Film italiani Venezia 83: cinque in corsa per il Leone
Film italiani Venezia 83: cinque titoli in concorso per il Leone d'oro, da Nanni Moretti ad Andrea Pallaoro. Ecco la selezione dell'83ª Mostra del Cinema di Venezia e i grandi nomi internazionali in gara.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

I film italiani Venezia 83 saranno cinque, tutti in corsa per il Leone d'oro. La Biennale ha svelato il 23 luglio 2026 la selezione completa dell'83ª Mostra internazionale d'arte cinematografica, in programma al Lido dal 2 al 12 settembre. Su venti titoli in concorso, un quinto porta la bandiera italiana: un dato che il direttore artistico Alberto Barbera ha rivendicato come segno di una stagione autoriale in salute.
Film italiani Venezia 83: i cinque titoli in concorso
La pattuglia tricolore mette insieme maestri riconosciuti e voci più giovani. Ecco i film italiani Venezia 83 che puntano al Leone d'oro:
Succederà questa notte di Nanni Moretti, quindicesimo lungometraggio del regista romano, coproduzione tra Italia, Francia e Spagna con Louis Garrel e Jasmine Trinca.
The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, coproduzione italo-belga con un cast internazionale che comprende Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon.
Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, con Vanessa Scalera, storia intima di riconciliazione tra madre e figlio.
L'estranea di Paolo Strippoli, il racconto del collasso di una famiglia di imprenditori baresi, con Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi.
Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, coproduzione italo-brasiliana sugli anni della dittatura militare argentina, con Adriano Giannini.
Da Moretti a De Angelis: i registi in corsa
La presenza di Nanni Moretti pesa più di tutte. Il regista torna in concorso a Venezia con un film corale che intreccia più storie, dopo il passaggio a Cannes del 2023. Accanto a lui, Edoardo De Angelis conferma un percorso ormai consolidato nelle grandi vetrine, mentre Andrea Pallaoro alza l'asticella con un progetto dal respiro internazionale.
Interessante, inoltre, la scommessa su Paolo Strippoli, cresciuto nel cinema di genere e ora promosso al concorso maggiore. Marco Bechis, infine, riporta a Venezia la memoria politica del Sud America, tema che attraversa da sempre la sua filmografia. Un ventaglio che, tuttavia, non rinuncia mai al radicamento autoriale.
Colpisce anche la geografia produttiva di questi titoli. Tre dei cinque film sono coproduzioni internazionali: The Echo Chamber lega Italia e Belgio, Succederà questa notte coinvolge Francia e Spagna, Ritorno a Buenos Aires guarda al Brasile. È il segno di un cinema nazionale che, per sostenersi, cerca sempre più spesso partner esteri e cast riconoscibili oltre confine. Quindi non solo storie italiane, ma un'industria che ragiona ormai su scala continentale.

Venezia 83, la fotografia di Alberto Barbera
Presentando la selezione, Barbera ha descritto il concorso come «un atlante disegnato mentre il mondo cambia confini», capace di tenere insieme «maestri, ritorni, opere prime, cinema politico, memorie private e ossessioni collettive». Per il direttore artistico il cinema resta «uno straordinario strumento di conoscenza del reale», e la scelta dei venti titoli riflette questa ambizione.
Accanto ai cinque italiani, il concorso schiera nomi di primo piano del cinema mondiale: Danny Boyle con Ink (film d'apertura), Casey Affleck, Werner Herzog, Hirokazu Kore-eda, Lee Chang-dong, Martin McDonagh, Shinya Tsukamoto e Florian Zeller. La giuria sarà presieduta da Maggie Gyllenhaal, mentre i Leoni d'oro alla carriera andranno a George Clooney ed Ellen Burstyn.
Oltre il concorso: Orizzonti, fuori concorso e documentari
La presenza italiana non si esaurisce nella corsa al Leone. Fuori concorso sono attesi i nuovi lavori di Mario Martone, Gianni Amelio e Giovanni Veronesi, quest'ultimo con Dio ride, film di chiusura della Mostra. La sezione Orizzonti ospita invece quattro titoli italiani, tra cui il film d'apertura firmato da Alina Marazzi e l'esordio alla regia di Anna Foglietta.
Tra le curiosità annunciate, infine, spiccano un documentario sugli Oasis, un nuovo lavoro con Russell Crowe e Be Brave, presentato come il primo documentario italiano interamente realizzato con l'intelligenza artificiale, dedicato al fondatore di Diesel Renzo Rosso.

Cinema italiano tra festival e box office
La forte presenza tricolore a Venezia arriva in un momento contraddittorio per l'industria: sale in difficoltà, fondi rivisti e un box office trainato quasi solo dai grandi titoli internazionali. Proprio per questo la vetrina del Lido diventa strategica, come già lo era stata l'apertura affidata a Ink di Danny Boyle. La Mostra, infatti, resta il palcoscenico dove il cinema d'autore italiano rivendica il proprio peso.
Non è un caso isolato: nelle stesse settimane il cinema d'autore italiano ha bussato anche ad altri festival, come dimostra Idda al Toronto Film Festival, unico lungometraggio nostrano in concorso in Canada. La differenza è che Venezia gioca in casa, con la forza di cinque titoli e non di uno soltanto. Infatti la Mostra rappresenta la vetrina più ricca dell'anno per il prodotto nazionale.
Perché il vero banco di prova sarà capire quanti di questi film sapranno tradurre il prestigio del festival in un reale seguito di pubblico. Per tutti gli aggiornamenti sulle uscite e sugli appuntamenti, resta la nostra sezione Cinema. Le selezioni ufficiali sono consultabili sul sito della Biennale di Venezia e nel comunicato della Direzione generale Cinema.


