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Motivazioni assoluzione Lucarelli: cosa dice la Corte

Depositate le motivazioni assoluzione Lucarelli e Apolloni: per la Corte d'Appello di Milano condotta moralmente discutibile ma nessuna prova di violenza oltre il ragionevole dubbio.

Di Nicola Paparusso

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Motivazioni assoluzione Lucarelli, il Palazzo di Giustizia di Milano sede della Corte d'Appello
Immagine generata con IA

Le motivazioni assoluzione Lucarelli e Apolloni sono state depositate oggi dalla Corte d'Appello di Milano, a novanta giorni dal verdetto che lo scorso 23 aprile ha ribaltato le condanne di primo grado. I giudici assolvono i due ex calciatori del Livorno «perché il fatto non sussiste», pur definendo la loro condotta «moralmente discutibile». Un passaggio destinato a far discutere, perché tocca il nodo più delicato dei processi per violenza sessuale: la prova del dissenso.

Motivazioni assoluzione Lucarelli: cosa scrivono i giudici

Nel documento la Corte spiega perché le prove raccolte non bastano a superare la soglia del ragionevole dubbio. Secondo i giudici gli elementi processuali dimostrano «un proposito sessuale collettivo», ma non provano «con la certezza richiesta in sede penale» una condotta abusiva o lo sfruttamento di una condizione di inferiorità della persona offesa.

Il testo delle motivazioni assoluzione Lucarelli descrive la studentessa statunitense come «vigile e reattiva»: risponde alle battute dei ragazzi e, si legge, reagisce «immediatamente al toccamento indesiderato» manifestando «in modo inequivoco il proprio dissenso». Per la Corte, inoltre, in altri momenti sarebbe stata «la stessa persona offesa ad assumere iniziative di natura sessuale», mentre i messaggi inviati a un'amica «denotano una certa lucidità».

È su questo equilibrio che ruota l'intera decisione: una condotta giudicata eticamente censurabile non equivale, sul piano penale, alla prova di una violenza. Un principio che la giurisprudenza italiana ribadisce da tempo, ma che nei casi di stupro di gruppo continua a generare interpretazioni opposte tra primo e secondo grado.

Bilancia della giustizia in un'aula di tribunale, simbolo del processo Lucarelli-Apolloni
Il cuore delle motivazioni: senza prova certa del dissenso, per la Corte il fatto non sussiste. · Immagine generata con IA

Dalla condanna in primo grado al ribaltamento in appello

La vicenda risale alla notte tra il 26 e il 27 marzo 2022. Secondo l'accusa, una studentessa universitaria statunitense di 22 anni sarebbe stata avvicinata all'esterno di una discoteca di Milano e portata nell'appartamento di Mattia Lucarelli, figlio dell'ex attaccante Cristiano Lucarelli. All'epoca dei fatti sia Mattia Lucarelli sia Federico Apolloni, oggi ventiseienni, giocavano nel Livorno.

In primo grado i due erano stati condannati a 3 anni e 7 mesi ciascuno; pene inferiori, comprese tra 2 anni e 5 mesi e 2 anni e 8 mesi, erano state inflitte agli altri tre imputati. Gli arresti domiciliari erano scattati nel gennaio 2023. In appello, invece, tutti e cinque sono stati assolti con la formula più ampia, quella che chiude ogni ipotesi di responsabilità.

Il procuratore generale aveva chiesto la conferma delle condanne. La Corte ha tuttavia ritenuto insufficiente il quadro probatorio, arrivando a una lettura radicalmente diversa da quella del tribunale.

Il ribaltamento non è un caso isolato. Negli ultimi anni diversi processi per violenza sessuale di gruppo si sono chiusi con esiti opposti tra primo e secondo grado, proprio perché la valutazione delle stesse testimonianze e degli stessi messaggi può portare a conclusioni divergenti. Le motivazioni assoluzione Lucarelli si inseriscono in questo solco, dove il confine tra iniziativa consensuale e abuso viene ricostruito a posteriori, spesso senza riscontri oggettivi diretti.

Il nodo del consenso e la parola della persona offesa

Un elemento ha pesato sul processo d'appello: la giovane aveva revocato la costituzione di parte civile dopo essere stata risarcita. La sua voce, quindi, non ha accompagnato l'ultima fase del giudizio, mentre la difesa costruiva la propria tesi sull'assenza di una prova diretta e certa della coercizione.

«Ero convinto dell'innocenza di questi ragazzi e penso che oggi la giustizia abbia prevalso», ha commentato l'avvocato Leonardo Cammarata, difensore di Lucarelli. Fuori dal tribunale, però, non sono mancate le tensioni: Cristiano Lucarelli, padre di Mattia, se l'è presa con i cronisti presenti, accusando i media di aver danneggiato l'immagine della famiglia.

La distanza tra i due gradi di giudizio riporta al centro un tema che attraversa da anni il dibattito pubblico italiano, dai casi di cronaca giudiziaria alle discussioni sul consenso. Se ne era parlato anche a proposito di altre vicende seguite da questa redazione sul fronte della giustizia, dove l'esito processuale ha diviso l'opinione pubblica.

Cosa succede ora dopo le motivazioni

Con il deposito delle motivazioni assoluzione Lucarelli, decorre il termine per l'eventuale ricorso in Cassazione da parte della Procura generale. Sarà la Suprema Corte, se investita del caso, a valutare la tenuta logico-giuridica del ragionamento seguito dai giudici milanesi.

Fino ad allora, l'assoluzione resta valida ma non definitiva. La vicenda, intanto, si aggiunge alla lunga lista di processi in cui la difficoltà di provare il dissenso «oltre ogni ragionevole dubbio» finisce per orientare l'esito. Un dibattito che, come mostra anche la cronaca raccolta nella sezione Società, è tutt'altro che chiuso.

Resta poi il piano umano e sportivo. Per i due giovani, oggi lontani dai riflettori del calcio che conta, l'assoluzione riapre la possibilità di ricostruire una carriera segnata da quattro anni di procedimenti. Per la persona offesa, invece, il risarcimento accettato prima del giudizio d'appello ha di fatto chiuso una battaglia processuale che non ha trovato, nel secondo grado, la conferma delle sue accuse. Due letture inconciliabili della stessa notte, che solo un'eventuale pronuncia della Cassazione potrebbe comporre.

Per approfondire il testo integrale e le reazioni si possono consultare le ricostruzioni di Adnkronos, dell'ANSA e del Quotidiano.net.

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