Smashing Machine Venezia 82: Johnson commuove il Lido
Smashing Machine Venezia 82: 15 minuti di standing ovation per Dwayne Johnson nel biopic di Mark Kerr firmato Benny Safdie. The Rock in lacrime in Sala Grande.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Smashing Machine Venezia 82 è la sorpresa più rumorosa del concorso. Il film di Benny Safdie, presentato al Lido la sera del 1 settembre 2025, ha provocato una standing ovation di quindici minuti che ha lasciato Dwayne Johnson visibilmente in lacrime davanti al pubblico della Sala Grande. La proiezione, una delle più attese dell'82ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, ha trasformato il protagonista wrestler in un attore drammatico vero, capace di reggere un personaggio complesso senza ricorrere a nessuno dei tic mediatici che lo accompagnano da vent'anni.
Smashing Machine Venezia 82 racconta la parabola di Mark Kerr, due volte campione dei pesi massimi UFC tra il 1997 e il 2000 e protagonista del documentario originale di John Hyams del 2002 da cui Safdie ha tratto ispirazione. Il film, distribuito da A24 a livello internazionale e atteso nelle sale americane il 3 ottobre, è il primo lavoro da regista solista per Benny Safdie dopo gli anni in coppia con il fratello Josh (Good Time, Diamanti grezzi).
Smashing Machine Venezia 82: la trama e la trasformazione di Dwayne Johnson
Il film segue Mark Kerr negli anni d'oro e nel crollo successivo, tra dipendenze da antidolorifici, tentati suicidi e il rapporto burrascoso con la fidanzata Dawn Staples, interpretata da Emily Blunt. Accanto a Johnson recitano anche fighter veri come Ryan Bader, Bas Rutten e l'ex pugile Oleksandr Usyk, scelta che amplifica la verosimiglianza dei combattimenti girati con un approccio quasi documentaristico.
La trasformazione fisica di The Rock è il primo elemento che colpisce: protesi facciali, naso ridisegnato, sopracciglia diradate e una postura che cancella il sorriso patinato della star hollywoodiana. «Avevo bisogno di trasformarmi, era qualcosa che desideravo fortemente fare», ha dichiarato Johnson in conferenza stampa, con la voce rotta. La critica internazionale ha registrato il salto: Variety parla di «prova che meriterà di essere ricordata», Deadline scrive di «svolta nel curriculum» e Hollywood Reporter sottolinea come Safdie abbia saputo «addolcire i propri eccessi stilistici» per lasciare spazio all'attore.

Quindici minuti di applausi nella Sala Grande del Lido
L'ovazione conclusiva è uno dei dati oggettivi che definiscono Smashing Machine Venezia 82 nella cronaca dell'edizione. Quindici minuti pieni di applausi, registrati dalle telecamere ufficiali della Biennale e rilanciati in tempo reale dalle testate di settore, hanno costretto la regia a indugiare a lungo sul volto di Johnson, dapprima sorridente e poi commosso fino al pianto. Inoltre, il pubblico in Sala Grande comprendeva una porzione consistente di addetti ai lavori americani: agenti, distributori, giornalisti specializzati, in attesa di capire se la stagione dei premi sarebbe partita da Venezia.
La risposta, almeno mediatica, è stata immediata: Variety e Deadline hanno parlato di «Oscar buzz» per The Rock già nelle ore successive alla proiezione, mentre A24 ha confermato la campagna premi per Best Actor. Quindi il film si è issato istantaneamente tra i favoriti per i riconoscimenti di Venezia 82, in particolare per la Coppa Volpi maschile e per uno dei premi della giuria presieduta da Alexander Payne.
Benny Safdie da solo: una scommessa stilistica
Smashing Machine Venezia 82 è anche un banco di prova per Benny Safdie regista in solitaria. Il film abbandona in parte il caos cinetico tipico dei lavori in coppia con Josh per abbracciare un realismo più asciutto, fatto di lunghi piani sequenza nelle palestre del Midwest e di una colonna sonora «free jazz» firmata dal compositore Nala Sinephro. La fotografia di Maceo Bishop privilegia luci naturali e un'estetica ruvida che ricorda il documentario originale del 2002.
Tuttavia, la stampa specializzata si è divisa sull'esito complessivo. Alcuni critici hanno sottolineato come la regia di Safdie risulti meno personale del solito, quasi messa al servizio dell'attore principale; altri hanno apprezzato la maturità di un autore capace di trattenersi per non oscurare la prova attoriale. Il punto di equilibrio, in ogni caso, ha funzionato: la giuria di Venezia 82, presieduta da Alexander Payne, ha attribuito a Safdie il Leone d'Argento per la miglior regia, lo stesso giorno in cui Servillo riceveva la Coppa Volpi per La Grazia.
Cosa significa per la stagione dei premi
Smashing Machine Venezia 82 entra nel discorso degli Oscar 2026 in una posizione privilegiata. Il sodalizio tra A24 e i festival d'autore ha già portato il distributore indipendente a vincere quattro statuette negli ultimi sette anni; il film potrebbe replicare il percorso di The Whale o Anora, partendo da una piattaforma europea per arrivare alla notte di Los Angeles. Per Johnson, però, il significato è ancora più personale: dopo decenni di blockbuster commerciali, l'attore di San Francisco si ritrova per la prima volta nel circuito dei riconoscimenti artistici, accanto a nomi come i protagonisti del cinema d'autore internazionale.
Il film proseguirà la sua corsa al Toronto International Film Festival e al New York Film Festival a settembre. In Italia l'uscita è prevista all'inizio del 2026 con A24 come distributore diretto. Per ora resta il dato venezia-centrico: la scheda ufficiale della Biennale e le testimonianze di chi era in Sala Grande convergono nel definire Smashing Machine Venezia 82 una delle proiezioni che hanno definito l'82ª Mostra. Infine, l'eco internazionale dell'evento — rilanciato anche da Variety — conferma una verità che il Lido aveva intuito da tempo: i festival servono ancora a costruire carriere, non solo a celebrarle.


