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Raduno naziskin Trentino: 140 agenti schierati a Dro

Il raduno naziskin Trentino «Ritorno a Camelot» si terrà dal 3 al 6 settembre a Pietramurata di Dro: il Comitato per l'ordine pubblico non può vietarlo, ma schiera 120-140 agenti anche all'interno dell'evento. Il 3 settembre il presidio della società civile.

Di Nicola Paparusso

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Raduno naziskin Trentino: pattuglie delle forze dell'ordine schierate lungo la valle di Dro
Immagine generata con IA

Il raduno naziskin Trentino si farà. Il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, riunito martedì 1 settembre 2026 a Trento, ha stabilito che «Ritorno a Camelot» — l'incontro internazionale della galassia skinhead in programma dal 3 al 6 settembre a Pietramurata, frazione del comune di Dro — non può essere vietato. Sarà però sorvegliato da un dispositivo di sicurezza imponente: dai 120 ai 140 agenti della polizia di Stato, affiancati da carabinieri e guardia di finanza, presenti anche dentro la struttura che ospita l'evento.

Raduno naziskin Trentino: cosa ha deciso il Comitato per l'ordine pubblico

La commissaria del Governo per la Provincia di Trento, il prefetto Isabella Fusiello, ha spiegato alla stampa la linea uscita dalla riunione. «Sono stati richiesti interventi al personale della polizia di Stato, dei carabinieri e della guardia di finanza, al punto di poter gestire l'ordine e la sicurezza pubblica all'esterno della struttura alberghiera. È prevista anche la presenza di personale all'interno dell'hotel proprio per verificare i loro comportamenti, che qualora dovessero risultare di rilievo penale saranno denunciati alle autorità giudiziarie».

Non un divieto, quindi, ma un perimetro di prescrizioni. Il questore Nicola Zupo ha quantificato lo schieramento: «Noi abbiamo previsto di schierare a Pietramurata dalla sera del 2 fino al 6 non meno di 120-140 uomini, che abbiamo anche chiesto al Dipartimento di Pubblica Sicurezza». E ha chiarito il duplice obiettivo: «Questi uomini sono stati dispiegati non solo perché non ci siano scontri, ma anche per evitare che vengano violate le prescrizioni che saranno emesse dal Questore». Gli agenti resteranno all'interno del capannone per tutta la durata dell'evento, a presidio contro cori, bandiere o interventi dal palco che integrino apologia del fascismo, propaganda antisemita o istigazione all'odio razziale.

Sala del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica riunito a Trento
Il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica si è riunito a Trento la mattina del 1° settembre, con la partecipazione della Procura della Repubblica. · Immagine generata con IA

Che cos'è «Ritorno a Camelot» e chi lo organizza

Il raduno naziskin Trentino di quest'anno è promosso dal Veneto Fronte Skinheads e si ripete da anni, cambiando sede e mantenendo il massimo riserbo sulla località fino all'ultimo. Il programma diffuso sui canali social del raduno mette insieme concerti di gruppi RAC (Rock Against Communism), conferenze, un'area bambini, un settore sportivo e uno dedicato ai tatuaggi, con tanto di prevendita dei biglietti e merchandising.

I titoli delle conferenze restituiscono il registro politico dell'iniziativa: «Italiani d'Europa in marcia: il futuro del mito al tempo del capitalismo della sorveglianza», «Mos Maiorum e tradizioni marziali. Apologia del combattimento e del coraggio fisico» — accompagnata da una dimostrazione di combattimento — e «Superdemocrazie e persecuzione ideologica. Contrastare la repressione contro i nazionalisti europei ai tempi di Schengen». Le stime della questura parlano di 300-400 partecipanti attesi da diversi Paesi europei, con la logistica pubblicizzata online includendo perfino le distanze dai principali aeroporti del Nord Italia.

Il fronte del no: appello, petizione e il Consiglio comunale di Dro

Contro il raduno naziskin Trentino il territorio si è mobilitato per giorni. Domenica 30 agosto l'associazionismo trentino ha lanciato un appello a Fusiello e al presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti: «Quell'evento non va autorizzato perché si ispira a ideologie naziste, fasciste, razziste e xenofobe chiaramente contrarie ai valori della Costituzione e dell'Autonomia speciale che in quei giorni festeggia il suo ottantesimo anniversario».

Lunedì 31 agosto la lettera è stata consegnata in Commissariato del governo da una delegazione composta dai sindacalisti Andrea Grosselli, Walter Largher e Michele Bezzi, insieme a Walter Nicoletti delle Acli Trentine e Marta Anderle dell'Anpi. Il presidente di Arci del Trentino Andrea La Malfa ha alzato il tono: «Questa non è una manifestazione della destra. Questa è una manifestazione nazista. Qui siamo fuori dal contesto democratico. Chiediamo alle istituzioni di fare le istituzioni per una volta e di non lavarsene le mani».

La stessa sera il Consiglio comunale di Dro, convocato d'urgenza, ha firmato all'unanimità un documento che chiede a Provincia e prefettura la revoca della manifestazione: «Non sarà tollerata alcuna manifestazione o presenza che contrasti con i principi della Costituzione italiana». Sul piano politico si sono aggiunte un'interrogazione provinciale della consigliera Pd Michela Calzà e interrogazioni parlamentari al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, tra cui quella del deputato Avs Angelo Bonelli. La pressione, tuttavia, non ha modificato l'esito giuridico. Dinamiche analoghe di scrutinio istituzionale sull'estrema destra europea erano emerse anche nel dossier dell'Eurocamera sul partito ESN, dove però la leva era il finanziamento pubblico, non il divieto di riunione.

Perché vietare non si può: il nodo costituzionale

Il punto giuridico è l'articolo 17 della Costituzione, che riconosce a tutti i cittadini il diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi: per le riunioni in luogo aperto al pubblico non è richiesta autorizzazione, e nemmeno un preavviso quando — come a Pietramurata — si tratta di area privata. L'avvocato penalista roveretano Nicola Canestrini lo ha spiegato senza ambiguità sulla natura dell'evento: «Non c'è nulla di folkloristico e nulla di ambiguo: è la messa in scena di un'ideologia che ha prodotto le leggi razziali, la guerra e i campi di sterminio, e che la Costituzione ripudia».

Proprio per questo, però, secondo il legale la richiesta di divieto è la strada sbagliata. «Il diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi non è stato scritto nonostante il fascismo, è stato scritto contro il fascismo, da persone appena uscite dal carcere, dalla clandestinità e dai campi, che sapevano benissimo che un giorno se ne sarebbero serviti anche i loro nemici. Difenderlo adesso, proprio adesso che a Dro arrivano loro, è l'unico antifascismo che non si smentisce». La risposta costituzionalmente corretta, aggiunge, è «libertà di riunione contro libertà di riunione»: presidi, firme, mobilitazione pubblica. L'intervento repressivo resta possibile, ma ex post e su condotte specifiche — la legge Scelba e la legge Mancino puniscono l'apologia del fascismo e la propaganda razzista, non l'intenzione di riunirsi.

Piazza di paese trentina allestita con transenne e palco per la manifestazione democratica del 3 settembre
Il 3 settembre alle 17 è convocata a Pietramurata la manifestazione della società civile trentina contro il raduno. · Immagine generata con IA

Presidio del 3 settembre e la visita di Mattarella

La contro-mobilitazione è già calendarizzata: giovedì 3 settembre alle 17 la società civile scenderà in piazza a Pietramurata. Ci sarà anche il sindaco di Trento Franco Ianeselli, presente al Comitato per l'ordine pubblico: «Non ci sono le possibilità per limitare il raduno in sé, c'è però la possibilità di sviluppare delle prescrizioni in maniera tale che tutto quello che non si può fare perché sarebbe illegale, come fare i saluti fascisti o fare propaganda antisemita, non possa essere svolto». Da sindaco, ha aggiunto, «credo che per il Trentino sia importante che ci sia una mobilitazione democratica», da esercitare «in maniera democratica e non violenta».

Sul fronte della sicurezza, Fusiello ha insistito sulla separazione fisica tra i due schieramenti: «Sicuramente sarà una Dro vigilata, per evitare che gruppi contrapposti possano venire a contatto». E ha escluso qualsiasi interferenza con l'agenda istituzionale: «La visita del presidente Mattarella non sarà assolutamente scalfita da quest'evento. La manifestazione si terrà il giorno 3, il presidente arriva il giorno 5, e tutta la nostra attenzione sarà riversata sulla presenza del capo dello Stato». Il 5 settembre cade infatti l'ottantesimo anniversario dell'accordo De Gasperi-Gruber, atto fondativo dell'autonomia speciale del Trentino-Alto Adige.

Infine, resta il paradosso che il raduno naziskin Trentino consegna alla cronaca politica e sociale italiana: nello stesso fine settimana, a pochi chilometri di distanza, la valle ospiterà l'anniversario di un patto internazionale nato dalla sconfitta del nazifascismo e il raduno di chi quel nazifascismo rivendica. Le prescrizioni del questore diranno quanto stretto sarà il margine di manovra dei partecipanti; la piazza del 3 settembre dirà quanto largo è quello della comunità che li contesta. Fonti: ANSA Trentino e il Dolomiti.

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