Sciopero ferroviario nazionale: 24 ore, treni fermi martedì
Sciopero ferroviario nazionale dalle 21.18 di lunedì 7 settembre alle 21.17 di martedì 8: 24 ore di stop proclamate dall'Assemblea PdM/PdB con Cub, Sgb e Cat. Sul tavolo il contratto e la gara Intercity divisa in tre lotti.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Il primo sciopero ferroviario nazionale dell'autunno arriva nel momento peggiore: la sera del rientro. Dalle 21.18 di lunedì 7 settembre alle 21.17 di martedì 8 settembre 2026, ventiquattro ore quasi esatte, il personale delle imprese ferroviarie incrocia le braccia. Nel mirino non c'è soltanto il salario, ma il disegno con cui il ministero delle Infrastrutture sta preparando la messa a gara degli Intercity.
La scelta dell'orario di questo sciopero ferroviario nazionale non è casuale, e conviene capirla subito. Cominciando di sera, lo stop lascia quasi intatto il lunedì e scarica tutto il suo peso su martedì: una giornata feriale piena, la prima settimana di scuola in molte regioni, i pendolari già rientrati dalle ferie. Infatti l'effetto pratico è un martedì di circolazione ridotta all'osso.
Sciopero ferroviario nazionale: orari esatti e fasce di garanzia
La proclamazione parla di «23 ore e 59 minuti di astensione dal lavoro», formula tecnica che serve a restare formalmente sotto la soglia delle 24 ore. Lo sciopero ferroviario nazionale coinvolge la circolazione dei treni e tutte le attività strumentali: manovra, manutenzione, gestione degli impianti. Le aziende toccate sono il Gruppo FS Italiane con Trenitalia, ma anche Italo e Trenord, che pur non essendo destinatarie della vertenza contrattuale subiscono l'astensione del personale.
Anche durante lo sciopero ferroviario nazionale restano in piedi le fasce di garanzia previste dalla legge sui servizi pubblici essenziali. Per il trasporto regionale, nei giorni feriali sono protette le fasce 6.00-9.00 e 18.00-21.00; nei festivi 7.00-10.00 e 18.00-21.00. Per la durata dello sciopero ferroviario nazionale, Trenitalia, Italo e Trenord pubblicano sui rispettivi siti l'elenco nominativo dei convogli garantiti sulla lunga percorrenza — ed è l'unico documento che conta davvero, perché fuori da quelle liste nessuna corsa è assicurata.
C'è poi la regola che ogni anno coglie impreparati i viaggiatori. Un treno già in viaggio all'inizio dello sciopero ferroviario nazionale prosegue soltanto se raggiunge la destinazione entro un'ora dallo stop. Oltre quel limite si ferma nella stazione precedente e lascia i passeggeri a terra. Quindi il rischio vero non è partire: è partire e restare a metà strada.

Chi ha proclamato lo stop: Assemblea PdM/PdB, Cub, Sgb e Cat
A far partire lo sciopero ferroviario nazionale è stata l'Assemblea Nazionale PdM/PdB, il coordinamento autoconvocato di macchinisti e personale di bordo del Gruppo FS: non una sigla confederale, ma un'aggregazione nata dentro le cabine di guida e i corridoi delle carrozze. Sullo stesso arco orario si sono innestate le proclamazioni di Cub Trasporti e Sgb Ferrovie e quella del Cat, rivolte a tutti i dipendenti delle imprese che svolgono attività ferroviaria.
È la stessa geometria vista tre mesi fa, quando lo sciopero ferroviario nazionale di giugno perse per strada le sigle confederali. L'11 giugno le sigle confederali avevano ritirato lo sciopero di otto ore dopo il tavolo al Mit con il viceministro Edoardo Rixi, mentre Cub e Sgb erano andate avanti da sole per 23 ore. Abbiamo raccontato quel passaggio nel pezzo sullo sciopero dei treni dell'11 giugno: la piattaforma era già questa, e nulla di sostanziale si è mosso da allora.
Al perimetro dello sciopero ferroviario nazionale si sommano tre vertenze locali che cadono lunedì 7. In Trentino-Alto Adige il personale mobile Trenitalia si ferma dalle 9.01 alle 17.00, l'azienda di trasporto pubblico Sasa dalle 9.01 alle 11.59; in Piemonte l'astensione riguarda il personale Trenitalia dei Customer Operations, proclamata da Orsa Ferrovie. Tuttavia è lo sciopero ferroviario nazionale di martedì a determinare l'impatto reale sulla rete.
La gara Intercity in tre lotti dietro lo sciopero ferroviario nazionale
Il nodo politico dello sciopero ferroviario nazionale ha un nome preciso: il bando con cui il servizio universale Intercity verrà affidato per i prossimi quindici anni. Il ministero delle Infrastrutture, insieme a Invitalia, ha costruito l'architettura della procedura e l'ha trasmessa all'Autorità di regolazione dei trasporti con una relazione presentata il 24 aprile 2026.
La struttura prevede tre lotti separati. Il primo mette insieme Milano-Liguria, Sicilia-Milano, Sicilia-Roma e le tirreniche: 64 collegamenti per 12,9 milioni di treni-chilometro. Il secondo copre la direttrice adriatica, la Napoli-Puglia e la Roma-Puglia, con 36 collegamenti e 8,5 milioni di treni-chilometro. Il terzo tiene l'Ancona-Roma e la Dorsale, 26 collegamenti e 4,9 milioni di treni-chilometro.
Sei organizzazioni sindacali — Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Ferrovie — chiedono invece un bando a lotto unico, ed è su questo fronte che lo sciopero ferroviario nazionale gioca la sua partita più politica. L'argomento è che solo un affidamento integrato garantisce la mobilità nelle aree non servite dall'alta velocità, dove l'Intercity è l'unico collegamento veloce esistente. Spacchettare, sostengono, apre alla concorrenza sul costo del lavoro: il cosiddetto dumping contrattuale. Per Cub e Sgb è il capitolo finale di una frammentazione cominciata con la separazione tra alta velocità, regionale e merci.

Il contratto rinnovato che non ha chiuso la partita
Sul piano contrattuale, la premessa dello sciopero ferroviario nazionale è più sottile di come viene raccontata. Il Ccnl Mobilità-Attività ferroviarie è stato rinnovato il 22 maggio 2025 e copre oltre 90mila lavoratori fino al 31 dicembre 2026. Prevede un aumento medio a regime di 230 euro mensili sul livello C1, distribuito in tre tranche tra giugno 2025 e giugno 2026, più una tantum da 1.000 euro erogata ad agosto 2025 per la vacanza contrattuale e buoni pasto da 7 euro dal 1° gennaio 2026 per i lavoratori degli appalti.
Non è poco, e sul versante della sicurezza il testo introduce novità pesanti come la Stop Work Authority, cioè il potere del singolo lavoratore di fermare l'attività davanti a un pericolo. Ma Cub e Sgb non l'hanno firmato: contestano che «l'ipotesi contrattuale in discussione non ricalca in alcun punto la piattaforma costruita dalle OO.SS. con i lavoratori» e che su orari, carichi di lavoro e salute le risposte non siano arrivate. Da qui la formula che ricorre in ogni comunicato: un rinnovo che non ha dato le risposte attese.
Cosa cambia per chi viaggia martedì 8 settembre
Per il viaggiatore la traduzione pratica dello sciopero ferroviario nazionale è secca. Chi ha un biglietto su un treno soppresso ha diritto al rimborso integrale, e le condizioni migliori si ottengono chiedendolo prima della partenza. Chi può, sposta il viaggio dentro le fasce garantite del mattino o della sera. Chi non può, verifica il numero esatto del proprio treno nell'elenco pubblicato dal vettore — non la tratta, il numero.
Resta un dato di contesto che spiega perché questo sciopero ferroviario nazionale pesi più di altri. Il contratto scade il 31 dicembre 2026, la gara Intercity si chiude entro l'anno, e le due partite si giocano sullo stesso tavolo. Infine c'è un elemento che nessuna delle parti dice apertamente: dopo l'11 giugno, il fronte sindacale che aveva ottenuto il tavolo al Mit non ha ottenuto il lotto unico. Chi si ferma martedì lo fa anche per questo.


