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Società

Decreti attuativi IA Italia: prima al mondo con legge 132

Decreti attuativi IA Italia approvati dal Cdm il 10 giugno 2026: legge 132, governance ACN-AgID, regole per polizia, lavoro, sanita, scuola e ricerca.

Di Nicola Paparusso

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Decreti attuativi IA Italia, sala del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi al termine della seduta
Immagine generata con IA

Decreti attuativi IA Italia: il Consiglio dei ministri ha approvato il 10 giugno 2026 il pacchetto che dà gambe operative alla legge 132 del 2025, rendendo Roma la prima capitale al mondo a dotarsi di una normativa nazionale organica sull'intelligenza artificiale. Il via libera arriva mentre l'Unione europea inizia ad applicare il Regolamento sull'IA: Palazzo Chigi sceglie la via dell'anticipo, definendo regole nazionali per polizia, lavoro, sanità, scuola, università e responsabilità civile. La governance viene affidata in modo congiunto all'Agenzia per la cybersicurezza nazionale e all'Agenzia per l'Italia digitale, sotto il coordinamento della Presidenza del Consiglio.

Decreti attuativi IA Italia: cosa ha approvato il Cdm

Il pacchetto licenziato lunedì sera dal Cdm comprende più schemi di decreto legislativo che traducono in regole operative la legge 132/2025, il testo approvato in Parlamento a settembre con un miliardo di euro di dotazione. Inoltre il provvedimento allinea l'ordinamento italiano all'AI Act europeo, evitando una frattura fra livello UE e disciplina interna. Il filo conduttore è dichiaratamente antropocentrico: l'IA è uno strumento al servizio delle decisioni umane, mai un decisore autonomo.

Sul piano della governance, i decreti attuativi IA Italia disegnano un'architettura a due pilastri. L'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) presidia il fronte della sicurezza dei sistemi e della vigilanza sulle infrastrutture critiche, mentre l'Agenzia per l'Italia digitale (AgID) si occupa della conformità tecnica, degli standard e delle sandbox regolatorie previste dall'AI Act. Le due agenzie coordinano insieme l'azione delle autorità di settore — Banca d'Italia, Garante privacy, Consob, Agcom — entro un perimetro definito dalla Presidenza del Consiglio.

Mantovano: «Prima nazione con normativa organica»

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha sintetizzato il senso politico del passaggio: «L'Italia è la prima nazione che si dota di una normativa nazionale organica in materia». Il riferimento esplicito è all'enciclica Magnifica Humanitas di papa Francesco, che il governo cita come ispirazione del modello scelto. Tuttavia il primato giuridico vale al netto del fatto che Bruxelles, con il proprio Regolamento, ha già un quadro continentale: Roma rivendica la prima legge nazionale che articola un set completo di principi e responsabilità interne.

Tra le novità più rilevanti c'è infatti l'introduzione di una responsabilità civile per danni causati da sistemi di IA, che integra le previsioni della direttiva europea in discussione e anticipa quanto la Commissione potrebbe richiedere ai 27 nei prossimi mesi. La responsabilità grava in primo luogo su chi progetta, costruisce o impiega il sistema, con un onere di prova alleggerito per il danneggiato nei casi di sistemi ad alto rischio.

Polizia e Piantedosi: «Nessun Grande Fratello»

Il capitolo più sensibile politicamente è quello sulla sicurezza pubblica. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha presentato il decreto dedicato alle forze di polizia con una rassicurazione netta: «Non è previsto alcun sistema di sorveglianza di massa o di Grande fratello generalizzato». L'uso di banche dati biometriche raccolte indiscriminatamente sul web resta vietato; l'identificazione biometrica in tempo reale è ammessa solo in casi eccezionali — terrorismo, reati gravi, persone scomparse, tratta di esseri umani — e richiede una catena di autorizzazioni stringente.

La procedura prevede la richiesta motivata del questore, la trasmissione al pubblico ministero e l'autorizzazione finale del giudice. Per l'analisi post-evento dei filmati è invece il pm a chiedere e il giudice a validare. Di conseguenza la disciplina italiana sull'IA nelle indagini si presenta più restrittiva rispetto a quanto consentito in altri Paesi UE, dove la deroga al divieto generale lascia margini più ampi. Resta obbligatoria la valutazione d'impatto sui diritti fondamentali e la notifica al Garante privacy prima di qualunque dispiegamento operativo.

Decreti attuativi IA Italia, sala operativa di polizia italiana con monitor e dashboard
I decreti attuativi IA Italia disegnano paletti stringenti sull'uso dell'intelligenza artificiale nelle forze di polizia, con autorizzazione del giudice obbligatoria. · Immagine generata con IA

Lavoro, sanità, scuola: i decreti settore per settore

Sul lavoro la ministra Marina Calderone ha spiegato che resta vietato l'uso di sistemi automatizzati per decisioni «riguardanti l'assunzione, la modifica del contratto, il licenziamento o l'applicazione di sanzioni disciplinari». L'algoritmo può supportare, mai sostituire il datore di lavoro nelle scelte che incidono sul posto. Le aziende che impiegano IA nei processi di selezione devono dichiararlo ai candidati, esplicitando finalità, fonti dati e meccanismi di supervisione umana. Un osservatorio nazionale, peraltro, monitorerà gli effetti dell'IA sul mercato del lavoro con cadenza annuale.

Nella sanità l'IA diventa strumento diagnostico e di supporto decisionale, ma la responsabilità clinica resta in capo al medico. I progetti di ricerca che usano dati pseudonimizzati ottengono lo status di «rilevante interesse pubblico», agevolando il riuso secondario per prevenzione e nuove terapie. Il consenso parentale resta necessario per i minori sotto i 14 anni, mentre dai 14 in su il consenso può essere prestato in autonomia con informativa chiara su rischi e modalità di trattamento.

La scuola riceve la spinta più visibile in termini di formazione. Il ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara ha confermato che «l'IA entra esplicitamente nei programmi delle superiori, con una rivoluzione della matematica e modifiche significative dei curricula». A sostegno del cambio il dicastero ha stanziato 300 milioni di euro destinati alla formazione dei docenti e alla didattica dell'intelligenza artificiale. La logica è quella della cittadinanza digitale: studenti che comprendano i sistemi prima di subirli.

Università, ricerca e responsabilità civile

Sul fronte universitario la ministra Anna Maria Bernini affida agli atenei un ruolo centrale nello sviluppo dell'IA responsabile e nel trasferimento tecnologico. Il decreto presentato dal Mur fissa standard minimi di contenuti IA nei corsi universitari — competenze tecniche affiancate da dimensioni etiche e giuridiche — e potenzia gli ITS Academy per aggiornare rapidamente la forza lavoro. Inoltre incentiva i dottorati in IA, le partnership università-impresa e una mobilità temporanea che permette ai ricercatori di lavorare con le autorità competenti nelle sandbox regolatorie europee. Un sistema di monitoraggio basato su indicatori definiti dall'Anvur misurerà ogni anno l'integrazione effettiva nei piani didattici.

Il guardasigilli Carlo Nordio ha invece anticipato l'introduzione di una nuova fattispecie penale: chi progetta, costruisce o omette di adottare le necessarie misure di sicurezza su un sistema IA, generando un pericolo concreto per le persone o per la sicurezza dello Stato, risponderà penalmente. La norma si affianca alle aggravanti per reati commessi mediante deepfake e manipolazione di mercato basata su IA, già previste dalla legge 132.

Decreti attuativi IA Italia, aula universitaria italiana con schermo e dashboard dati
I decreti attuativi IA Italia assegnano agli atenei un ruolo centrale: standard minimi nei corsi, ITS Academy potenziati e sandbox regolatorie europee. · Immagine generata con IA

Decreti attuativi IA Italia nel quadro europeo

L'iter non si chiude con il Cdm. I testi passeranno ora al vaglio delle commissioni parlamentari competenti, della Conferenza Stato-Regioni e delle autorità indipendenti coinvolte. Soltanto dopo i pareri arriveranno l'approvazione definitiva e la pubblicazione in Gazzetta. Tuttavia la cornice politica è già fissata: l'Italia rivendica un modello in cui la regolazione precede l'innovazione, in linea con la tradizione europea e in netto contrasto con l'approccio statunitense, basato sull'autoregolamentazione delle big tech, e con quello cinese, dominato dal controllo statale.

Infine il banco di prova sarà economico. L'esecutivo punta a usare il miliardo della legge 132 e i fondi del Pnrr per attrarre investimenti in startup, polo di calcolo e ricerca applicata, scommettendo che certezza giuridica si traduca in vantaggio competitivo. La sfida è tutta lì: dimostrare che essere la prima nazione con una normativa organica significa generare valore industriale, non solo titoli di giornale. I prossimi mesi diranno se i decreti attuativi IA Italia saranno una leva di sviluppo o l'ennesimo testo di principio.

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