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Tornado a Marsala: 273 alunni e l'allerta era gialla

Tornado a Marsala: due trombe marine hanno attraversato il versante sud della citta e Petrosino il 9 ottobre 2026, devastando un plesso scolastico con 273 alunni dentro. Dieci persone al pronto soccorso, nessuna vittima. Quel giorno l'allerta era gialla: il giorno dopo e diventata arancione.

Di Nicola Paparusso

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Tornado a Marsala: la tromba marina sul mare davanti alla costa bassa del Trapanese, fra vigneti e muretti a secco
Immagine generata con IA

Il tornado a Marsala è durato poco più di due minuti e ha lasciato dietro di sé una scuola sventrata con 273 alunni dentro, cinque case distrutte, una statale bloccata e dieci persone al pronto soccorso. Nessun morto. Il 9 ottobre 2026, mentre il vortice attraversava il versante sud della città e il territorio di Petrosino, il bollettino nazionale di criticità assegnava alla Sicilia occidentale un'allerta gialla. Il giorno dopo, con i tetti già per terra, è diventata arancione.

Tornado a Marsala: due vortici in mare, due Comuni colpiti

Il Dipartimento regionale della Protezione civile siciliana fissa l'impatto del tornado a Marsala «questa mattina intorno alle ore 10.00». Il comunicato, diffuso da Trapani alle 12.19, parla di «una violenta tromba d'aria» abbattutasi «con straordinaria intensità» sul territorio comunale di Marsala e nelle zone limitrofe, con danni lungo la via Nazionale — cioè la statale 115 — «lesioni a strutture e abitazioni, l'abbattimento di alberi e pali della luce, il ribaltamento di veicoli in sosta e l'interruzione della circolazione stradale e ferroviaria», quest'ultima per la chiusura di diversi passaggi a livello.

La cronologia, però, comincia prima. La professoressa Ilenia Amato, 43 anni, referente della scuola media, ha raccontato all'ANSA di aver visto «due trombe d'aria in mare» dalla finestra della sua classe al primo piano, con 27 alunni accanto, «intorno alle 9,10». Fra quell'avvistamento e l'orario fissato dal Dipartimento corrono quasi cinquanta minuti. Sono due fonti diverse e due misure diverse — il ricordo di chi guardava e il verbale di chi coordinava — ma dicono la stessa cosa: il tornado a Marsala è stato visibile sul mare prima di toccare terra.

A Petrosino il quadro è altrettanto pesante. Il sindaco Giacomo Anastasi ha riferito di quattro feriti lievi, fra cui due operai del centro comunale di raccolta dei rifiuti, investito in pieno. Ci sono abitazioni gravemente lesionate e, secondo il primo cittadino, anche case in calcestruzzo distrutte. È stato abbattuto il muro di cinta dello stadio. I vigili del fuoco hanno soccorso due persone da un'automobile finita in un burrone. Il Comune ha attivato il Centro operativo comunale. Il tornado a Marsala, insomma, è stato anche il tornado di Petrosino: due amministrazioni, un solo vortice.

La parete della palestra e i 273 alunni della De Gasperi

Il punto più grave del tornado a Marsala è l'istituto comprensivo «Alcide De Gasperi», plesso di contrada Terrenove, al chilometro 38 della statale 115. Una pesante parete in cemento armato della palestra si è staccata ed è finita nel giardino. In palestra, in quel momento, non c'era nessuno. Dentro l'edificio — costruito con pareti in cemento prefabbricato — i vigili del fuoco hanno accertato che intere pareti di classi e gli infissi sono andati distrutti.

Aula scolastica devastata dal vento: infissi divelti, vetri a terra, libreria rovesciata e materiale didattico sparso sul pavimento
Infissi strappati, vetri infranti e librerie rovesciate: lo scenario documentato nelle aule del versante sud dopo il passaggio del tornado a Marsala. · Immagine generata con IA

Gli studenti nei plessi interessati dal tornado a Marsala erano 273: 93 alla primaria e 180 nella scuola di contrada Terrenove. Il dirigente scolastico Leonardo Gullotta ha parlato di un «istituto distrutto» e ha aggiunto la frase che spiega perché il bilancio non è stato un altro: «per fortuna le maestre avevano visto il pericolo». I bambini erano già stati radunati lontano da finestre e porte.

Il racconto della professoressa Amato aggiunge il dettaglio che nessun piano di emergenza scrive: «Dalla classe ci siamo poi spostati nel corridoio e ricordo che alcuni alunni si sono rannicchiati tra di loro e io mi sono messo sopra a ripararli». Poi «la forza del vento che sradicava finestre, rumore di vetri rotti e quel suono cupo, potente e violento». Tutti gli alunni portati al pronto soccorso sono stati dimessi. La docente ha detto di temere, adesso, per il loro equilibrio psicologico.

La misura di sicurezza che ha funzionato durante il tornado a Marsala, quindi, non è stata un'allerta né una procedura: è stata una maestra che guardava fuori dalla finestra e ha riconosciuto in tempo quello che vedeva.

Il bilancio del tornado a Marsala si è sgonfiato in sei ore

Nelle prime ore del tornado a Marsala circolavano cinque adulti in codice rosso e cinque bambini. Alle 12.30 la Direzione strategica dell'Asp di Trapani ha ricostruito: nove persone al pronto soccorso dell'ospedale di Marsala, quattro bambini e cinque adulti, tutte con «ferite da taglio ed escoriazioni». Era stato attivato in via precauzionale il Peimaf, il piano di emergenza interna per il massiccio afflusso di feriti, poi esteso anche all'ospedale di Mazara del Vallo.

Alle 18.20 il quadro definitivo del tornado a Marsala: dieci persone presentatesi al pronto soccorso marsalese, otto dimesse, due bambini trattenuti in osservazione per precauzione, un solo adulto ricoverato e trasferito all'ospedale Civico di Palermo. A Mazara era arrivato in codice rosso un settantenne con fratture multiple, stabilizzato e destinato a un trauma center palermitano, insieme a una donna con un trauma lieve alla caviglia. L'Asp ha schierato un'équipe psicosociale di circa dieci psicologi.

Una discrepanza resterà agli atti del tornado a Marsala: l'agenzia ANSA, alle 21.01, scriveva ancora di un settantenne «e sua moglie» con «politraumi significativi», entrambi «in codice rosso a Palermo in gravi condizioni». Il bollettino dell'Asp, più granulare e più recente, descrive un solo ricovero grave. Nelle emergenze la prima cifra pubblicata sopravvive più a lungo di quella corretta.

I dispersi che non c'erano

È il punto più delicato della giornata. Nelle prime ore del tornado a Marsala si è diffusa la notizia di persone disperse. Tp24, la testata locale che ha seguito il tornado a Marsala ora per ora, lo annotava con prudenza: «Circolano anche notizie di possibili persone disperse, ma al momento non ci sono conferme». Nel pomeriggio il Comune ha chiuso la questione: «Non ci sono vittime e nessun bambino risulta disperso».

In mezzo, però, quella notizia non verificata era già entrata in un atto istituzionale. Il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, ha diffuso una dichiarazione in cui rivolgeva «il mio primo pensiero alle persone rimaste ferite a causa della tromba d'aria e a chi, secondo le notizie diffuse in queste ore dai media, risulta disperso». La cautela della formula non cancella il fatto: la seconda carica della Regione ha rilanciato come circostanza una voce che nessuna autorità aveva confermato e che poche ore dopo sarebbe stata smentita.

Nelle stesse ore, a Mazara del Vallo, circolava sulle chat un falso comunicato grafico attribuito al sindaco Salvatore Quinci, completo di zone «maggiormente a rischio» — Tonnarella, via Mario Fani, San Vito, Quarara, via Treviso — e dell'invito a restare in casa. Il Comune lo ha smentito ufficialmente. Due episodi diversi, lo stesso meccanismo: nel vuoto informativo delle prime ore del tornado a Marsala il contenuto non verificato ha riempito lo spazio, e lo ha riempito anche dall'alto. La Questura, intanto, ha mappato le zone colpite per presidiarle contro lo sciacallaggio.

Il giorno del tornado a Marsala l'allerta era gialla

Qui il racconto smette di essere cronaca e diventa una questione di sistema. Il bollettino nazionale di criticità del 9 ottobre 2026 — il documento su cui i sindaci calibrano le ordinanze — assegnava alle due zone di allerta che coprono il Trapanese, «Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica» e «Sud-Occidentale e isola di Pantelleria», una ordinaria criticità per rischio temporali e una ordinaria criticità per rischio idrogeologico: allerta gialla, fase operativa di attenzione. Il bollettino di vigilanza dello stesso giorno prevedeva per la Sicilia occidentale precipitazioni «da sparse a diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, con quantitativi cumulati generalmente moderati».

Strada statale della Sicilia occidentale dopo il tornado: palo della luce abbattuto sulla carreggiata, alberi sradicati e lamiere fra i detriti
Pali abbattuti, alberi sradicati e lamiere sulla carreggiata: il tipo di effetto che, il giorno del tornado a Marsala, la tabella nazionale associava già all'allerta gialla. · Immagine generata con IA

Con quelle previsioni le scuole erano regolarmente aperte, e non per negligenza: niente, nel quadro diramato il giorno del tornado a Marsala, imponeva di chiuderle. Per il 10 ottobre, invece, lo stesso bollettino ha valutato moderata criticità — allerta arancione — sulle medesime zone, per rischio idraulico, temporali e idrogeologico. È il paradosso che merita di essere messo per iscritto: il livello di allerta sul Trapanese è salito di un gradino dopo, non prima. Ed è salito sulla variabile prevedibile, la pioggia cumulata, non su quella che ha prodotto il danno.

Nel sistema di allertamento il vento non ha un colore

La scala italiana delle allerte meteo-idro nasce dalle Indicazioni operative firmate dal Capo Dipartimento della Protezione civile il 10 febbraio 2016. L'allegato 1 contiene la tabella che associa a ogni colore uno scenario d'evento e i danni attesi. Due passaggi di quel documento spiegano perché un tornado a Marsala non può avere un colore proprio.

Il primo: «per il rischio temporali il massimo livello di allerta atteso è arancione. Non è infatti prevista la criticità/allerta rossa». Significa che l'arancione scattato il 10 ottobre è già il tetto della scala per quella classe di rischio: sopra non c'è nulla. Il secondo: le tipologie tabellate sono idrogeologico, idraulico e temporali, e «qualora la Regione o Provincia autonoma abbia definito altre tipologie di scenari di rischio (valanghe, etc.) o di fenomeni (vento, neve, etc.), oltre a quelli considerati nella Tabella, ne stabilisce la corrispondenza con i livelli di allerta». Il vento, cioè, è facoltativo: esiste come allerta solo dove una Regione ha scelto di codificarlo. Nei bollettini del 9 e del 10 ottobre, cioè prima e dopo il tornado a Marsala, la Sicilia compare valutata su tre voci — idraulico, temporali, idrogeologico. Il vento non c'è.

C'è di più, ed è il dettaglio che rende il quadro meno assolutorio. Nello scenario dell'allerta gialla per temporali la tabella elenca già, fra gli effetti attesi, «danni alle coperture e alle strutture provvisorie con trasporto di materiali a causa di forti raffiche di vento» e «rottura di rami, caduta di alberi e abbattimento di pali, segnaletica e impalcature». È, parola per parola, l'inventario del tornado a Marsala. Nelle sessantottomila battute di testo estratte dall'allegato, invece, le parole «tromba», «vortice» e «tornado» non compaiono mai, e lo stesso documento avverte che la tabella «deve essere considerata esemplificativa e non esaustiva». Il fenomeno che ha strappato una parete in cemento armato non esiste nel vocabolario del sistema.

La cabina di regia che l'Anci chiede, e l'osservatorio in cui l'Anci siede

Nel pomeriggio del 9 ottobre, poche ore dopo il tornado a Marsala, l'Anci Sicilia ha chiesto alla Regione di convocare con urgenza «la cabina di regia sui cambiamenti climatici», riunendo Regione, Comuni, Protezione civile e istituzioni scientifiche. Il presidente Paolo Amenta: «Dalle calamità di inizio anno agli incendi estivi, fino agli eventi atmosferici di queste ore, la Sicilia sta affrontando emergenze di diversa natura che mettono in evidenza la fragilità del territorio». Il segretario generale Mario Emanuele Alvano ha posto il problema delle risorse dei Comuni per aggiornare i piani comunali di protezione civile.

La richiesta è sacrosanta. Ha però un precedente che nessuna cronaca del tornado a Marsala ha citato. Un organismo regionale sul clima esiste già: l'Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici, istituito dall'articolo 12, comma 10, della legge regionale 25 maggio 2022, n. 13. La Giunta ha assentito alle designazioni il 2 agosto 2024; la IV Commissione legislativa dell'Ars ha dato parere favorevole il 19 settembre 2024, seduta n. 101; la nomina è arrivata con la deliberazione di Giunta n. 379 del 14 novembre 2024, firmata da Schifani. La costituzione formale, con decreto dell'assessora al Territorio e ambiente Giusi Savarino, è stata annunciata il 24 luglio 2025, con mandato di cinque anni a titolo gratuito e primo incontro «previsto per settembre». Dalla legge istitutiva alla costituzione sono passati trentotto mesi.

E fra i componenti nominati dalla delibera n. 379 c'è «dott. Paolo Amenta in rappresentanza della Conferenza permanente Regione-Autonomie locali»: il seggio dei Comuni. Il presidente dell'Anci Sicilia che oggi chiede la convocazione urgente di un tavolo regionale sul clima siede, da quasi due anni, nell'organo regionale sul clima. Non è un'ipocrisia: è la fotografia di un'architettura che esiste sulla carta e che, all'esterno, non produce nulla di riconoscibile. La pagina «Cambiamento climatico» del Dipartimento regionale dell'Ambiente pubblica infatti le delibere di apprezzamento e di nomina, ma nessun atto dell'Osservatorio successivo al proprio insediamento.

Cosa succede adesso

La sindaca Andreana Patti, che ha descritto il tornado a Marsala come «uno scenario di guerra» e cinque case distrutte, ha firmato l'ordinanza n. 110 del 9 ottobre 2026: scuole chiuse il 10 ottobre, nidi e infanzia compresi, pubblici e privati; parchi, giardini, ville comunali e cimitero chiusi dalle 18 del 9 alle 24 del 10; sospese tutte le manifestazioni all'aperto, anche già autorizzate. Il Comune ha annunciato che chiederà lo stato di emergenza e cercherà alloggi per chi non potrà rientrare in casa. Una riunione in Prefettura è stata convocata in serata.

Un effetto collaterale racconta la lunghezza della coda: il tornado a Marsala ha danneggiato le cabine Enel e i quadri elettrici della stazione di sollevamento di San Silvestro, compromettendone la funzionalità. Enel ha installato un gruppo elettrogeno provvisorio, ma l'erogazione idrica resta a rischio nella zona nord della città, cioè in un quartiere che il vortice non ha nemmeno sfiorato. Il Comune distribuisce autobotti su richiesta tramite app. Nel suo stesso avviso, pubblicato alle 22.27, l'amministrazione usa la parola che i bollettini non contemplano: «tornado».

Sul fronte istituzionale, il presidente della Regione Renato Schifani — che ha definito le immagini «particolarmente sconvolgenti» e ha dato mandato al direttore generale della Protezione civile regionale Salvo Cocina di attivarsi — è atteso in mattinata sui luoghi del tornado a Marsala con l'assessore all'Istruzione Mimmo Turano. Il ministro Giuseppe Valditara, raggiunto al telefono alla De Gasperi, ha chiesto una stima puntuale dei danni e si è detto disponibile a stanziare risorse. Turano ha ricordato un particolare che andrà verificato: nella scuola colpita erano già stati realizzati «interventi straordinari finanziati dalla Regione». L'assessora Savarino ha attivato gli uffici sulle riserve naturali: «Al momento non sembrano registrarsi danni rilevanti».

Resta il conto che nessuno ha ancora fatto. Il precedente estivo di trombe d'aria e nubifragi al Centro-Nord insegna che fra l'annuncio della richiesta e la delibera del Consiglio dei ministri passano settimane, e che la quantificazione dei danni arriva ancora più tardi. Per ora i numeri certi del tornado a Marsala sono cinque: 273 alunni, due minuti, dieci al pronto soccorso, cinque case distrutte, zero vittime. L'ultimo non va a nessun sistema di allertamento. Va a chi, dal primo piano di una scuola di contrada, ha guardato il mare e ha capito in tempo. Altre cronache di emergenza e territorio nella sezione Società.

Fonti primarie consultate per questo pezzo: il comunicato del Dipartimento regionale della Protezione civile siciliana, i bollettini di criticità del Dipartimento nazionale, l'allegato 1 alle Indicazioni operative del 10 febbraio 2016 e il comunicato della Regione Siciliana sull'Osservatorio sui cambiamenti climatici.

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