scolastico, sanitario, delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate» accanto a giovani coppie, studenti, lavoratori fuori sede e separati. È la cosiddetta zona grigia del mercato immobiliare: famiglie e single «troppo ricchi per le case popolari e troppo poveri per un mutuo di mercato». Un docente con stipendio netto di 1.700 euro al mese, secondo i conti di Palazzo Chigi, potrebbe risparmiare «almeno 350 euro al mese di mutuo, ossia 4.200 euro all'anno» grazie alla convenzione.
Il ragionamento della maggioranza si aggancia a un dato di contesto pesante: nel primo trimestre 2026 i prezzi delle abitazioni sono tornati a correre, mentre le liste d'attesa per l'edilizia residenziale pubblica hanno superato quota 650mila famiglie. È il numero citato dalla senatrice Beatrice Lorenzin (Pd) per attaccare la portata del provvedimento. Infatti, per il governo il target non è l'ultimo decile di reddito, ma le fasce medie che stanno scivolando fuori dal mercato affitti, soprattutto nelle grandi città universitarie e nelle aree metropolitane del Centro-Nord.
Il commissario Squitieri e la fase operativa
La governance del Piano Casa legge è affidata a un commissario straordinario: Felice Squitieri, architetto vicino alla Lega, nominato con decreto del 22 giugno e in carica fino al 31 dicembre 2027. Avrà poteri di deroga sulle procedure edilizie ordinarie e coordinerà Regioni, Comuni e Aler nel piano di riqualificazione dei 60mila alloggi pubblici. L'incarico, che vale circa 27mila euro netti al mese per un totale stimato di 493mila euro sull'intero mandato, è già finito nel mirino delle opposizioni.
Sul piano operativo, il primo cronoprogramma prevede l'apertura dei cantieri di ristrutturazione entro l'autunno 2026 e la messa a bando delle prime aree per nuova edilizia convenzionata entro la primavera 2027. Tuttavia, il vero collo di bottiglia sarà la capacità dei territori di rispondere in tempi rapidi: molte Regioni segnalano ritardi cronici nella spesa dei fondi già disponibili per l'edilizia residenziale pubblica. Il ministro delle Infrastrutture Salvini ha annunciato un tavolo permanente con Anci e Conferenza delle Regioni per il monitoraggio mensile.

Opposizione e sindacati: le critiche al Piano Casa legge
Il fronte contrario è compatto ma non uniforme nelle argomentazioni. Il Pd, per bocca di Beatrice Lorenzin, parla di «intervento insufficiente» rispetto alla platea reale del bisogno. Il M5S, con la capogruppo Gisella Naturale, definisce il piano «uno spot elettorale» e giudica «ridicola» la cifra media di circa 16mila euro per alloggio popolare da recuperare. Alleanza Verdi Sinistra, con il senatore Tino Magni, contesta il metodo: «Si riprogrammano fondi esistenti senza vero incremento di risorse». Il Fatto Quotidiano, in un editoriale del 22 giugno, ha parlato apertamente di «nuovo sacco edilizio delle città» in relazione ai poteri di deroga urbanistica affidati al commissario.
Anche il mondo sindacale ha alzato la voce. Sicet-Cisl ha diffuso una nota molto dura, in cui denuncia un «Piano Casa bocciato» rispetto al fabbisogno reale del Paese, mentre Sunia-Cgil ha annunciato una mobilitazione degli inquilini nelle principali città metropolitane per settembre. Le associazioni degli affittuari contestano soprattutto l'assenza di misure strutturali sul canone concordato e sull'emergenza sfratti, ancora aperta a Milano, Roma, Torino e Napoli. Perché, spiegano, il perimetro dei beneficiari resta troppo stretto per intaccare davvero il caro-casa metropolitano. Per un quadro più ampio del percorso politico che ha portato al varo si può leggere l'analisi di Tecnica della Scuola sulle misure per docenti e personale scolastico.
Cosa aspettarsi dopo il Piano Casa legge
La partita ora si sposta sui decreti attuativi. Il ministero delle Infrastrutture dovrà pubblicare entro sessanta giorni le linee guida per la selezione dei progetti, i criteri di priorità territoriale e le modalità di rendicontazione dei fondi ai Comuni. Sarà il vero banco di prova del provvedimento: senza attuazione rapida, gli obiettivi decennali rischiano di restare sulla carta come è già accaduto ai precedenti piani abitativi tra il 2008 e il 2015. Infine, il governo dovrà gestire il rapporto con le Regioni, alcune delle quali — soprattutto Emilia-Romagna, Toscana e Puglia — hanno già annunciato ricorsi alla Corte costituzionale sui poteri commissariali. Il dibattito, insomma, è tutt'altro che chiuso. Per un contesto sulla postura politica dell'esecutivo su questi temi si veda anche la nostra sezione Attualità.


