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Moncler primo semestre 2026: ricavi in crescita

Il Moncler primo semestre 2026 chiude a 1,29 miliardi di euro (+9% a cambi costanti): l'Asia vola, Stone Island accelera e l'utile netto sale a 164,7 milioni. Ecco tutti i numeri della semestrale del gruppo di Remo Ruffini.

Di Vincenzo Pollice

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Giacca piumino di lusso in showroom, immagine simbolo del Moncler primo semestre 2026 in crescita
Immagine generata con IA

Il Moncler primo semestre 2026 si chiude con il segno più. Il gruppo guidato da Remo Ruffini ha archiviato i primi sei mesi dell'anno con ricavi consolidati per 1.289,9 milioni di euro, in aumento del 9% a cambi costanti rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato che conferma la solidità del polo del lusso italiano in un contesto di mercato ancora selettivo, dove la crescita non è affatto scontata.

A trainare i conti sono entrambi i marchi del gruppo, Moncler e Stone Island, e soprattutto la spinta asiatica. Tuttavia il dato più rilevante riguarda la redditività: nonostante gli investimenti e la frenata europea, i margini sono saliti, segnale di una macchina industriale che continua a funzionare.

Moncler primo semestre 2026: ricavi a 1,29 miliardi

Nel dettaglio, il Moncler primo semestre 2026 mostra numeri robusti. Il brand Moncler ha generato ricavi per 1.089,6 milioni di euro (+9% a cambi costanti), mentre Stone Island ha raggiunto quota 200,3 milioni, con una progressione dell'11%. Nel solo secondo trimestre il gruppo ha fatturato 409,3 milioni di euro, in crescita del 5% a cambi costanti.

La lettura è chiara: dopo un primo trimestre brillante, la primavera ha portato una normalizzazione fisiologica dei ritmi, ma la traiettoria resta positiva. Infatti la marginalità operativa non ha subìto contraccolpi, anzi ha guadagnato terreno.

Asia in volata, l'Europa frena

Il vero motore è l'Asia. L'area che comprende Apac, Giappone e Corea ha registrato per il marchio Moncler ricavi pari a 592,9 milioni di euro, con un balzo del 19% a cambi costanti. Un dato che ribalta il timore di un raffreddamento della domanda cinese e riporta il continente al centro della strategia del gruppo.

Diverso il quadro europeo. L'area Emea del brand Moncler è calata del 4% a 349,7 milioni, penalizzata da un turismo internazionale meno effervescente e da un confronto difficile con un 2025 particolarmente forte. Le Americhe, invece, hanno tenuto: +6% a 147 milioni di euro. Stone Island, dal canto suo, ha corso ovunque, con l'Asia a +25% e le Americhe addirittura a +35%.

Vetrina di una boutique di lusso a Milano con capispalla premium, canale retail diretto del gruppo
Il canale retail diretto resta il cuore della strategia del gruppo di Remo Ruffini. · Immagine generata con IA

Stone Island accelera e il retail traina i conti

Il canale diretto (Dtc) si conferma la spina dorsale del modello. Per il marchio Moncler le vendite retail sono salite a 933,2 milioni di euro (+10%), contro i 156,4 milioni del wholesale (+3%). Stone Island ha mostrato la stessa dinamica, con il diretto a 109,2 milioni (+16%) e l'ingrosso a 91,1 milioni.

Questa forbice racconta la scelta strategica di lungo periodo: presidiare direttamente i clienti, controllare l'immagine e i prezzi, ridurre la dipendenza dai multimarca. Quindi non stupisce che il gruppo continui a investire in boutique e flagship nelle capitali del lusso, dall'Europa all'Asia.

Margini e utile: la redditività cresce

Sul fronte della redditività, il Moncler primo semestre 2026 segna un ulteriore passo avanti. L'Ebit è salito a 245,4 milioni di euro, pari al 19% dei ricavi, contro i 224,8 milioni (18,3%) dell'anno precedente. L'utile netto ha toccato 164,7 milioni, con un margine del 12,8%, mentre il margine lordo è migliorato al 77,2%.

La posizione finanziaria netta resta ampiamente positiva, con una cassa di 1.112,4 milioni di euro al 30 giugno. Un cuscinetto che dà al gruppo la libertà di continuare a investire, come già emerso dalle recenti trimestrali del lusso italiano: basti pensare al primo trimestre in calo di Ferragamo, a conferma di quanto la solidità di Moncler sia oggi un'eccezione più che una regola nel comparto.

Rongone al debutto, Toledano entra nel cda

Questa semestrale ha anche un valore simbolico: è la prima presentata da Bartolomeo Rongone nel ruolo di amministratore delegato del gruppo, incarico assunto dal 1° aprile 2026. Ruffini resta presidente esecutivo e continua a guidare la visione creativa e strategica. "Nel primo semestre abbiamo registrato una crescita solida e redditizia su entrambi i marchi, restando concentrati su ciò che conta di più: i nostri prodotti, la creatività che definisce i nostri brand e l'energia collettiva che condividiamo con il nostro pubblico", ha dichiarato Ruffini.

Sul piano della governance, il consiglio di amministrazione si arricchisce con la cooptazione di Sidney Toledano, dal 2024 consigliere speciale di Bernard Arnault, numero uno di Lvmh. Un ingresso che rafforza i legami tra Moncler e la galassia del lusso francese. Per approfondire lo scenario del settore moda italiano, restano centrali i temi di crescita internazionale e consolidamento.

Interno di flagship store del lusso in una metropoli asiatica, mercato chiave della crescita Moncler
L'Asia si conferma il mercato decisivo per la crescita del gruppo nel semestre. · Immagine generata con IA

Il messaggio che arriva da Piazza Affari è netto: in un lusso a due velocità, Moncler dimostra di sapere ancora crescere. Perché la scommessa sui prodotti, sul retail diretto e sull'Asia continua a pagare. Infine, il testimone passato a Rongone apre una nuova fase, ma sulle solide fondamenta costruite in questi anni. Tutti i dettagli sono consultabili sul sito investor del gruppo Moncler e nelle analisi di Pambianconews.

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