Serpenti De Paolis: grottesco kafkiano a Venezia 83
Serpenti De Paolis approda alla Mostra di Venezia 83 in Venezia Spotlight: un uomo uccide la moglie ma nessuno vuole arrestarlo, in un grottesco kafkiano con Leonardo Lidi, Alessandro Borghi, Valeria Golino e Pietro Castellitto, scritto con i fratelli D'Innocenzo.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Serpenti De Paolis è tra i titoli italiani più attesi dell'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Il nuovo film di Roberto De Paolis (accreditato come Roberto De Paolis Maino) approda al Lido nella sezione Venezia Spotlight e si annuncia come una delle proposte più spiazzanti del cinema d'autore nostrano. Infatti, dietro un incipit da cronaca nera, si nasconde una tragicommedia dell'assurdo che ribalta ogni aspettativa dello spettatore.
Serpenti De Paolis: la trama del film a Venezia 83
Il protagonista è Paolo Marra, un uomo comune che una mattina uccide la moglie, apparentemente senza un movente. Poi, travolto dal senso di colpa, decide di costituirsi. È qui che Serpenti compie il suo scarto vertiginoso: nessuno vuole arrestarlo.
La confessione di Paolo si infrange contro un muro di indifferenza. Poliziotti distratti, avvocati troppo zelanti, cartomanti e un labirinto di procedure burocratiche trasformano la sua ricerca di una pena in un paradosso kafkiano. Tuttavia, più l'uomo insiste, più il mondo intorno a lui sembra rifiutarsi di riconoscere la sua colpa.
La vicenda si consuma in gran parte nell'arco di una sola giornata, tra commissariati e uffici anonimi, dove Paolo finisce per diventare quasi un capro espiatorio di un sistema sordo. Il tono oscilla di continuo tra il tragico e il comico, tra l'angoscia e la risata amara. Il regista descrive il personaggio come «carnefice e vittima, empatico e respingente, gigantesco e minuscolo: unico nel cinema italiano».

Un cast di prim'ordine e la penna dei fratelli D'Innocenzo
Nei panni di Paolo Marra c'è Leonardo Lidi, regista e attore teatrale qui chiamato a reggere l'intero peso del film. Al suo fianco un terzetto di interpreti di grande richiamo: Alessandro Borghi, Valeria Golino e Pietro Castellitto, tutti in ruoli di contorno che danno corpo alla galleria di figure incontrate dal protagonista nel suo giro a vuoto.
La sceneggiatura porta una firma pesante: quella dei fratelli D'Innocenzo, Damiano e Fabio, che hanno scritto il soggetto insieme allo stesso De Paolis. Non stupisce, quindi, il tono grottesco e disturbante della storia, coerente con l'universo autoriale dei gemelli di Favolacce, da sempre attratti dalle zone d'ombra della provincia e della famiglia italiana.
La scelta di affidare il ruolo principale a Leonardo Lidi, volto più noto al teatro che al grande pubblico, è a suo modo una dichiarazione di poetica. De Paolis rinuncia infatti al divo per costruire un antieroe opaco, in cui lo spettatore fatica a specchiarsi. Lo stesso titolo, Serpenti, evoca l'ambiguità morale che attraversa tutti i personaggi: nessuno è del tutto innocente, nessuno del tutto colpevole, in un intreccio di sguardi che si insinua sotto la pelle come un rettile.
Roberto De Paolis non è un debuttante al Lido. Il suo esordio, Cuori puri (2017), fu presentato alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes, mentre Princess (2022) aprì la sezione Orizzonti proprio a Venezia. Con Serpenti compie un ulteriore passo verso un cinema di rischio, che unisce commedia nera e riflessione morale. I dettagli sul progetto sono raccolti nella scheda di Cinemaitaliano.info.
Venezia Spotlight e l'uscita nelle sale
Il film è inserito in Venezia Spotlight, la vetrina che la Mostra dedica a opere dal forte potenziale di pubblico. La rassegna diretta da Alberto Barbera si tiene al Lido dal 2 al 12 settembre 2026, come indica il programma ufficiale della Biennale, e conferma il ruolo del cinema italiano come protagonista dell'edizione, già raccontata su queste pagine con i cinque titoli in concorso.
Sul fronte produttivo, Serpenti è firmato da Paco Cinematografica e Be Water Film, con la partecipazione di HBO Max e il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Lazio. La distribuzione italiana è affidata a I Wonder Pictures. L'uscita nelle sale è fissata per il 10 settembre 2026, in piena Mostra: una strategia che lega a doppio filo la promozione al passaggio veneziano.

Il grottesco come sguardo sulla colpa
Al di là del meccanismo narrativo, Serpenti De Paolis affronta un tema urgente, la violenza sulle donne, scegliendo però una via obliqua. Non c'è alcuna spettacolarizzazione del delitto: il film parte dall'atto per interrogare la colpa, la responsabilità individuale e l'indifferenza collettiva, come sottolineato anche dalla presentazione ufficiale del film.
Il registro dell'assurdo, infatti, diventa uno strumento morale. Perché una società distratta fatica persino a riconoscere chi chiede di essere punito? È questa la domanda scomoda che il film lascia allo spettatore, senza offrire risposte consolatorie né scorciatoie retoriche.
Con un cast d'eccezione, la scrittura affilata dei D'Innocenzo e un'idea di partenza tanto semplice quanto perturbante, Serpenti si candida a essere uno dei casi più discussi di Venezia 83. Infine, per il cinema italiano rappresenta la conferma di una stagione autoriale coraggiosa, capace di mescolare i generi e di guardare in faccia i propri fantasmi.


