Marefestival Salina 2026: 15 anni del Premio Troisi
Marefestival Salina 2026: la XV edizione del Premio Troisi celebra Massimo Troisi con Cucinotta, Giannini, Quattrocchi, Risi e Francini sull'isola eoliana.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Marefestival Salina 2026: la quindicesima edizione apre con Cucinotta
Il Marefestival Salina 2026 taglia il traguardo dei quindici anni e riporta sull'isola eoliana il rito laico del Premio Troisi. Sabato 13 giugno la quindicesima edizione si è aperta a Santa Marina con la madrina storica Maria Grazia Cucinotta, tornata trent'anni dopo aver girato a Pollara Il Postino di Michael Radford. «Sono passati trent'anni dalla prima volta che ho messo piede su quest'isola», ha ricordato l'attrice, «Massimo ha capito che la cultura e la bellezza possono davvero cambiare la vita delle persone». Una citazione che fissa il tono del Marefestival Salina 2026: memoria di Troisi, ma anche pretesto per interrogare lo stato del cinema italiano.

Cucinotta madrina e l'eredità di Troisi sull'isola eoliana
Per il quindicesimo anno consecutivo Cucinotta è la madrina del festival che porta il nome dell'attore napoletano scomparso nel 1994. La sua presenza tiene insieme la pellicola di Radford e la memoria di Massimo Troisi: a Pollara, frazione di Malfa, sorge ancora la spiaggia dove fu costruito il set del Postino. «Massimo trasmetteva bellezza», ha detto l'attrice in conferenza stampa, «la cultura, l'arte, l'uso delle parole possono veramente cambiare la vita». Tuttavia, ha aggiunto, occorre proteggere la sala cinematografica come spazio educativo. Infatti il Marefestival Salina 2026 ha aperto con la scopertura dell'installazione restaurata dedicata a Troisi: la celebre bicicletta del postino Mario Ruoppolo, tornata a splendere sul molo dopo mesi di lavori di conservazione coordinati dal Comune di Malfa.
Giannini, Capotondi, Cléry: il cast del Premio Troisi quindicesima edizione
Il parterre dell'edizione 2026 è ampio. Accanto a Cucinotta, l'organizzazione di Massimiliano Cavaleri (co-fondatore e direttore artistico della manifestazione) ha annunciato la presenza di Giancarlo Giannini, ospite d'onore dei quindici anni del Premio Troisi e protagonista la sera precedente al Taormina Film Fest con il Lifetime Achievement Award per Baracoa. Con lui Cristiana Capotondi, Corinne Cléry, il sassofonista Nat Minutoli, Marco Risi, Aurora Quattrocchi e Chiara Francini. Quindi un cast volutamente intergenerazionale, costruito perché l'isola dialogasse con le scuole di cinema italiano. Il Marefestival Salina 2026 conferma quattro giorni di programmazione, con proiezioni serali nel piazzale della chiesa di Santa Marina e masterclass mattutine al Centro Culturale Marisa Cuomo.
Marco Risi e Aurora Quattrocchi: 40 anni dopo Mery per sempre
Il momento più emozionante è arrivato all'incrocio di due biografie: Marco Risi e Aurora Quattrocchi si sono ritrovati sul palco quasi quarant'anni dopo Mery per sempre. Risi nel 1989 scelse Quattrocchi, allora affermata sul palcoscenico, per il ruolo della madre di un giovane transgender. L'attrice oggi 83enne, vincitrice del David di Donatello 2026 come miglior attrice protagonista per Gioia mia di Margherita Spampinato, ha ricordato il debutto cinematografico con un aneddoto netto: «La prima battuta era "sono venuta a comprare il pesce". Guardavo in maniera indifferente, ma come si faceva questo "indifferente"? Al cinema è difficile! Lui mi diceva: "Aurora non recitare, non fare facce". Io non sapevo che al cinema non si doveva recitare». Una lezione di umiltà professionale che il Marefestival Salina 2026 ha consegnato come ricongiungimento generazionale tra autore e interprete.

Marco Risi: «Le sale destinate ad avere una fine»
Sul palco del Marefestival Risi non si è limitato all'amarcord. Il regista, premiato per la sua filmografia civile, ha proposto un'analisi spietata dello stato dell'industria: «Il cinema è sempre stato in crisi. Se ne fanno molti film anche adesso, ma sono in crisi le sale cinematografiche, destinate ad avere una fine, perché la gente va sempre di meno al cinema. La maggior parte dei film fa fatica ad affermarsi, persino il recente Spielberg fatica ad avere successo». Quindi un richiamo politico: «Bisogna cambiare la mentalità di chi gestisce le carceri minorili, altrimenti si creano nuovi delinquenti più che nuovi cittadini», che riporta dritto a Mery per sempre ma dialoga anche con la discussione in corso sulla crisi industriale del cinema italiano dopo il taglio del Fondo cinema deciso dal MiC. Il Marefestival Salina 2026 diventa così un osservatorio meridionale sulle scelte di Roma.
Chiara Francini e la malinconia di Troisi nel Marefestival Salina 2026
Anche Chiara Francini ha ricevuto il riconoscimento intitolato all'attore napoletano. «Troisi faceva ridere, ma era anche profondamente intriso di malinconia», ha detto l'attrice toscana, «ed è quella malinconia che dà la capacità di vedere il bello in ciò che non brilla apparentemente». Sulle Eolie, ha aggiunto, «si racconta in maniera più profonda e più viva la composizione delle anime». Infine Cavaleri ha annunciato dal palco le date dell'edizione 2027: dal 18 al 20 giugno, sempre a Salina, con l'obiettivo di portare in scena teatrale per la prima volta un adattamento de Il Postino, già in lavorazione con la sceneggiatura affidata al drammaturgo Mario Gelardi. Di conseguenza il festival si conferma cantiere permanente di rilettura dell'opera di Troisi, e il Marefestival Salina 2026 chiude domenica sera con la proiezione restaurata di Pensavo fosse amore… invece era un calesse.


