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Trump meme Meloni: ordine restrittivo su Truth

Trump meme Meloni: il presidente Usa posta su Truth un fotomontaggio della premier con la scritta «serve un ordine restrittivo», nuovo affondo alla vigilia del vertice Nato di Ankara.

Di Nicola Paparusso

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Trump meme Meloni: bandiere USA e Italia alla vigilia del vertice Nato
Immagine generata con IA

Trump meme Meloni: nella tarda serata di domenica 5 luglio 2026 il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato ad attaccare la premier italiana pubblicando sul suo social Truth un fotomontaggio che ritrae Giorgia Meloni mentre lo osserva con aria di adorazione, accompagnato dalla didascalia beffarda «serve un ordine restrittivo». Un nuovo affondo che arriva a poche ore dal vertice Nato di Ankara, dove i due leader sono attesi al loro primo faccia a faccia dopo settimane di gelo.

Trump meme Meloni: cosa ha pubblicato su Truth

Il post è comparso su Truth Social poco dopo le 23. Nell'immagine, un meme già circolato negli ambienti della destra americana, la presidente del Consiglio guarda il tycoon con espressione ammirata, mentre la scritta invoca ironicamente «a restraining order», un ordine restrittivo. Un modo sarcastico, e volutamente umiliante, per rappresentare la premier come una corteggiatrice respinta.

Non è un episodio isolato. Il meme si inserisce infatti in una escalation cominciata a metà giugno e mai davvero rientrata. Trump, nelle settimane precedenti, aveva già sostenuto che Meloni lo avesse «implorato» per una foto al G7 e aveva dichiarato di non volerla più come «fan». Questa volta lo sfregio è affidato a un'immagine, il linguaggio della propaganda social che il presidente maneggia con abilità.

Smartphone con un feed social nei corridoi della politica italiana
Il nuovo attacco di Trump alla premier passa ancora una volta dai social. Immagine editoriale. · Immagine generata con IA

La miccia: dalla rottura di La7 al vertice di Ankara

Per capire il peso del gesto bisogna tornare indietro di qualche settimana. Dopo il disgelo esibito al G7 di Évian, i rapporti si erano incrinati bruscamente con la telefonata in diretta di Trump a L'Aria che Tira su La7, quando il presidente aveva liquidato la premier con parole sprezzanti. Da lì è iniziata quella che molti osservatori descrivono come una vera rottura della special relationship italo-americana.

Sullo sfondo restano i dossier che dividono Roma e Washington: il nodo dello Stretto di Hormuz, su cui Trump accusa l'Italia di essere stata «assente», le frizioni sull'uso delle basi come Sigonella e il braccio di ferro sulla spesa per la difesa. Tuttavia il tempismo del meme non è casuale, perché cade proprio alla vigilia del summit atlantico.

Nel frattempo, appena due giorni prima, l'ambasciata americana aveva ospitato a Villa Taverna il tradizionale ricevimento per l'Independence Day del 4 luglio, un'occasione mondana che molti avevano letto come un tentativo di stemperare le tensioni. La cortesia diplomatica di quella serata, però, è durata poco: il fotomontaggio di domenica ha riportato lo scontro esattamente al punto in cui si era interrotto, dimostrando quanto sia fragile la tregua tra i due governi.

Vertice Nato di Ankara del 7-8 luglio 2026 con le bandiere dell Alleanza Atlantica
Il vertice Nato di Ankara del 7-8 luglio 2026 farà da cornice al primo confronto diretto tra i due leader. · Immagine generata con IA

Trump meme Meloni: le reazioni della politica italiana

La reazione più netta è arrivata da Carlo Calenda. Il leader di Azione ha commentato su X con parole durissime: «Trump è un ignobile bullo da quattro soldi. Piena solidarietà alla Presidente del Consiglio». Un messaggio che ha spostato la vicenda dal piano dello scontro personale a quello istituzionale, chiamando in causa la dignità della carica.

Il centrodestra osserva con crescente imbarazzo, perché l'asse con Washington era stato a lungo il fiore all'occhiello della politica estera del governo. Infatti l'esecutivo ha ribadito nelle scorse settimane che l'Italia resta una «nazione sovrana», con accordi militari regolati da precise intese, e che la premier crede nell'«unità dell'Occidente». L'opposizione, dal canto suo, legge nel meme la prova di un rapporto squilibrato costruito su troppe concessioni.

La solidarietà trasversale, del resto, non cancella le divisioni di fondo. Se una parte del Parlamento invoca compattezza attorno alla figura istituzionale della premier, un'altra rilancia le critiche di sempre: aver puntato tutto su un rapporto personale con Trump avrebbe esposto l'Italia proprio a questo tipo di umiliazioni. Perché, sostengono in molti, chi si affida senza condizioni a un alleato imprevedibile finisce per subirne gli sbalzi d'umore. Il risultato è un dibattito che, ancora una volta, intreccia politica estera e consenso interno, con i sondaggi che negli ultimi giorni segnalano un logoramento dell'immagine della premier.

Perché il meme pesa alla vigilia del bilaterale

Il vertice di Ankara, in programma il 7 e 8 luglio, avrebbe dovuto essere il palcoscenico della riconciliazione. Trump vi arriverà con un'agenda fitta, dai bilaterali con il presidente ucraino Zelensky e con il leader siriano al-Sharaa fino al dossier più caldo, l'aumento della spesa militare verso l'obiettivo del 5% del Pil entro il 2035. Proprio in questo scenario il Trump meme Meloni assume un valore politico che va oltre la provocazione.

Umiliare pubblicamente un'alleata poche ore prima di sedersi allo stesso tavolo è infatti una tecnica negoziale che il presidente ha già usato con altri leader, un modo per arrivare al confronto in posizione di forza. Per Meloni, quindi, il faccia a faccia di Ankara diventa una prova delicata: reagire senza rompere l'alleanza atlantica, difendere l'immagine del Paese senza offrire al tycoon nuovi pretesti. Le prossime ore diranno se la premier sceglierà la linea dura o quella del silenzio istituzionale, mentre in Italia il dibattito sulla tenuta dei rapporti con gli Stati Uniti è ormai destinato a dominare l'estate politica. Chi voglia ricostruire la vicenda può seguirne gli sviluppi nella sezione Voci dal mondo.

Per approfondire il contesto diplomatico restano utili le cronache di ANSA, di Adnkronos e del Secolo d'Italia.

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