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Sciopero treni 11 giugno: 23 ore di stop con Cub e Sgb

Sciopero treni 11 giugno 2026: stop di 23 ore con Cub e Sgb, confederali ritirano dopo il tavolo MIT. Coinvolti Trenitalia, Italo e Trenord; fasce di garanzia 6-9 e 18-21.

Di Nicola Paparusso

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Sciopero treni 11 giugno: stazione ferroviaria italiana deserta all'alba durante lo stop nazionale
Immagine generata con IA

Sciopero treni 11 giugno: la giornata di giovedì 11 giugno 2026 segna uno dei più rilevanti stop ferroviari dell'anno, con una mobilitazione di 23 ore proclamata da Cub Trasporti e Sgb che interesserà l'intera rete nazionale dalle 3 del mattino alle 2 di venerdì 12. Il blocco arriva al termine di una settimana di trattative incrociate al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, conclusasi con un esito a metà: i sindacati confederali hanno ritirato l'agitazione, mentre il fronte di base ha tirato dritto.

Sciopero treni 11 giugno: orari, fasce di garanzia e treni coinvolti

La proclamazione formale, comunicata da Rete Ferroviaria Italiana, fissa l'inizio dell'astensione alle ore 3:00 di giovedì 11 e la chiusura alle ore 2:00 di venerdì 12 giugno. Coinvolti il Gruppo FS Italiane con Trenitalia, l'alta velocità privata di Italo Nuovo Trasporto Viaggiatori, Trenord per il bacino lombardo e Trenitalia Tper sull'asse emiliano-romagnolo. Le ripercussioni riguarderanno alta velocità, Intercity e treni regionali, con effetti possibili anche prima e dopo la finestra ufficiale.

Per i pendolari resta in piedi la legge sulla rappresentanza sindacale e sui servizi pubblici essenziali. Sui regionali le fasce di garanzia coprono i feriali dalle 6 alle 9 del mattino e dalle 18 alle 21. Per i convogli di lunga percorrenza le aziende hanno pubblicato gli elenchi delle Frecce, degli Intercity e dei treni Italo che effettueranno comunque servizio: la mappa è accessibile sui portali dei singoli vettori e nelle stazioni. I rimborsi possono essere richiesti dal momento della dichiarazione di sciopero fino all'orario di partenza per AV e Intercity, mentre per il regionale il termine è la mezzanotte del giorno precedente.

Sala di controllo della circolazione ferroviaria nazionale italiana durante lo sciopero del trasporto
La sala di controllo della circolazione: lo sciopero del trasporto ferroviario coinvolge AV, Intercity e regionali. · Immagine generata con IA

Confederali ritirano dopo il tavolo MIT, Cub e Sgb confermano

Il fronte sindacale è arrivato al giorno dello sciopero treni 11 giugno spaccato in due. Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti avevano proclamato uno stop confederale di otto ore tra le 9:01 e le 17:00. La piattaforma era specifica: contestazione del bando di gara che assegna in tre lotti non equivalenti il servizio universale degli Intercity. Le sigle hanno sempre chiesto un lotto unico capace, secondo i loro comunicati, di garantire «universalità e qualità del servizio, tenuta occupazionale e coesione territoriale».

La svolta è arrivata il 9 giugno con la convocazione al Ministero delle Infrastrutture. Il viceministro Edoardo Rixi ha definito «surreale» l'agitazione confederale, ricordando che governo e sindacati condividerebbero l'obiettivo del lotto unico. Dopo l'incontro le sei sigle hanno sospeso lo sciopero, prendendo atto degli impegni ministeriali sulla revisione del bando. Il ministro Matteo Salvini, in una nota diffusa dal MIT, aveva anticipato che i tecnici stavano lavorando «su indicazione diretta» per «risolvere il problema ed evitare la mobilitazione». La sospensione, però, non basta a fermare la giornata: la mobilitazione di base di Cub Trasporti e Sgb resta confermata, affiancata da Cat e dall'Assemblea nazionale Pdb-Pdm con un'astensione di otto ore.

Sciopero treni 11 giugno: il nodo CCNL e il caso Mercitalia

La piattaforma dei sindacati di base sposta il baricentro. Non più (o non solo) la geografia delle gare Intercity, ma il rinnovo del contratto collettivo nazionale del personale ferroviario. Cub Trasporti, in una nota, parla di «sostegno alla piattaforma per un Ccnl che tuteli adeguatamente diritti, sicurezza, salute e salario di tutti i ferrovieri». I temi richiamati sono i turni, i tempi di guida, l'organizzazione del lavoro a bordo, il dimensionamento degli equipaggi. Argomenti che, ricordano le sigle, si intrecciano con la sicurezza dei passeggeri.

Sullo sfondo c'è il dossier Mercitalia, su cui si concentra una delle accuse più dure: il sistema «sta demolendo» la principale società merci del Gruppo FS, sostengono i delegati di base, sostituendola di fatto con un mosaico di operatori privati e di consorzi che competono al ribasso sui margini. La denuncia del «buco nero delle gare e dello spacchettamento in ferrovia» abbraccia anche i servizi regionali e l'erosione delle clausole sociali nei capitolati. Inoltre il personale di macchina e di bordo ha portato avanti una piattaforma autonoma su sicurezza operativa, riposi e gestione delle emergenze, che il 11 giugno trova traduzione in una protesta separata dalle confederali.

Treno regionale italiano fermo al binario durante lo sciopero ferroviario di 23 ore indetto da Cub e Sgb
Un treno regionale fermo al binario: lo sciopero di 23 ore tocca pendolari e viaggiatori della lunga percorrenza. · Immagine generata con IA

Il contesto: lavoro, gare e una vertenza che dura da mesi

La giornata dell'11 giugno si inserisce in una stagione di mobilitazioni particolarmente intensa per il settore dei trasporti. Lo scorso 18 maggio l'Usb aveva proclamato uno sciopero generale di 24 ore con effetti pesanti su Trenitalia, Italo e Trenord, sotto lo slogan «Nemmeno un chiodo per guerre e genocidio» e in parallelo alle vicende della Global Sumud Flotilla. Tuttavia la tensione di giugno ha un profilo più tecnico, ancorato alle riforme della governance ferroviaria che il governo sta varando in parallelo all'attuazione del PNRR.

Il modello dei lotti separati per l'Intercity, secondo le confederali, rischiava di aprire la strada a un dumping contrattuale tra operatori, di indebolire le clausole sociali e di sottrarre risorse alle linee meno redditizie. Di conseguenza il ritiro dello sciopero confederale dopo il tavolo con Rixi vale come segnale politico: la traccia di un'intesa sul lotto unico, con tempi e modalità ancora da scrivere, è stata accolta dalle sei sigle come una base credibile per riaprire il negoziato. Peraltro le organizzazioni hanno specificato che la sospensione non equivale a una revoca: in assenza di atti concreti, il dossier potrà tornare in agitazione.

Cosa fare se si viaggia oggi

Il consiglio operativo per chi è in stazione resta quello di sempre: verificare in tempo reale lo stato del treno sull'app del proprio operatore, conservare il biglietto in formato digitale, sfruttare le fasce di garanzia sui regionali e, se possibile, posticipare i viaggi non urgenti. Le aziende hanno attivato canali dedicati per le richieste di rimborso e per la riprotezione su corse successive. Infine, per i collegamenti aeroportuali e gli interscambi metro, è utile considerare che lo sciopero treni 11 giugno può sovrapporsi a microagitazioni locali del trasporto pubblico in alcune città.

L'esito del confronto al MIT verrà valutato nelle prossime settimane: sul tavolo restano la riscrittura del bando Intercity, l'avvio di un confronto strutturato sul CCNL dei ferrovieri e il futuro di Mercitalia. Quindi la vera partita comincerà dopo le 2 di venerdì 12, quando l'agitazione si chiuderà ma il dossier resterà aperto.

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