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Protesta pro-Palestina Venezia 82: 10mila al Lido

Protesta pro-Palestina Venezia 82: il 30 agosto oltre 10mila persone sfilano al Lido sotto la sigla Venice4Palestine. Adesione di registi, attori e maestranze.

Di Nicola Paparusso

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Protesta pro-Palestina Venezia 82: corteo con bandiere palestinesi al tramonto lungo il lungomare del Lido durante la Mostra del Cinema
Immagine generata con IA

La protesta pro-Palestina Venezia 82 ha attraversato il Lido sabato 30 agosto 2025 in quella che gli organizzatori hanno definito «la più grande manifestazione mai vista in un grande festival cinematografico». Secondo i promotori, oltre diecimila persone hanno sfilato dal piazzale Santa Maria Elisabetta fino al Palazzo del Cinema, presidiato dalle forze dell'ordine, in un corteo nato dalla sigla Venice4Palestine e cresciuto fino a coinvolgere centinaia di realtà tra centri sociali, sezioni ANPI, sindacati di base e lavoratori dello spettacolo.

La protesta pro-Palestina Venezia 82 si è inserita nel terzo giorno della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, in un Lido attraversato già da due giorni dai banner «Free Palestine» comparsi all'arrivo delle prime delegazioni. La giornata ha trasformato la Mostra in cassa di risonanza di una mobilitazione globale, in continuità con i cortei che nelle stesse ore hanno attraversato anche Roma, Milano, Genova e numerose altre piazze italiane in occasione del Global Day for Palestine.

Protesta pro-Palestina Venezia 82: chi c'era nel corteo

Il corteo è partito alle ore 17 dal terminal Santa Maria Elisabetta del Lido di Venezia e ha percorso le strade principali dell'isola fino a raggiungere le zone della Mostra. La piattaforma promotrice riuniva i centri sociali del Nord Est e la sezione 7 Martiri dell'ANPI veneziana, con l'adesione di centinaia di sigle. Tra i firmatari dell'appello Venice4Palestine figuravano attori, registi, sceneggiatori e maestranze del cinema: Emanuela Fanelli, madrina della cerimonia inaugurale della Mostra, l'attrice Tecla Insolia, il fumettista Zerocalcare, gli interpreti Roberto Zibetti, Donatella Finocchiaro e Ottavia Piccolo, la regista Laura Poitras, premiata a Venezia 2022 con il Leone d'Oro per All the Beauty and the Bloodshed.

Inoltre il sostegno è arrivato da Toni Servillo, Paolo Sorrentino e altri protagonisti delle pellicole in concorso, che pur non sfilando hanno firmato l'appello pubblicato nei giorni precedenti. La protesta pro-Palestina Venezia 82 ha portato sulla strada anche alcune delegazioni internazionali, tra cui esponenti del cinema arabo presenti per The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, atteso in concorso il 3 settembre.

Veduta dall'alto del corteo per la protesta pro-Palestina Venezia 82: migliaia di manifestanti diretti verso il Palazzo del Cinema
Il corteo del 30 agosto al Lido di Venezia: secondo gli organizzatori oltre diecimila partecipanti. · Immagine generata con IA

Le richieste politiche e il ruolo della Biennale

Le rivendicazioni della protesta pro-Palestina Venezia 82 si articolavano in tre richieste principali: stop al genocidio in Palestina, embargo militare nei confronti di Israele e una presa di posizione esplicita della Biennale di Venezia contro le politiche del governo israeliano. Il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, aveva diffuso nei giorni precedenti un comunicato in cui ribadiva il «valore universale del cinema» e la disponibilità della Mostra ad accogliere voci diverse. Tuttavia, gli organizzatori del corteo hanno definito insufficiente questa posizione, chiedendo invece l'esclusione dal Festival di delegazioni e produzioni con sostegno diretto del governo di Tel Aviv.

Le delegazioni israeliane presenti hanno comunque preso parte alle proiezioni ufficiali, con misure di sicurezza rafforzate. Inoltre, il direttore artistico Alberto Barbera ha ribadito in conferenza stampa che la selezione 2025 è stata costruita «su criteri esclusivamente artistici» e che la Mostra non avrebbe modificato il proprio statuto sotto pressione politica. La posizione ha generato un dibattito acceso, con prese di posizione di sostegno (Anica, alcuni produttori italiani) e di critica (sindacati di base, gran parte del mondo culturale che ha aderito alla manifestazione).

I banner «Free Palestine» e l'eco internazionale

Già dal 27 agosto, giorno di apertura della Mostra, attivisti pro-Palestina avevano srotolato uno striscione «Stop Genocide» davanti al red carpet, costringendo la sicurezza della Biennale a un intervento durato pochi minuti. Nelle giornate successive, banner di sostegno alla causa palestinese erano comparsi al passaggio di numerose delegazioni internazionali. Le testate Variety, Hollywood Reporter, Al Jazeera e Le Monde hanno dedicato ampie pagine alla protesta pro-Palestina Venezia 82, descrivendo l'edizione come «la più politica» dai tempi delle proteste del Sessantotto che portarono alla sospensione della Mostra.

Quindi la dimensione internazionale dell'iniziativa ha superato in parte la dimensione locale italiana. Newsweek ha definito l'evento «il più grande corteo mai svoltosi in un grande festival cinematografico», mentre il World Socialist Web Site ha parlato di «svolta politica del Lido». Per la prima volta da decenni, la cronaca politica e la cronaca culturale si sono sovrapposte sul medesimo lungomare.

Le ricadute sull'edizione 82

Nei giorni successivi al corteo, la protesta pro-Palestina Venezia 82 ha continuato a condizionare il calendario della Mostra. Diversi protagonisti delle premiazioni hanno annunciato che avrebbero usato il palco per dichiarazioni esplicite, con riferimenti diretti alla situazione di Gaza. Toni Servillo, Coppa Volpi maschile per La Grazia, ha letto pubblicamente un appello del collettivo cinema italiano. Jim Jarmusch, futuro Leone d'Oro, ha annunciato già dal 5 settembre che il suo film Father Mother Sister Brother non sarebbe stato distribuito in Israele finché fossero proseguite le operazioni militari.

L'edizione 2025 ha così assunto una connotazione politica forte, in continuità con l'attualità internazionale che attraversa il dibattito europeo. Per chi volesse leggere il dettaglio completo della giornata del 30 agosto è disponibile la cronaca de Il Manifesto e quella de Il Fatto Quotidiano. Infine, resta da capire se l'esperienza della protesta pro-Palestina Venezia 82 segnerà un precedente per le edizioni future della Mostra e per il sistema dei festival europei.

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